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Trento

La «MalaMovida» sfida le ordinanze. La situazione è ancora peggio di prima. Ora accendono anche i fuochi

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La situazione sta sfuggendo nuovamente di mano e i «balordi» della MalaMovida di piazzetta del Conservatorio e dintorni sfidano apertamente le ordinanze firmate dal Sindaco.

Nelle notti degli ultimi 15 giorni la situazione si è aggravata in modo preuccupante. Ora hanno anche iniziato ad apiccare fuochi in centro città, per la precisione inizio vicolo San Marco.

Il comitato antidegrado di vicolo S. Maria Maddalena e dintorni denuncia apertamente: «Sono state svariate le chiamate alle autorità che non sono interventute! La situazione è grave!»

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Vomito sui muri e per terra, urina e feci dappertutto, musica autoprodotta fino alle 3 del mattino, nessun rispetto per l’ordinanza, disturbo alla quiete pubblica, schiamazzi e urla fino a tarda notte, alcool e droga a bizzeffe, vandalismi dell’arredo urbano, scritte sui muri e rifiuti abbandonati per terra. Ecco cosa accade e continua ad accadere in zona Santa Maria Maddalena nel pieno centro storico di Trento. Comportamenti insomma da quarto mondo. Degrado assoluto.

Anche durante le ultime notti urlatori e vandali hanno continuato a imperversare in gruppo, indisturbati anche dopo l’una, sia nella piazza del liceo coreutico Bonporti che nei vicoli Santa Maria Maddalena e adiacenti con la complicità dei due bar sapendo di impedire in tal modo ai residenti di dormire e innaffiando sempre i muri con i loro bisogni.

«È tempo di dire basta a questi illeciti e a questo scempio – denunciano i residenti – qui – va detto una volta per tutte – non c’entrano nulla il dialogo, il confronto tra le parti, la ricerca di un accordo. Non servono i tavoli di confronto per comporre esigenze diverse. Qui non è in gioco il diritto al divertimento, perché questo non è un problema di socialità e convivenza. Questo è un problema di ordine pubblico. E come tale va considerato e affrontato. Qui va semplicemente fermata la sistematica e intenzionale violazione delle più elementari regole del vivere civile. A questi individui va impedito l’arbitrio assoluto, va negata la possibilità di calpestare i diritti primari dei cittadini che risiedono in quest’area e chiedono solo di poter riposare».

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Il presunto e inesistente diritto al divertimento degli universitari e dei centri sociali che degenera in questo modo dopo la mezzanotte e che serve solo a coprire atti illeciti, non include anche il diritto di molestare ogni notte con schiamazzi, musica a palla, rifiuti di ogni tipo sparsi anche davanti alle due scuole (dell’infanzia e il Bonporti), con le scritte sui muri e atteggiamenti aggressivi e ritorsioni nei confronti dei residenti che osano protestare quest’angolo di centro storico.

«Non si può più tollerare chi, sapendo quel che fa, manca totalmente di rispetto agli altri – si legge ancora nella nota del comitato antidegrado – chi se ne infischia delle norme che già esistono sull’inquinamento acustico dopo una certa ora e compie vandalismi di ogni tipo danneggiando l’arredo urbano, chi se ne frega dell’Ordinanza del Sindaco che proibisce il consumo di alcolici fuori dai plateatici, chi se la ride di una sindaca della notte che alle ore piccole (all’1,30-2 di notte e oltre) da queste parti non si è ancora vista, della polizia e dei carabinieri che nelle stesse ore presidiano solo saltuariamente zona e che a queste ore non rispondono alle richieste di intervento di chi non ne può proprio più e getta secchiate d’acqua fredda dalle finestre per allontanare i teppisti.

In attesa che il Comune individui zone in cui spostare altrove tutto questo (ma quale movida o malamovida!) dopo mezzanotte (quando, dove e come ancora non si sa), il Questore e il Commissario del governo parlano di soluzioni-ponte come lo street tutor, una sorta di operatore professionale sostitutivo delle forze dell’ordine come il personale incaricato di impedire le degenerazioni del tifo negli stadi. Ma entrambi aggiungono che per ora questa è solo un’idea. Non c’è ancora nessun progetto. Che se ne dovrà parlare».

Il comitato poi si pone delle legittime domande: «gli street tutor sarebbero dei volontari o si tratterebbe di personale pagato dall’ente pubblico per garantire il presidio e i controlli notturni mancanti (tutte le notti e tutta la notte) nelle aree in cui si verificano criticità come in questa zona (che peraltro è l’unica, piccola area del centro storico in cui si verificano questi fenomeni)? Con quali mezzi questi street tutor dovrebbero scoraggiare vandali e teppisti, dal momento che sicuramente non saranno armati? Con parole persuasive e predicozzi? O dovrebbero anche loro chiamare in caso di bisogno le forze dell’ordine? Ma questo non è forse ciò che già fanno i residenti quasi tutte le notti. Attendiamo di poter incontrare il nuovo Commissario del governo e il Questore per avere delle risposte.

Ma mentre aspettiamo che quest’idea si concretizzi (quanto tempo ci vorrà?), sollecitiamo per l’ennesima volta polizia locale e di Stato e carabinieri a garantire con la loro presenza e ogni mezzo a disposizione il rispetto delle norme di pubblica sicurezza nelle ore notturne. Perché è il caso di ripeterlo: dopo la mezzanotte questo problema non è di socialità ma solo di ordine pubblico».

Sotto alcuni video girati dai residenti dopo le 2 del mattino

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