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Politica

Green pass, la Lega trentina si divide. I giovani:” E’ il momento di far sentire la voce del buon senso”

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Il Green Pass divide tutti. Divide le famiglie, le associazioni, i dipendenti nelle aziende e soprattutto la politica. Questa divisione sembra emergere anche all’interno della Lega trentina che vede nella sua sezione giovanile un’opposizione alla tessera verde.

Per approfondire questa discrepanza e comprendere le ragioni dei giovani leghisti, noi de “La Voce del Trentino” abbiamo intervistato il loro coordinatore Marco Leonardelli.

La Lega ha preso delle posizioni nette a favore del vaccino. Il partito non ha inoltre opposto particolare resistenza al Green pass. I giovani cosa ne pensano? Cosa ne pensa la sezione giovanile della Lega in Trentino?

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Anzitutto ci tengo ad affermare sin dal principio, così che sia chiaro, che la Lega Giovani Trentino è assolutamente in linea con le prescrizioni dei professionisti della salute, e che quindi sposa a pieno la linea di sostegno ai vaccini intrapresa dal partito nazionale e dalla giunta provinciale.

Quello che riteniamo illogico, respirando le perplessità del territorio e le difficoltà dei lavoratori trentini, è l’obbligo del green pass, in virtù del fatto che i vaccini non siano stati resi obbligatori: mi domando come si possa da un lato attribuire alla popolazione, nel pieno rispetto del diritto costituzionale, la possibilità di scegliere se vaccinarsi o no e dall’altro lato imporre il green pass per potere lavorare, probabilmente dietro a questa scelta vi è un principio di tutela dei cittadini e dell’integrità sanitaria delle persone, ma il metodo lo ritengo profondamente sbagliato.”

Vi schierate dunque contro la linea politica del vostro partito.

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Non si tratta di schierarsi contro la linea del partito, ma di ritenere che, preso atto della situazione di gravità in cui versa il paese e conseguentemente la nostra Provincia, sia necessario aprire dei tavoli di dialogo con i cittadini che manifestano, al 99% persone per bene, lavoratori, padri e madri di famiglia, che dimostrano legittimamente contro l’obbligo di Gren Pass e che vogliono solo tornare al lavoro.

La Lega Trentino ha il dovere di ascoltarne la rabbia e di agevolare la costruzione di soluzioni istituzionali che portino ad una veloce risoluzione del problema, sennò si lasciano le piazze in mano agli estremisti.

Il Presidente Fugatti ha fatto un importante passo in tale direzione, ma è il momento che anche il partito, oltre che l’esecutivo provinciale, ritrovi il suo rapporto diretto con i cittadini e aiuti la Giunta a indicare le giuste soluzioni in pro dei Trentini”.

Si parla solamente della sezione trentina oppure anche le sezioni giovanili di altre regioni si trovano sulle stesse posizioni?

“In quanto Coordinatore della Lega Giovani Trentino, parlo solo a nome del mio gruppo provinciale”.

Perché vi schierate contro il green pass? A vostro parere la misura non sta contribuendo ad uscire dalla pandemia?

“Noi riteniamo la vaccinazione un metodo eccellente per riportare il paese alla normalità, ma crediamo altresì, che si debba uscire sulle strade e sulle piazze del Trentino a spiegare ai cittadini che il governo nazionale attuale è frutto di un compromesso al quale la Lega ha scelto di aderire al fine di salvare gli italiani e i trentini da gravi aumenti delle tasse e di non lasciare il recovery found in mano a PD e 5 Stelle e che quindi non si può fare tutto quello che si farebbe in un governo di Centrodestra.

Il nostro partito non è mai stato entusiasta del green pass, ma lo ha votato al fine di mantenere in piedi il governo nazionale, ora però è il momento di far risuonare la voce del buon senso, solo la Lega ha un rapporto forte con i cittadini e solo la Lega può fare le giuste pressioni al fine di risanare l’assurda questione green pass, ma deve assolutamente muoversi.

D’altro canto il Segretario Salvini ha evidenziato in più occasioni che è assurdo rinnovare il Reddito di Cittadinanza sperperando miliardi di euro, perché non stanziare fondi per continuare a fare tamponi, sia a chi si è vaccinato, al fine di censire i casi leggeri e asintomatici e bloccare la diffusione, che a chi il vaccino non lo ha voluto, fare riaffermando un principio costituzionale che è quello del diritto al lavoro?

Sempre meglio investire soldi sul lavoro che sperperarli con il reddito. Si potrebbero anche aumentare i tempi fra un tampone e l’altro, 48 ore mi sembrano veramente poche…”

Avete intenzione di fare delle azioni in particolare per evidenziare questa vostra presa di posizione? In cosa si manifesterà concretamente la vostra decisione?

“Faremo noi quello che il partito non sta facendo, ci mettiamo a disposizione di tutti i movimenti e dei singoli individui presenti in piazza che vorranno essere ascoltati, ovviamente non degli sfascia vetrine, poi presenteremo alla Provincia un documento con le loro idee, con i loro problemi e con le loro prospettive.

Voglio chiarire un aspetto: il Presidente Fugatti ha potuto incontrare solo una delegazione di manifestanti, ovviamente la giunta non ha modo di incontrare tutti, ma il gesto di ascolto del Presidente deve essere preso al balzo dalla Lega, che può e deve fungere da principale interlocutore fra partito e Provincia”.

Pensate di poter cambiare la linea del partito?

“Certo che sì! La Lega ha bisogno di tornare sui territori, noi lo facciamo presente e lo faremo presente sempre, il processo politico ha tre fasi: lettura, elaborazione e risoluzione.

La lettura della Lega Giovani Trentino è chiara, oggettiva e soprattutto in linea con la storia politica della Lega di ieri e di quella di oggi: se smettiamo di ascoltare le strade, le persone per bene, giustamente arrabbiate per la congiuntura attuale, finiremo arroccati nei palazzi come un PD qualsiasi, non ce lo possiamo permettere, abbiamo la responsabilità della fiducia dei trentini.

Il partito deve elaborare, ed è molto più difficile farlo stando al governo, sia provinciale che nazionale, ma siamo sicuri che con il nostro stimolo e quello della nostra militanza sapremo farlo e sapremo risolvere i problemi dei cittadini, sulla falsa riga della disponibilità del Presidente Fugatti che ha già aperto un canale comunicativo con i dimostranti.

È solo questione di tempo prima che il partito capisca e adatti la linea“.

Le proteste potranno porre fine all’imposizione della tessera verde?

Credo vivamente di no, ma potrebbero risultare in un compromesso al fine di garantire il diritto al lavoro, lo stato deve ascoltare la piazza e i partiti devono essere un canale di filtraggio a disposizione dei cittadini, bisogna venire incontro a tutti, soprattutto a chi vuole lavorare, gli idranti vanno usati contro i violenti mai contro il popolo.

Anche l’alta astensione a questa tornata elettorale dimostra che la politica non sta agendo come dovrebbe”.

La Lega giovani Trentino, se ci sarà l’occasione, scenderà in piazza?

Non scenderemo in piazza, ma se ci trovassi un mio tesserato non lo richiamerei perché capisco le ragioni.

Ci mettiamo a disposizione dei manifestanti per ascoltare la loro voce e discutere di soluzioni dentro alla Lega Trentino, il partito non può e non deve nascondersi di fronte ai problemi”.

(SP)

 

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