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Ambiente Abitare

Dal Trentino alla Conferenza ONU sul Clima di Glasgow. Un’esperienza di partecipazione giovanile che si ripete da ormai 10 anni

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La partecipazione dei ragazzi trentini alle Conferenze ONU sul Clima raggiunge l’importante traguardo dei 10 anni.

Dal 2012 ovvero dalla Conferenza ONU sullo sviluppo sostenibile, Rio +20, ad oggi, l’Associazione Viração&Jangada, insieme a diversi partner e con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, ha reso possibile la partecipazione diretta di più di un centinaio di studenti delle scuole superiori e delle università ai negoziati internazionali sul clima.

Questa volta, la delegazione trentina è composta da 12 persone tra studenti universitari e ricercatori che sono in partenza per la prossima Conferenza ONU sul Clima (COP26) e per il People’s Summit for Climate Justice che si terranno dal 31 ottobre al 12 novembre a Glasgow, in Scozia.

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Gli eventi conteranno sulla partecipazione di circa 25 mila persone tra negoziatori e diplomatici dei 195 paesi firmatari dell’Accordo sul Clima di Parigi, rappresentanti delle imprese multinazionali, del mondo della ricerca e osservatori delle organizzazioni non governative e dei movimenti sociali di tutto il mondo.

I lavori preparatori alla COP26 sono iniziati ancora nel mese di febbraio scorso con l’inizio di un percorso di formazione in vista della Conferenza dei Giovani sul Clima Trentino Alto Adige, tenutasi l’8 maggio al MUSE durante il Trento Film Festival e che ha visto la partecipazione di circa 40 giovani tra 15 e 29 anni e co-promosso dal Forum Provinciale sui Cambiamenti Climatici.

La Conferenza ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica ed è stato inserito nel Programma “All4Climate – Italy 2021”, e al quale ha aderito anche il Comune di Trento – ha lo scopo di sensibilizzare sull’emergenza climatica oltre che i partecipanti, anche la cittadinanza e le istituzioni. Per farlo, i giovani che si sono impegnati in questo percorso hanno elaborato delle raccomandazioni politiche, che sono discusse con rappresentanti del mondo della politica, dell’educazione, del mondo profit e di quello no profit.

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Il principale scopo della delegazione trentina a Glasgow è quello di raccontare l’evento internazionale della COP26 attraverso la prospettiva giovanile e mediante l’utilizzo di tecniche di giornalismo partecipativo tramite la produzione di articoli, foto e video. Nella cittadina scozzese, i ragazzi lavoreranno in squadra con giovani di altri paesi dell’Europa, Africa e dell’America Latina nell’ambito dell’Agenzia di Stampa Giovanile.

Il gruppo utilizzerà come piattaforma di diffusione il sito www.stampagiovanile.it e i social media (www.facebook.com/agenziadistampa; instagram @stampagiovanile), ma anche altri mezzi di comunicazione più tradizionali come giornali, radio e riviste locali e nazionali. I loro articoli verranno anche tradotti e pubblicati su altri siti inglesi, portoghesi e spagnoli.

COSA C’È IN GIOCO A GLASGOW – L’appuntamento della COP26 rappresenta a giudizio di molti osservatori una sostanziale ultima chiamata affinché siano prese le necessarie e urgenti misure per impedire che il cambiamento climatico diventi sempre più fuori controllo. Il recente rapporto sul clima del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (IPCC), definito un “codice rosso per l’umanità” da parte di Antonio Guterres Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha evidenziato come “il clima stia cambiando in maniera più rapida e intensa del previsto mentre le azioni intraprese a livello globale per tagliare drasticamente le emissioni di gas serra, frenare il riscaldamento globale e contrastare la crisi climatica siano ancora del tutto insufficienti”.

L’influenza delle attività umane nel riscaldamento globale è considerata dal mondo scientifico ormai inequivocabile con un aumento della temperatura che si accompagna a cambiamenti diffusi e rapidi nell’atmosfera, nell’oceano, nella criosfera, nella biosfera e con eventi estremi come ondate di calore, piogge abbondanti e siccità sempre più frequenti e severi.

Di fronte a questa emergenza climatica i Paesi si presentano alla vigilia della COP26 con segnali poco confortanti. I nuovi contributi nazionali volontari (Nationally Determined Contributions-NDCs) che quantificano i rinnovati impegni per concorrere al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo sul clima di Parigi, mostrano dei progressi ma risultano del tutto insufficienti sia nel breve periodo al 2030 che nel lungo periodo al 2050 con l’obiettivo di neutralità climatica tra emissioni e assorbimenti antropici di gas serra.

Le principali economie, raccolte attorno al gruppo dei G20, mostrano segnali molto contrastanti. Gli Stati Uniti, l’Europa e la Gran Bretagna sono i Paesi che hanno presentato i maggiori impegni di riduzione delle emissioni, la Cina ha fatto solo una promessa di miglioramento, il Brasile e il Messico hanno addirittura peggiorato i loro impegni prevedendo un aumento delle emissioni, mentre l’India non ha ancora fatto dichiarazioni in proposito.

Ciò che si attende dalla COP26 è pertanto un immediato cambio di marcia che implica innanzitutto un aumento credibile e sostanziale degli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra specie da parte delle principali economie. Dovranno essere finalmente mobilitate le indispensabili risorse finanziarie promesse, quantificate in 100 miliardi di dollari all’anno, per accompagnare la transizione energetica, il trasferimento tecnologico e le misure di adattamento specie nei Paesi in via di sviluppo.

Determinante sarà pertanto il ruolo della società civile e delle organizzazioni non governative che saranno presenti a Glasgow nel ruolo di osservatori nel fare pressione verso i delegati dei diversi Paesi perché sia data una svolta ai negoziati.

IL PROGETTO “VISTO CLIMATICO” — La partecipazione della delegazione trentina è una delle principali attività previste nell’ambito del progetto “Visto Climatico”, promosso dall’associazione Viração&Jangada con il sostegno dell’Assessorato competente alla Cooperazione allo Sviluppo della Provincia Autonoma di Trento e in collaborazione con importanti realtà del territorio: il Centro Europeo Jean Monnet, l’Associazione Mazingira (MUSE), la Fondazione Fontana, il portale Unimondo, l’Associazione In Medias Res nonché con il supporto scientifico dell’Osservatorio Trentino sul Clima.

Visto Climatico” è un progetto triennale di giornalismo partecipativo e di educazione che ha come finalità la promozione di attività di formazione, informazione ed advocacy sui temi legati alla cittadinanza globale e planetaria, i cambiamenti climatici e le migrazioni ambientali e che prevede la partecipazione di giovani studenti alle Conferenze Internazionali dei Giovani sui Cambiamenti Climatici (COY14, 15 e 16) e alle Conferenze ONU sui Cambiamenti Climatici, COP24 a Katowice (Polonia) nel 2018, COP25 a Madrid (Spagna) nel 2019 e COP26 a Glasgow (Gran Bretagna) nel 2021.

Nei mesi che precedono le Conferenze vengono svolte attività di formazione rivolte ai ragazzi, durante la partecipazione alle Conferenze sono previste attività di produzione di informazioni e di comunicazione in stile giornalistico mentre successivamente al rientro i ragazzi svolgono attività di sensibilizzazione rivolte all’Università di Trento e alle scuole di tutto il territorio trentino.

La delegazione è così composta: Coordinamento: Paulo Lima (Ass. Viração&Jangada). Studenti: Elisa Lunardelli, Emma Leoni, Emiliano Campisi, Enrico Chiogna, Ilaria Bionda, Irene Trombini, Gaetano Sciarotta, Mayra Boscato, Rosa Maria Currò e Simone Predelli.

Ricercatori e educatori: Roberto Barbiero e Lavinia Laiti (APPA), Daniele Saguto (Ass. In Medias Res) e Elisa Calliari (University College London)

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