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Trento

Ospedale Cavalese, Fugatti: «I soldi ci sono ma nulla è stato ancora deciso. I cittadini saranno coinvolti»

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Ieri in consiglio provinciale acceso dibattito sul progetto di delocalizzazione dell’ospedale di Cavalese.

Il governatore Fugatti ha dichiarato che i soldi per il progetto ci sono e difende la scelta di valutare la proposta dei privati oggi al vaglio del Navip: “Se il il parere tecnico sarà favorevole coinvolgeremo i territori”.

Un dibattito acceso dove non sono mancati i momenti di alta tensione. Roberto Paccher dopo l’attacco delle minoranze alla giunta ha replicato molto duramente a Luca Zeni accusandolo di aver massacrato la sanità trentina (qui il suo intervento)

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Alla lettura della relazione del presidente che ha difeso la correttezza del percorso compiuto e sostenuto la necessità di accogliere e valutare anche la proposta progettuale dei privati, è seguita una discussione durante la quale le minoranze hanno contestato soprattutto il metodo giudicato “opaco” e poco partecipato che la Giunta ha adottato. (clicca qui per vedere l’intervento di Fugatti)

Ciò in quanto dopo aver già avviato l’iter e ottenuto il parere favorevole delle amministrazioni locali sul progetto di ristrutturazione e ampliamento dell’ospedale già esistente, l’esecutivo ha aperto, ma senza darne adeguata pubblicità, alla valutazione della proposta arrivata dai privati di edificare un nuovo ospedale a Masi.

Privati che secondo le opposizioni punterebbero più ai loro interessi di profitto che a fornire un miglior servizio sanitario pubblico alla popolazione delle tre valli di Fiemme, Fassa e Cembra cui il nosocomio è dedicato. Sul tema sono state presentate sei risoluzioni. Le prime tre, proposte dalle minoranze, sono state respinte con l’astensione di De Godenz (UpT) e in due casi la non partecipazione al voto dei consiglieri Cia e Rossato di FdI. Prima di affrontare questo argomento il Consiglio ha approvato a maggioranza una mozione proposta da Guglislmi (Fassa) e altri esponenti di maggioranza per coinvolgere anche le amministrazioni locali nelle decisioni dell’Euregio.

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Il presidente Fugatti ha esordito ricordando che l’opera relativa all’attuale ospedale di Fiemme e Fassa è, ad oggi, programmata nel DPS in materia di edilizia sanitaria 2019-2021, approvato dalla Giunta provinciale il 20 dicembre 2019 con un finanziamento di circa 36,3 milioni di euro, dei quali circa 15 in conto capitale sugli esercizi 2021-2025 e 21 con il ricorso al debito da contrarre in relazione ai tempi di realizzazione dell’opera.

Con ciò Fugatti ha sottolineato che, quindi, non è vero che le risorse per realizzare il progetto non ci sono più, perché il finanziamento è previsto e ancora possibile.

Ha poi ripercorso l’iter che aveva condotto nel 2020 alla revisione del progetto originario di ristrutturazione ampliamento “alla luce delle sopravvenute esigenze emerse sia dalla pandemia sia dalla prospettiva dei giochi olimpici invernali del 2026 che interesseranno anche la valle di Fiemme, e di procedere alla realizzazione dell’intervento”. “Tale attività – ha spiegato – risulta ora sospesa in considerazione delle necessità di effettuare una doverosa comparazione con una proposta di partenariato pubblico-privato successivamente presentata”.

A questo riguardo ha sottolineato come sisa esclusivamente interesse dell’amministrazione provinciale “fare proprie” le opere e i servizi proposti dal privato. “Gli interessi privati rimangono quindi sullo sfondo – ha aggiunto – non essendo ancora entrati nella fase della cosiddetta procedura pubblica, volta all’aggiudicazione di una commessa. Prima di entrare in questa fase le proposte del privato devono essere fatte proprie dall’amministrazione “se reputate coerenti coerenti e confacenti con gli indirizzi programmatici e le esigenze pubbliche”.

Inoltre – ha spiegato il presidente – la proposta del privato, anche una volta dichiarata di pubblico interesse non obbliga l’amministrazione a dar corso alla procedura di gara per l’affidamento della relativa concessione. Ne consegue che anche dopo l’eventuale approvazione della proposta non sorge un distinto, speciale e autonomo rapporto precontrattuale.

Quindi il promotore privato presentando il progetto si assume il rischio che quanto proposto non venga poi realizzato. La Provincia che riceve una simile proposta deve sottoporre il progetto ad un’analisi tecnico-economica da parte del Navip, organismo tecnico che svolge funzioni di supporto istruttorio alla Giunta in materia di realizzazione di opere e servizi pubblici attraverso strumenti di partenariato pubblico-privato.

Il Navip, conclusa l’istruttoria sulla proposta, redige e approva un parere (documento di analisi finale) che trasmette alla Giunta provinciale per l’eventuale dichiarazioni di fattibilità della proposta. Solo in seguito ad un provvedimento di eventuale dichiarazione di fattibilità la Giunta dispone la prosecuzione del procedimento come prevede la legge.

E la proposta di partenariato, per essere considerata meritevole di analisi, deve contenere tutti gli elementi che il Codice dei contratti indica come componenti essenziali della stessa. Fugatti, sulla presentazione avvenuta il 17 marzo scorso della proposta di partenariato pubblico-privato da parte del costituendo RTI composto da Mak Costruzioni, Siram spa, Dolomiti Energia e Intesa San Paolo, per il progetto di ospedale da realizzare a Masi di Cavalese e il suo mantenimento in efficienza per 18 anni, il 7 maggio scorso il navid ha comunicato l’avvio dell’istruttoria di competenza del nucleo.

E poi inviato il 9 agosto scorso un documento interlocutorio all’impresa proponente alla quale ha chiesto elementi di chiarimento e completamento del progetto iniziale. Elementi che l’8 ottobre scorso sono stati presentati dall’impresa e che sono state oggetto di una prima valutazione del Navip nella seduta del 20 ottobre. “L’istruttoria quindi – ha concluso il presidente – è tutt’ora in corso e una volta che il Navip avrà formulato nella relazione finale il proprio parere sulla documentazione presentata, la Giunta coinvolgerà i territori interessati per valutare congiuntamente il percorso più adeguato per rispondere agli interessi pubblici sottesi al progetto del nuovo ospedale di Cavalese”.

Nella sua replica, dopo gli interventi dei consiglieri,  il presidente Fugatti ha spiegato che la Giunta non poteva non prendere in considerazione questa proposta presentata da privati. “E’ dovere di un’amministrazione pubblica – ha spiegato – attendere la valutazione del Navid, organo competente sul piano tecnico. Subito dopo, qualora si riscontrasse l’interesse pubblico, la Giunta andrà sul territorio e insieme agli amministratori delle tre valli deciderà. Ma sarebbe stato da irresponsabili dire di no e basta”.

Non c’è nulla di più auspicabile – ha concluso il presidente – che oggi la parte pubblica si apra a collaborare con i privati per fare investimenti nell’interesse di tutti. Quanto al tema della copertura finanziaria, Fugatti ha ribadito “che i soldi per l’opera ci sono. Quando sarà arriverà il momento la Giunta dirà come stanno le cose e lo farà nei luoghi istituzionalmente deputati”, ha concluso. (clicca qui per vedere l’intervento integrale del presidente)

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