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Trento

Forte malessere dei commercianti di Trento dopo il 14esimo corteo consecutivo dei «No Green Pass»: «Penalizzano le nostre vendite»

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C’è anche Trento sul piede di guerra dopo il 14esimo sabato di fila di corteo «no green pass»

Il bilancio di sabato è ancora nero, gli affari dei negozianti sono andati nuovamente a picco. «La nostra città è piccola  – spiega Gianni Gravante vicepresidente di Federmoda e commeciante di Trento –  e le continue manifestazione danneggiano le vendite. Sono molte le persone che per paura di rimanere bloccate con le proprie auto oppure sugli autobus non vengono più in centro il sabato a fare degli acquisti preferendo magari altre città oppure i centri commerciali».

Gravante in effetti dà voce ad un certo malessere da parte dei commercianti del centro che non vedono di buon occhio i continui cortei «Non vax» e «No Green Pass». Anche gli automobilisti alzano la voce perché sono costretti a vere e proprie ginkane per spostarsi magari solo di pochi chlometri.

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«Purtroppo – continua Gravante – il sabato assorbe circa il 25% degli acquisti della settimana e diventa ancora più importante per l’imminente apertura della stagione invernale, tradizionalmente dedicata agli acquisti. I negozianti sono infastiditi, ed ora dopo tutti questi sabati di protesta comincia ad emergere un certo malessere e anche una forte preoccupazione per il natale che si sta avvicinando».

Gravante poi è stato piuttosto chiaro sul fenomeno:«Tutte le città d’Italia hanno questo problema. Siamo in attesa di capire come finirà questa pandemia, mi auguro che tutto rientri e che una risicata minoranza non penalizzi l’economia trentina dopo mesi di sofferenza».

Le preoccupazioni dei commercianti trentini sono proiettate sugli ascquisti natalizi: «Non possiamo rischiare di perdere la stagione invernale per colpa di pochi, spero che le forze dell’ordine facciano il loro lavoro cercando di limitare questi corti spostandoli magari lontano dai negozi. Ricordiamoci che ricominceranno i mercatini di Natale e francamente c’è bisogno di lavorare».

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Come si ricordava sopra nelle altre città italiane va anche peggio: Durante le manifestazioni di sabato a Milano è stato arrestato un egiziano e sono state denunciate 85 persone.

Sabato per il 14esimo sabato consecutivo migliaia di persone – tra loro l’ex brigatista Paolo Maurizio Ferrati – hanno creato caos e disagi sulle strade, il segretario generale di Confcommercio Milano Marco Barbieri ha denunciato a caldo che il sabato rappresenta «oltre il 20% del fatturato, basta ostacolare la faticosa ripresa delle attività».

Anche la politica si è schierata in maniera trasversale unendosi all’appello e alla rabbia dei commercianti.

Anche questa volta il corteo non era autorizzato e si è svolto con il «chiaro intento – ha sottolineato la Questura – di creare forti disagi in centro, alla circolazione e alle infrastrutture dei mezzi pubblici». Le tensioni maggiori durante i «ripetuti tentativi di violenti manifestanti di raggiungere la sede Cgil», qui è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale un 22enne egiziano già con precedenti e un ordine di allontanamento a carico.

«A nessuno può essere negato il diritto di manifestare ma vanno rispettate anche le libertà degli altri, ha fatto bene Confcommercio a denunciare i danni, peraltro nel silenzio del sindaco Sala che ha la capacità di isolarsi dalle patate bollenti – sottolinea il commissario cittadino della Lega Stefano Bolognini -. Sono riprese le fiere, c’era molta gente in giro con voglia di fare acquisti. Può capitare una volta di restare bloccati nel traffico ma così è troppo, va rivisto qualcosa nella forma. E le proteste no green pass purtroppo sono degenerate, anche le persone perbene sono vittime della situazione che si è venuta a creare. Si sono infiltrate pericolose frange anarchiche, estremisti di destra legati anche ad ambienti neofascisti, il no pass è stato il pretesto con cui persone con finalità completamente diverse hanno cercato l’occasione per fare confusione, e non si può bloccare la città in continuazione in questo modo».

Per il capogruppo milanese di Forza Italia Alessandro De Chirico «chi manifesta ogni sabato appellandosi alla libertà di scelta per non vaccinarsi lede il sacrosanto diritto di chi vuole tornare alla normalità e colpisce i negozianti stremati dalla pandemia. Sala, molto bravo a fare video-predicozzi sui social, dovrebbe convincere gli antagonisti suoi elettori a smetterla con queste prese di posizione che rischiano di farci richiudere tutto». E secondo De Chirico, anche in vista dello shopping natalizio, «ci vorrebbe un po’ più di fermezza da parte delle forze dell’ordine».

Il capogruppo FdI Andrea Mascaretti difende «il diritto sacrosanto di far sentire la propria voce in maniera pacifica» ma «occorre distinguere nettamente e isolare i violenti e vuole strumentalizzare le manifestazioni da chi vuole esprimere le proprie istanze» e «consentire a questi ultimi di farlo senza danneggiare la città e il commercio, non è detto che debbano essere per forza cortei e Milano è grande, le istituzioni a ogni livello devono aprire un confronto per trovare un equilibrio».

 

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