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La linea dura del Governo sulla sicurezza sul lavoro: ecco le tre sostanziali innovazioni

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Il decreto fiscale approvato nell’ultimo Consiglio dei Ministri è stato finalmente pubblicato in gazzetta ufficiale. Il nuovo decreto legge 21 ottobre 2021, n. 146 pubblicato in G.U.n.252 di pari data, contiene anche rilevanti novità in materia di sicurezza sul lavoro perché modifica il D.Lvo 81/08, meglio noto come testo unico.

Qui voglio segnalare le tre innovazioni che ritengo più importanti.

La prima riguarda le competenze in materia di vigilanza sulla sicurezza sul lavoro. Il Governo ha deciso di parificare le competenze generali delle Aziende Sanitarie locali con quelle – prima limitate per alcuni settori particolari – dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Un evidente cambio di rotta che influenzerà le azioni di controllo nelle varie Regioni. Non so dire se questa scelta di duplicazione degli Enti addetti alla vigilanza sul lavoro sia la strada più giusta, ma è la risposta immediata alla carneficina di morti bianche (tre al giorno) di quest’ultimo anno.

In Provincia Autonoma di Trento nulla dovrebbe cambiare in termini organizzativi perché da noi l’Ispettorato Nazionale e territoriale del lavoro non c’è, ma non sono da escludere a priori altre scelte politiche.

Nel nuovo d.l. sono già  previste e finanziate assunzioni di ruolo di più di mille ispettori del lavoro presso l’INL, segno tangibile del rafforzamento di questo Ente in termini di competenze e di risorse umane. Credo che l’INL avrà certamente delle sedi territoriali in tutte le Regioni ordinarie ad eccezione appunto di quelle a statuto speciale come la nostra che dovranno scegliere se continuare con gli attuali assetti organizzativi oppure prevedere dei mutamenti.

La seconda riguarda la destinazione d’uso delle sanzioni irrogate in materia di sicurezza sul lavoro. Con il nuovo assetto organizzativo deciso dal Governo sia le ASL che l’INL avranno ambedue un apposito capitolo di bilancio finanziato da queste violazioni e finalizzato ad attività di prevenzione.

Su questo anche la Provincia Autonoma di Trento dovrebbe finalmente decidere dove indirizzare queste cospicue risorse economiche. Voglio ricordare che già dal 2008 erano da indirizzare alla prevenzione, ma non mi pare che fino ad ora siano mai state utilizzate a tale fine.

In questi giorni la cronaca giudiziaria ci ha ricordato il caso di un infortunio mortale di un ragazzo di ventidue anni del 2016, schiacciato da due pesanti pannelli strutturali in legno. Cinque anni per arrivare alla sentenza penale nel primo grado di giudizio ci richiamano la necessità del sostegno immediato alle famiglie per la difesa tecnica e la richiesta di risarcimento dei danni e per far fronte alle spese funerarie.

La creazione di un fondo di sostegno dei parenti delle vittime del lavoro mi sembrerebbe essere un’ottima idea politica e anche questo potrebbe essere finanziato con i proventi delle sanzioni derivanti dalle contravvenzioni in materia di sicurezza.

Un’operazione a costo zero per il bilancio pubblico, ma utile ai fini di tutela e sostegno.

Infine la terza novità sostanziale riguarda aspetti più pratici e riguarda la sospensione dell’attività imprenditoriale per chi commette gravi violazioni in materia di sicurezza.

Nei casi espressamente previsti nel nuovo allegato I del D. Lvo 81/08 (esempio omessa predisposizione di protezioni contro la caduta dall’alto, omessa formazione dei lavoratori ecc. ) si rischia grosso perché si può incorrere fin da subito, nella sospensione dell’attività (es. del singolo cantiere) e non più come prima solamente in caso di recidiva specifica infraquinquennale. Rimane anche la sanzione accessoria aggiuntiva, la cosiddetta maxisanzione, graduata a seconda della tipologia di rischio grave.

L’elenco esaustivo delle violazioni considerate gravi dal legislatore sono indicate espressamente nel nuovo allegato I che va a sostituire integralmente il precedente e dove non troviamo più il riferimento all’amianto.

Dovremo aspettare un po’ di tempo per capire gli effetti e la portata di questa riforma, ma quello che è chiaro ormai a tutti è che la sicurezza sul lavoro non può più essere sottovalutata dalle imprese e quelle che continueranno a non comprendere la gravità del fenomeno sono destinate ad avere problemi di contenzioso con gli Enti di controllo, con il rischio – temporaneo di non poter più essere operativi con la sospensione e con l’ulteriore aggravio di non poter contrattare con la PA per tutta la durata della sospensione e fino alla revoca definitiva della stessa.

A cura di Andrea Merler

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