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Trento

I «No Green pass» non bloccano l’Italia. In Trentino assenze sul lavoro solo del 5%

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Nonostante le previsioni, i gufi, gli scioperi nelle aziende, le proteste nei porti e i disagi (pochi in verità) nei trasporti e le manifestazioni no vax, è andato tutto bene. Il sistema Trentino e Italia ha retto senza nessun problema.

Il 90% dei lavoratori italiani che si sono presentati sul posto di lavoro muniti di certificato verde hanno allontananato le funeste previsioni dei gufi che hanno preferito starsene a casa, molti dei quali dandosi malati. Infatti nella giornata di ieri le assenze per malattia sono state del 24% superiori al solito. (molte per sciatica e colpi della straga vari)

In Trentino gli unici contenuti disagi hanno riguardato i trasporti, ma come ha riferito il governatore Maurizio Fugatti, a margine della conferenza di Giunta svoltasi ieri a Molveno si è trattato di cose molto sporadiche. «Non abbiamo notizie di nessun disagio o situazione critica» – ha detto il governatore

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Gli unici disagi sono toccati ancora una volta agli automobilisti bloccati nei pressi della stazione e lungo alcune vie del capoluogo dall’ennesima manifestazione no vax. In questo caso alcuni erano davvero inferociti e imbufaliti. 

Alla fine i lavoratori che non si sono presentati sul luogo di lavoro in Trentino sono stati in media il 5%. In alcune realtà solo il 2% hanno deciso di rimanere a casa. Marco Fontanari da Confcommercio spiega: «Ci attendevamo un 10% di assenza nel settore del commercio invece alla fine siamo intorno al 4 o 5%, meglio ancora del previsto.

Ma che tutto nella provincia di Trento sarebbe funzionato lo dicevano i numeri. I vaccinati in Trentino ad oggi sono oltre 355 mila, con altri quasi 30 mila mila in attesa di seconda dose. Questo significa che la maggior parte sono già dotati di green pass. Se a questo aggiungiamo che nelle giornate di mercoledì e giovedì sono stati effettuati la bellezza di quasi 15 mila tamponi antigenici rapidi, utili per potersi recare regolarmente al lavoro, i conti sono fatti.

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Anche per quanto riguarda le farmacie trentine nessun disagio o nervosismo. Alcune hanno lavorato regolarmente altre invece hanno fatto circa un centinaio di tamponi in tutto il giorno senza nessun problema (qui articolo di approfondimento). Si attende la prova del nove lunedì.

Un giornata che in tutt’Italia ha visto numerose manifestazioni ma senza disordini. Alcune migliaia di no vax in piazza a Roma hanno protestato contro il certificato verde, a Bologna sono volati insulti a Liliana Segre.

Un gruppo di donne ha consegnato rose alle forze dell’ordine in piazza. Nessun blocco, però, nel primo giorno di obbligo di Green pass per chi lavora. In un giorno sono stati eseguiti oltre mezzo milione di tamponi.

La notizia importantissima è che i vaccini ormai funzionano. Il tasso di positività infatti crolla a 0,5%.

Gli occhi erano puntati sul fronte del porto di Trieste per tutti il luogo più caldo della giornata. A Trieste oltre cinquemila persone si sono raggruppate davanti al Varco 4 tra urla ‘libertà’ e slogan contro il Governo Draghi.

I portuali hanno impedito a militanti di Forza Nuova e di estrema sinistra di accedere nell’area. Momenti di tensione quando una troupe del Tg3 è stata circondata da numerosi manifestanti e costretta ad allontanarsi inseguita dalle grida ‘venduti!’.

Operatività non compromessa anche al porto di Genova, dove un presidio di lavoratori ha bloccato dall’alba le operazioni al varco Etiopia. Momenti di tensione quando un automobilista ha tentato di entrare urlando ‘andate a vaccinarvi e guadagnatevi la pagnotta’. Stop anche al varco internazionale di San Benigno ed al Terminal Traghetti dove i manifestanti hanno fatto passare le persone ma non le merci. Problemi più gravi sono stati invece creati alla viabilità genovese dai blocchi del traffico attuati.

Ad Ancona un centinaio di persone ha impedito l’accesso al porto causando lunghe file di auto e mezzi pesanti. Disagi alla viabilità più che per l’operatività dello scalo.

Nessuna criticità di rilievo per pubblica amministrazione ed aziende di là degli degli ingressi scaglionati ai ministeri e qualche fila per la presa in visione del pass. I dati Inps sui certificati malattia, nel pubblico e nel privato, hanno fatto registrare come detto un aumento del 24% rispetto a venerdì scorso.

Presidi di protesta si sono svolti davanti ai cancelli di alcune fabbriche, come la Fiat Avio di Rivalta, alle porte con Torino. Uno sciopero è stato indetto dalla Fiom alla Ferrari di Maranello. Capitolo manifestazioni: anche in questo caso non ci sono state degenerazioni delle proteste che si sono volte in molte città.

Nella Capitale qualche decina di no pass in mattinata ha tentato di bloccare il traffico in via Labicana, a ridosso del centro: fermati dalle forze dell’ordine. Nel pomeriggio al raduno contro il green pass al Circo Massimo si sono presentati in un migliaio (oltre 10mila per gli organizzatori). Fischi per giornalisti e sindacati, “si sono venduti a Brunetta”, ha detto dal palco Edoardo Polacco, leader dell’associazione “Le Sentinelle della Costituzione”. E c’è stato spazio anche per un gruppo di manifestanti donne che si sono avvicinate con delle rose in mano alle forze dell’ordine che con i blindati presidiavano gli accessi all’area.

Al corteo di Bologna – oltre duemila partecipanti – insulti al megafono contro il premier Mario Draghi, il segretario della Cgil Maurizio Landini e persino contro la senatrice a vita Liliana Segre: “una donna – le parole ascoltate – che ricopre un seggio che non dovrebbe avere perché porta vergogna alla sua storia: dovrebbe sparire da dove è”.

Niente tensioni a Milano, dove centinaia di persone si sono radunate a piazza Domo e circa 500 a l’Arco della pace. A Torino un centinaio di studenti ‘no green pass’ si è ritrovato nel cortile nel Campus Universitario Einaudi. “Siamo qua per riprenderci l’università liberandola dalle discriminazioni”, hanno sostenuto.

Tra le curiosità, infine, c’è da registrare la protesta dei militari dell’Aeronautica promosso dal sindacata Siam ai cancelli d’ingresso della base militare italiana. Al presidio, svolto dalle 7 alle 7.25, hanno partecipato alcune decine di persone.

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