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Ambiente Abitare

Sviluppo sostenibile: ecco i 20 obiettivi del Trentino nei prossimi 10 anni

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Una sfida importante per i territori, che richiede percorsi di elaborazione condivisi e collaborazione istituzionale: per lo sviluppo sostenibile di tutto il Paese è necessario conoscere le esperienze e i percorsi virtuosi, cercando di armonizzare il passaggio ad una società più rispettosa dell’ambiente, interconnettendo gli obiettivi e le strategie verso i target di Agenda 2030.

Con questi intenti è stato proposto oggi un confronto nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile, a cui è intervenuto il vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione della Provincia autonoma di Trento.

L’iniziativa, giunta alla quinta edizione, è promossa dall’Alleanza italiana per lo sviluppo Sostenibile (Asvis), con il patrocinio del Ministero della transizione ecologica e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e per il Trentino è stata l’occasione per presentare il percorso partecipativo che porterà, nei prossimi giorni, ad approvare la Strategia provinciale sul tema, dopo due anni e mezzo dal ‘documento di posizionamento’ che conteneva la fotografia aggiornata del nostro territorio rispetto ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU e ai 52 obiettivi della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.

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L’intensa attività condotta dai Dipartimenti provinciali ha, infatti, portato all’elaborazione del documento preliminare di Strategia provinciale, approvato nel dicembre 2020, e quindi al percorso partecipativo vero e proprio, che ha coinvolto numerosi portatori di interessi: in particolare giovani studenti (delle secondarie e dell’Università), grazie alla collaborazione con l’assessorato all’istruzione, ma anche tutta la cittadinanza, le associazioni, le categorie economiche e sociali, gli ordini professionali, le aziende per il turismo, gli amministratori locali e gli enti di sistema della Provincia.

Si è trattato di un processo molto intenso anche, come ha sottolineato il vicepresidente Mario Tonina, per un’abitudine consolidata all’assunzione delle decisioni frutto dell’Autonomia speciale, scuola di partecipazione attiva per tutte le componenti sociali che hanno apportato con convinzione il loro contributo al documento finale elaborato dalla Provincia.

Partendo dal concetto di integrazione delle tre dimensioni della sostenibilità – sociale, ambientale, economica – ma considerando anche le specificità territoriali del Trentino emerse dal documento di posizionamento, sono stati individuati 20 obiettivi provinciali di sviluppo sostenibile.

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In coerenza con la Programmazione europea 2021-2027 è stato deciso di declinare questi 20 obiettivi in 5 aree strategiche:

1- Per un Trentino più intelligente attraverso innovazione, ricerca, digitalizzazione, trasformazione economica e sostegno alle imprese, con particolare riferimento agli investimenti nei settori agricoltura e turismo. Più intelligente è un Trentino che investe nella gestione sostenibile dei rifiuti, nella rigenerazione e nella ricerca a supporto dell’economia circolare e che mette a disposizione innovazione e digitalizzazione a favore di nuove forme di lavoro flessibili e sostenibili e di una formazione per tutti, di qualità e inclusiva.

2- Per un Trentino più verde, e privo di emissioni di carbonio, con la transizione verso un’energia pulita, equa e rinnovabile. Un Trentino più verde valorizza la biodiversità e la rete delle sue aree protette, con una particolare attenzione alla tutela delle risorse naturali (come l’acqua) e paesaggistiche, consapevole che le politiche di tutela dell’ambiente e di adattamento al cambiamento climatico rendono il territorio più sicuro e resiliente anche di fronte ai rischi idrogeologici.

3- Per un Trentino più connesso, attraverso investimenti nella mobilità e nelle reti di trasporto e digitali strategiche.

4- Per un Trentino più sociale, con azioni e strumenti per combattere la povertà e investimenti nelle persone, in politiche per le pari opportunità, l’inclusione sociale, la lotta alle diseguaglianze e garantendo un equo accesso alla casa e a servizi sociali di qualità.

5- Per un Trentino più vicino ai cittadini e alle cittadine, attraverso lo sviluppo sostenibile e integrato delle zone urbane, rurali e montane ponendo attenzione alle due dimensioni di territorio: quella fisica – con un’attenta gestione degli assetti urbanistici e anche mantenendo il paesaggio culturale – e quella di comunità, garantendo la vita delle comunità periferiche e montane come fondamentale presidio territoriale a largo spettro.

A questo proposito sono stati citati gli Stati generali della montagna e i temi, emersi trasversalmente, dell’attenzione all’ambiente e della riduzione della disparità tra zone urbane e montane, per un modello di sviluppo che garantisca il giusto equilibrio tra città e valli.

L’obiettivo è anche prevenire gli squilibri fra zona e zona, valorizzando e rafforzando la stessa Autonomia, risorsa e strumento di innovazione e integrazione, protagonista di un processo generativo a supporto dello sviluppo sostenibile del Trentino.

A conclusione del suo intervento il vicepresidente ha fatto ancora riferimento alla Governance adottata in Trentino, che ha portato a coinvolgere i portatori di interesse locali e l’intera comunità, soprattutto i giovani, con l’orizzonte temporale a dieci anni della Strategia: un’opportunità per l’Amministrazione provinciale normalmente costretta a programmare su cicli molto più brevi.

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