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Val di Non – Sole – Paganella

Grazie a “Melamango” un fondo universitario per “chiudere il cerchio”

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Che destino avranno i giovani di 18 anni che escono dalla scuola superiore? Qualcuno andrà a lavorare, qualcuno aiuterà nei campi e nella gestione organizzativa a Shalom Home, l’orfanotrofio di “Melamango” gestito con cura e passione da padre Francis Gaciata.

E chi, invece, ha dimostrato grande passione per lo studio, risultando particolarmente meritevole in ambito scolastico?

Nasce da questa domanda, e dal bisogno di una risposta, il nuovo progetto curato dall’associazione “Melamango”, onlus che in Kenya si occupa e si preoccupa di garantire una formazione e un futuro alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi più bisognosi.

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Ma soprattutto, questo progetto significativo sorge dal desiderio di chiudere il cerchio: «Chi viene aiutato s’impegnerà ad aiutare chi viene dopo, perché anche gli ultimi degli ultimi potranno provare l’emozione e la responsabilità di aiutare qualcuno».

E così l’associazione nata in Val di Non ha pensato a un fondo di merito, dedicato ai 4 o 5 studenti che si diplomeranno con il massimo dei voti. Un “tesoretto” che permetterà loro di avere un aiuto economico durante gli studi universitari, per sostenere le spese delle tasse, dell’alloggio e dei dispositivi utili allo studio, come il computer e il cellulare.

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Il fondo dovrebbe prevedere circa 5.000 euro all’anno, più o meno 1.000 euro a studente. Ci sarà poi un garante affidabile, probabilmente una delle suore presenti in orfanotrofio, che aggiornerà sull’andamento universitario e sui voti degli esami.

Una volta terminata l’università ed entrati nel mondo del lavoro, saranno gli stessi studenti a dare una mano a chi verrà dopo di loro: i giovani che hanno potuto contare sull’aiuto concreto di questo fondo, si dovranno impegnare infatti a restituire in tre anni il 60% del contributo ricevuto, che sarà messo a disposizione di altri studenti meritevoli che verranno dopo di loro.

Così, con questo atto di responsabilità tra ragazzi, ormai adulti, a Shalom Home si potrà chiudere il cerchio: far crescere i bambini orfani e bisognosi dai primi anni di vita, formarli con un’ottima qualità di istruzione, educazione e autonomia e, una volta finita l’università, responsabilizzarli nel lavorare per restituire ciò che ha permesso loro di ottenere la laurea e un lavoro. Questo non perché i fondi tornino a “Melamango”, ma per permettere ad altri compagni di seguire lo stesso percorso.

È Elisa Rossi, membro del direttivo di “Melamango”, che nel 2019 ha trascorso un mese in Kenya per seguire i lavori della fattoria intitolata a Davide Chini, altro progetto fondamentale, a spiegare come questo progetto abbia preso forma.

«L’idea è nata da Bruno Soave, uno dei membri storici del direttivo – racconta –. Il pensiero comune era: “Come facciamo a chiudere il cerchio?”. I bambini entrano in orfanotrofio piccolissimi ed escono una volta finite le superiori. Volevamo aiutarli ad avere un’occasione, provando nello stesso tempo a responsabilizzarli. Sapere che un domani, grazie allo studio, alcuni dei nostri ragazzi potrebbero diventare il medico o l’insegnante che torna a Shalom Home per lavorare è il più grande dei progetti. La vera chiusura del cerchio».

Chi vuole contribuire a questa nobile iniziativa può effettuare un versamento sul conto corrente di “Melamango ODV” (Iban: IT 92 Z 08282 05514000020331406) specificando nella causale che si tratta di “Aiuto per gli studi universitari”.

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