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Valsugana e Primiero

Un tuffo nel paesaggio del Vanoi: giro dei Colmei e mulino di Ronco Cainari

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Si narra che per una bizzarra gara indetta tra i comuni di Canal San Bovo e Castello Tesino, l’abitato di Ronco Cainari per quanto situato sul versante sud-est del Passo Brocon, è una delle sei frazioni che compongono il comune di Castello Tesino.

I rappresentanti delle due comunità (Castello e Canale) avevano deciso di delegare a persone fidate l’incarico di percorrere la strada che un tempo congiungeva i due comuni e nel punto dove si incontravano, lì si doveva stabilire il confine.

Decisa data e ora di partenza (giornata estiva particolarmente calda), i delegati intrapresero il loro cammino.
Accadde però che i messi di Canale, giunti al torrente appena superata la chiesa di Ronco, si fermarono per una sosta giocando a carte (o alla morra secondo le versioni).

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Proprio in quel punto furono raggiunti dai delegati provenienti da Castel Tesino e come da accordi, il torrente divenne il confine tra i due comuni con il nome “Bòal dele Partide”.

La curiosità di conoscere questo luogo ben rappresentato da una mostra fotografica di Riccardo Sordo dal titolo “Il rumore del silenzio”, ci ha spinti a fare un’escursione nel Vanoi.

E sperimentare le vie di accesso a questa valle compiendo all’andata l’itinerario dal passo Brocon e al ritorno la strada che porta in Valsugana.

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L’incantevole percorso denominato “Giro dei Colmei” (circa due ore) si svolge su sentiero erboso/sterrato e permette di incontrare piccoli agglomerati di case che insieme compongono la frazione di Ronco (885 m). Adagiata sulle ripide pendici del monte Remitta e del Pizzo degli Uccelli, a destra del torrente Vanoi.

Durante il tragitto ad anello ben segnalato (anche da GPS) si attraversano diversi Colmei con partenza da Ronco Chiesa: Nicolodi, Busini, Gasperi, Fosse, Pugnai, Gasperoi, Pieroi.

E’ curioso che i nomi delle località derivano dai nomi dei primi abitanti (es. Nicolodi da Nicolò, oppure dalla morfologia del territorio come Busini e Fosse).

Ogni Colmel (ne esistono 15) è contraddistinto da case tipiche alle quali un tempo era affiancata la stalla e il fienile in legno (tabià), la fontana e un segno religioso (capitello, croce, nicchia o affresco).

Il percorso inizia in leggera salita entrando nell’antico cuore rurale dei borghi con le case in sasso e corti, muretti a secco, orti e piccole fattorie.

A Nicolodi si può godere un’ampia visuale sul paesino di Cainari, ma anche sul versante opposto della valle del Vanoi, baite con tetti in scandole e sullo sfondo le cime del Primiero.

Ogni Colmel presenta ai visitatori un’edicola sacra e la fontana che aveva un ruolo fondamentale per le famiglie e l’economia locale, portava acqua pulita e fresca vicino alle abitazioni, inoltre serviva come abbeveratoio per gli animali, spesso le stalle erano costruite all’interno dei Colmei, ma l’acqua era indispensabile anche in caso d’incendio.

Le donne si recavano alle fontane a lavare i panni e la biancheria, per le lenzuola esistevano le lisciaie.

Nella frazione Gasperi è consigliata la visita al piccolo Santuario della Madonna della Salute e all’opera di particolare rilievo del pittore agordino Zanbatista Costoia.

Nei tratti boscosi è presente una varietà di faggi, abete rosso e bianco, noccioli, larici e piante di ontano vicino ai corsi d’acqua. Baite, legnaie, cataste costruite a regola d’arte e oggetti in legno predominano nel caratteristico paesaggio rurale.

A metà percorso in loc. Fosse c’è l’antica Osteria che risale al periodo della prima Guerra Mondiale, importante punto di ristoro per abitanti e turisti.

Completato il giro dei Colmei con ritorno a Ronco Chiesa (dedicata alla B.V.M. da Monte di Vicenza), si può continuare lungo la suggestiva passeggiata “al Capitel della Fratta” che conduce ai Mulini dei Cainèri, e poi in località Piancavalli.

Arrivati al capitello non resta che ammirare il panorama sulla vallata con le Pale di San Martino.

A Ronco Cainari si trovano due antichi mulini ad acqua restaurati negli anni duemila, grazie alla collaborazione delle amministrazioni comunali confinanti, Ecomuseo del Vanoi, Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino, nonché Proloco di Ronco che ne gestiscono apertura e manutenzione.

Dopo il restauro, uno solo dei due mulini esistenti El molin de sora ha conservato la funzione originaria risalente al 1779; in passato era anche un’osteria ma smise di funzionare dopo l’alluvione del 1966.

Il progetto di recupero ha rimesso in moto gli ingranaggi ed avviato la coltivazione di una varietà locale di granoturco denominata Dorotèa, distribuendo le sementi e aiutando i coltivatori.

El molin de sot è oggi uno spazio espositivo per approfondimenti culturali sul funzionamento delle macchine ad acqua e la valorizzazione di testimonianze legate alla figura del mugnaio.

Durante l’estate vengono organizzate giornate con attività per famiglie, pomeriggi con visite guidate e dimostrazioni di molitura, serate di filò, ecc..

Passeggiare lungo i Colmei è come compiere un viaggio nella storia, cultura e tradizioni del paese di Ronco a contatto con la natura più autentica, assaporando il silenzio, la tranquillità e i colori di una giornata ormai autunnale.

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