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18 politico

Obbligo del green pass e diritto al lavoro

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Il Governo Draghi, con l’approvazione del D.L. n. 127 del 21 settembre 2021, pubblicato in G.U. n. 226 del 21/09/202, ha introdotto, a partire dal prossimo 15 ottobre, l’obbligo di presentare il green pass per accedere a tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati.

L’obiettivo di tutela della salute e sicurezza sul lavoro è dichiaratamente contenuto nello stesso decreto e a mio modo di vedere va nella direzione di completare la previsione normativa che aveva qualificato il contagio da Covid-19 in ambiente di lavoro infortunio sul lavoro.

I datori di lavoro pubblici e privati saranno pertanto tenuti a verificare il possesso di questo certificato obbligatorio. Il lavoratore che sarà trovato privo del green pass non potrà quindi più avere accesso al luogo di lavoro e avrà delle conseguenze immediate perché sarà considerato assente ingiustificato fino al termine della fase emergenziale già indicata al 31/12/2021 ovvero fino all’esibizione del green pass, ma non sarà comunque soggetto a conseguenze disciplinari e avrà sempre diritto alla conservazione del posto di lavoro.

E’ bene chiarire che il Governo non ha affatto introdotto l’obbligo della vaccinazione tout court per tutti i lavoratori, ma con la richiesta di esibizione della certificazione spinge indirettamente gli indecisi e i cosiddetti no vax ad aderire alla campagna vaccinale di massa in atto da diverso tempo.

Per qualcuno questo significa che il piano A è appunto la vaccinazione. E’ vero, la vaccinazione comporterebbe certamente meno problemi per tutti, sia in termini di politica sanitaria che di politica del lavoro e di mantenimento della normale produttività aziendale.

Purtroppo però fino al 15 ottobre nessun datore di lavoro o perlomeno la maggioranza assoluta di questi fatta eccezione per i settori dove la vaccinazione è obbligatoria per legge (Sanitari, Scuole e Università) potrà sapere realmente quanti dei suoi dipendenti siano effettivamente in possesso del green pass perché il dato sensibile sanitario è tutelato dalle norme sulla privacy e non deve essere comunicato preventivamente al datore di lavoro e questi non può richiederlo ai lavoratori.

Il possesso della certificazione può avere una diversa validità temporale perché nel caso in cui un soggetto abbia completato il ciclo vaccinale ovvero abbia contratto il virus e sia dichiarato guarito ha validità di 12 mesi mentre in caso di sottoposizione a verifica con tamponi ha validità limitata a 72 ore per quelli molecolari e a 48 ore per quelli rapidi antigenici.

E’ chiaro che il lavoratore che non sarà in possesso di green pass valevole 12 mesi avrà l’esigenza, per poter lavorare, di essere sottoposto a distanza di poco tempo a continue verifiche con tamponi molecolari o antigenici.

Questo significa che il Governo ha previsto non solo il Piano A che è appunto l’adesione al piano di vaccinazione in atto bensì anche il Piano B e C che riguarda appunto le analisi con tamponi molecolari o antigenici.

I datori di lavoro avranno pertanto interesse ad organizzarsi anche con l’alternativa del Piano B e C e il lavoratore, per continuare a poter lavorare e accedere ai luoghi di lavoro, dovrà giocoforza sottoporsi a tali verifiche.

Il punto politico vero é che chiarito il fatto delle più possibilità alternative e non solo quindi del Piano A, rimane da verificare la capacità del sistema sanitario o accreditato di eseguire 2-3 tamponi a settimane per singolo lavoratore e soprattutto capire chi avrà l’onere di sostenere i costi – ancorché calmierati – di tali verifiche.

Io credo che ogni Regione dovrà capire bene e proprio in questi ultimi giorni prima del 15 ottobre i due aspetti fondamentali sopra descritti. Anche in Trentino gli imprenditori e le stesse Organizzazioni sindacali hanno da tempo lanciato l’allarme sul fatto che una percentuale non irrilevante di lavoratori sia, di fatto, priva di green pass.

Per esempio nel settore della ristorazione si è parlato di una stima – del tutto approssimativa visto che nessuno può oggi conoscere il dato reale – di un lavoratore su quattro (circa il 25%) privo di valida certificazione.

Per fare un altro esempio pensiamo ad un’impresa di dimensioni più importanti con 200 dipendenti. Il 25% rappresenterebbe un numero rilevante di ben 50 lavoratori assenti e questo comporterebbe oggettivamente degli evidenti riflessi negativi sulla produttività d’impresa.

Nessuna Regione, né tantomeno la Provincia Autonoma di Trento, può permettersi in questo momento di ripresa economica di mandare al collasso il sistema produttivo e la politica deve trovare il modo di fare chiarezza su alcuni aspetti tramite il confronto con le Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Posto quindi che il datore di lavoro ha diverse opportunità per garantire la salute e sicurezza sul lavoro con il piano A, B e C previsto dal Governo, la politica provinciale a mio modo di vedere deve trovare la formula corretta per cercare di conoscere anticipatamente la capacità di rispondere alle esigenze straordinarie delle imprese per l’esecuzione dei tamponi molecolari e antigenici, coordinare le relazioni industriali per capire chi dovrà sostenere i costi dell’esecuzione dei tamponi perché da un lato gli imprenditori hanno interesse a mantenere inalterata la produttività, non generare perdite economiche o avere problemi legati ad aspetti contrattuali già stipulati (esempio ritardi nelle consegne delle opere) e dall’altro i lavoratori hanno diritto a poter lavorare.

Non credo si possa neanche pensare di poter scaricare il problema sulle imprese o i costi dell’esecuzione dei tamponi sulla parte debole del rapporto di lavoro perché questo potrebbe comportare problemi sociali e di rivendicazione sindacale per tutelare il diritto ad una retribuzione equa, sufficiente e dignitosa come previsto dall’art. 36 della Costituzione.

Auspico pertanto che si apra subito un’intensa fase di relazioni industriali e istituzionali che colgano il vero senso dei problemi e per questo credo ci sia bisogno ancora una volta di una politica che guardi in faccia la realtà dei fatti e non aspetti che gli eventi la travolgano e la facciano trovare impreparata perché questo veramente ingiustificabile.

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