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Benessere e Salute

Stamani la consegna del Premio Pezcoller ad Hans Clevers. In Trentino 160 morti ogni anno per il tumore al colon

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Con una cerimonia formale al Teatro Sociale di Trento – finalmente in presenza dopo lo stop dello scorso anno – è stato consegnato al prof. Hans Clevers il 24° Premio Pezcoller – Aacr alla ricerca oncologica.

Ad accogliere il pprof. Clevers, il presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni e la prof.ssa Maria Rescigno, immunologa italiana, prorettore con delega alla ricerca alla Università Humanitas di Milano, presidente del comitato internazionale di selezione.

Il Premio, del valore di 75.000 euro, viene assegnato ogni anno in collaborazione con l’associazione americana per la ricerca sul cancro, la più rappresentativa a livello mondiale con oltre 130mila membri.

Non è possibile esprimere autocandidature. I partecipanti alla selezione vengono proposti da un comitato scientifico composto da 9 scienziati di fama internazionale, che cambia ogni anno.

Il prof. Clevers è stato selezionato per i suoi studi delle cellule staminali intestinali e dello sviluppo del tumore al colon.

Scienziato olandese di 64 anni, insegna ad Utrecht Genetica Molecolare e dirige l’Hubrecht Institute, un laboratorio con duecento ricercatori, quasi tutti giovani, a cui ha dedicato questo premio. Lì è nato il suo inedito sistema per studiare la crescita delle cellule staminali normali e tumorali oggi usato nei laboratori di tutto il mondo, anche per far fronte al virus del Covid.

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Clevers, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza della scienza, verso cui occorre un atteggiamento di fiducia.

Il presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni: il tumore del colon è uno dei più frequenti del nostro tempo, che colpisce ugualmente uomini e donne: più di 50.000 casi ogni anno in Italia, con quasi 20.000 morti. In Trentino, sono rispettivamente più di 330 casi e 160 i morti all’anno, circa 3 ogni settimana.

“Il prof. Clevers – ha affermato il presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni – ha capito come identificare le cellule staminali dell’adulto in mezzo a miliardi di cellule dell’organismo, come funzionano e come il loro malfunzionamento può essere causa di alcuni tumori molto frequenti, come quello del colon.

È riuscito anche a far crescere in laboratorio queste cellule staminali e ha scoperto che, nelle giuste condizioni sperimentali, non solo queste cellule si moltiplicano, ma cominciano anche a formare dei mini organi, tipici del tessuto da cui originano, chiamati organoidi, che possono essere studiati e utilizzati in laboratorio per innumerevoli applicazioni, dalla riparazione di organi malati o danneggiati alla valutazione dell’efficacia di farmaci diversi. Sono le basi della medicina riparativa e della medicina veramente personalizzata, perché gli organoidi si possono ottenere dai tessuti normali e dai tessuti tumorali di ogni singolo paziente”.

“L’attività della Fondazione Pezcoller – ha affermato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti nel suo intervento di saluto – è un orgoglio per tutto il Trentino ed è conosciuta a livello internazionale nel mondo della ricerca. In questa occasione, anche sulla scorta dell’esperienza più recente, è importante ribadire, come uno dei punti fermi di cui la comunità ha bisogno, che la scienza migliora la qualità della vita e aiuta le persone a guarire e che della scienza ci si può fidare perché è in grado di assicurare benefici alle persone”.

“Questo è un premio sulla ricerca – ha affermato il sindaco Franco Ianeselli – e noi in questi anni abbiamo capito quanto sia importante. Senza la ricerca l’alternativa sarebbe stata un lockdown infinito o la scelta cinica e tragica di abbandonare i più deboli. Se oggi siamo qui in presenza, lo dobbiamo alla ricerca. La Fondazione ci aiuta a capire che la cultura della ricerca deve diventare prioritaria ad ogni livello di governo”.

Il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian: “la relazione con l’università di Trento si sta sempre più consolidando. Avere sul territorio dei punti di riferimento come la Fondazione Pezcoller è un elemento di supporto importantissimo. Esso rappresenta un ulteriore stimolo di crescita nel costruire la nuova scuola di medicina che dovrà affrontare le sfide dei prossimi anni, in ambito formativo ma anche nella ricerca”.

Anche il presidente della Fondazione Caritro Mauro Bondi, che sostiene la Pezcoller fin dall’origine, ha parlato dell’importanza di sostenere la scienza: “il Covid ha tolto molto ai malati di cancro. Molti sono deceduti con la complicazione del virus, altri non hanno potuto ricevere con tempestività le cure necessarie, a causa dell’emergenza pandemica. La ricerca è l’unico segnale di fiducia per uscire da questa situazione. Alla classe politica chiediamo più coraggio nel sostenere la campagna di vaccinazione”.

Il presidente dell’Ordine dei Medici dott. Marco Ioppi. “L’esempio del prof. Clevers testimonia che la nostra società può essere capace di portare cose positive e ottenere risultati che sembrano impossibili da raggiungere. È un messaggio di speranza per tanti giovani che si preparano ad affrontare l’affascinante viaggio della professione del medico. Questo riconoscimento testimonia che vale la pena spendersi nel campo della salute e che bisogna avere fiducia nella scienza”. “I medici oggi hanno il dovere di affermare e salvaguardare il valore della scienza per superare ogni malattia. Ma vinciamo la sfida solo se siamo uniti, se lavoriamo insieme, ognuno con il proprio ruolo”.

Fondazione Pezcoller, 385mila euro nel 2021 per sostenere la ricerca. Al via il restauro di Palazzo Bortolazzi – Frutto di una importante donazione alla Fondazione da parte di Marina Larcher Fogazzaro, il palazzo storico situato in centro a Trento, all’angolo tra largo Carducci e via Oriola tornerà alla comunità trentina dopo una radicale ristrutturazione che partirà a giorni, anche grazie ad un importante contributo della provincia autonoma di Trento. Lo ha annunciato il presidente Enzo Galligioni.

Per la grande generosità del suo lascito, a Marina Larcher Fogazzaro abbiamo intitolato il premio Europeo alle donne nella ricerca sul cancro e una borsa di dottorato di ricerca all’Università di Trento”, ha detto Galligioni. Complessivamente, le attività a sostegno della ricerca di eccellenza nella lotta al cancro, comprensive di Premi, Formazione, Borse di Studio, comportano per il 2021, un impegno economico di €385.500.

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