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Arte e Cultura

“Obiettivo su Dante”: oggi i 700 anni della morte del poeta

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A settecento anni esatti dalla morte di Dante Alighieri, scomparso a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, giunge a conclusione, con nuove interpretazioni e segnalazioni inedite, l’articolato percorso avviato dalla Soprintendenza per i beni culturali con la mostra virtuale “Obiettivo su Dante. Il monumento al poeta nello sguardo dei fotografi“, proseguito nel mese di agosto con il coinvolgimento attivo della comunità.

L’amministrazione provinciale ha voluto esprimere il proprio ringraziamento ai fotoamatori, agli studiosi e agli artisti che nelle scorse settimane hanno portato il loro contributo a una comprensione più ampia dell’opera e della sua relazione con la comunità, ai quali sono andati i ringraziamenti dell’assessore all’istruzione, università e cultura.

Stamattina a Palazzo Tambosi, sede della Soprintendenza, si è tenuta una breve cerimonia privata con il dirigente generale dell’Unità di missione strategica per la tutela e la promozione dei beni e delle attività culturali Franco Marzatico.

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Siamo particolarmente lieti di constatare come il patrimonio fotografico possa rigenerarsi e generare nuove ricerche e filoni di acquisizioni, con riguardo a un monumento che, seppure nel mutamento radicale delle sue valenze simboliche e identitarie, è da 125 anni icona e biglietto da visita della città ha commentato Marzatico salutando i presenti. – Sono sempre più necessarie nuove forme di mediazione culturale del patrimonio che rendano davvero disponibili e accessibili a tutti la cultura, i luoghi, le opere, favorendo ulteriori occasioni concrete di confronto e di scambio tra i diversi pubblici, la comunità artistica e gli addetti ai lavori”.

L’incontro ha messo a sistema le tante novità emerse grazie agli incontri ai piedi del monumento organizzati nel mese di agosto in collaborazione con Comune di Trento e Fondazione Museo storico del Trentino all’interno dell’iniziativa “Trento aperta“.

Nell’occasione, sono stati proclamati i vincitori del contest fotografico organizzato grazie alla collaborazione del Centro Cultura Fotografica@Trento, che ha invitato i fotoamatori a lasciare la propria impronta nella storia dei “commenti fotografici” al monumento.

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Le fotografie realizzate sono state valutate da una commissione espressa dalla Soprintendenza con la partecipazione del fotografo Adriano Frisanco e dello storico dell’arte Pietro Marsilli. Il primo posto è stato assegnato a una fotografia di Lorenzo Mantini che raccoglie, con sintesi visiva di rara efficacia, le figure emblematiche delle tre Cantiche della Commedia: Minosse, Beatrice e al centro Virgilio con lo stesso Dante.

Ad aggiudicarsi argento e bronzo è stato invece Marco Forcina che nelle sue fotografie ha saputo cogliere il dialogo del monumento con la città, i giardini di piazza Dante, i simboli della contemporaneità.

Segnalate anche alcune fotografie di Cristiana Pivari e di Angela Marra, per un totale di dieci diverse interpretazioni del gruppo scultoreo che completano il viaggio nel tempo e nella storia della fotografia sviluppato dalla mostra virtuale visibile sul sito dell’Ufficio stampa provinciale. A tutti i premiati e agli esperti coinvolti nella giuria sono state consegnate copie delle recenti pubblicazioni della collana “Album” dell’Archivio fotografico storico provinciale.

Viva soddisfazione è stata espressa anche per la raccolta di rare espressioni della fortuna pittorica e grafica del monumento da parte della comunità artistica che si è spontaneamente mobilitata nel solco del progetto.

Datano agli anni Cinquanta del secolo scorso alcuni bozzetti realizzati da Mariano Fracalossi (1923-2004) e segnalati dal figlio Adriano, che ne ha ricostruito la relazione con l’elaborazione delle scenografie della commedia dialettale di Marcello VoltoliniCol Pero… me despero”.

Nella pièce, lo stesso Voltolini, nei panni di Dante, dialogava a lungo col protagonista, Pero, su argomenti di attualità. Il monumento veniva ricreato sul palco, come attestano fotografie degli anni Settanta, quando la commedia fu rappresentata in più repliche al Teatro San Marco di Trento.

È invece opera di Renato Gozzer (1943-2020) un carboncino inedito, del 1988, individuato dalla moglie Gabriella, che nell’antico palazzo di famiglia a Tiarno di sotto in Val di Ledro conserva con sensibilità e nostalgia una nutrita raccolta dei lavori dell’artista.

Il disegno inquadra con taglio ravvicinato la serie delle figure degli Invidiosi alle spalle di Sordello, restituendo il movimento e l’alta temperatura emotiva degli altorilievi del Purgatorio nella fascia mediana del monumento.

A questi significativi precedenti si aggiungono le interpretazioni contemporanee offerte da Bruno Degasperi (1944), utilizzando una trama grafica essenziale che culmina nell’energia del segno della composizione che abbina le figure di Dante e di Virgilio in una veloce e sintetica presentazione.

Anche queste opere vengono valorizzate sul sito dell’Ufficio stampa provinciale (www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Obiettivo-Dante), a corredo della mostra, in un felice confronto tra lo sguardo del fotografo e l’opera dei tre artisti, inquadrata criticamente dalla studiosa Elisabetta Doniselli, che ha promosso la ricerca.

https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Mostra-virtuale-Obiettivo-su-Dante/Visioni-d-artista, e quindi anche l’altro https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Mostra-virtuale-Obiettivo-su-Dante/Il-contest-fotografico

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