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Italia ed estero

Aveva sparato al ladro che gli rubava la macchina: lui finisce in carcere mentre il rapinatore è già libero

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Il 22 luglio del 2013 Walter Onichini, (foto) 39 anni, macellaio di Legnaro in provincia di Padova, che si trovava in casa insieme alla moglie e al figlio piccolo, aveva sentito dei rumori in giardino. Preoccupato, era andato a controllare trovandosi di fronte un ladro che stavano rubando la sua macchina.

A quel punto timoroso per la sua incolumità e quella della sua famiglia imbracciò il fucile e sparò due volte: il primo colpo andò a vuoto il secondo proiettile invece colpì il ladro al fianco.

Un testimone aveva raccontato che dopo il primo sparo il ladro se ne stava andando, ma Onichini aveva sparato il secondo colpo che aveva raggiunto lo straniero.

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Il macellaio aveva caricato in auto il ladro e lo aveva portato nei campi lasciandolo al suo destino.  Il malvivente, il 30enne albanese Elson Ndreca, rimase ferito in modo grave, fu trovato e ricoverato in ospedale.

Onichini si comportò così perché il ladro lo aveva minacciato puntandogli un coltello alla gola. La Suprema Corte non gli ha però creduto confermando la sentenza di 4 anni e 11 mesi decisa nei primi due processi.

La cosa che fa riflettere è il fatto che a Walter Onichini sia stata inflitta una pena molto più dura rispetto all’immigrato che ha compiuto l’azione criminale.

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Nel 2019, infatti, Ndreca era stato condannato a 3 anni e 8 mesi per il furto. Ma non è tutto. Perchè lo straniero ora non è in Italia: ha un ordine di espulsione e non può rientrare. Della pena ricevuta l’immigrato ne ha scontato solo una minima parte. L’uomo ora si trova da qualche parte all’estero dove, racconta il Corriere della Sera, vive da uomo libero.

Una gigantesca beffa insomma, difficile da digerire che ha assunto anche dei tratti sarcastici quando il giudice ha deciso che l’immigrato albanese dovrà essere risarcito di 25 mila euro

“Non condivido la decisione soprattutto alla luce della modifica della legittima difesa del 2019 e della condanna che lo straniero ha avuto per furto in abitazione, delitto che consente di difendersi a prescindere dalla proporzione con l’offesa”, ha affermato l’avvocato difensore del macellaio, Ernesto De Toni. Quest’ultimo ha spiegato che Ndreca era “illegittimamente presente in Italia, era un ladro professionista domiciliato a Milano dove viveva nel lusso grazie ai furti, quella notte con i suoi complici aveva fatto 300 km per razziare le abitazioni in Veneto nonostante la condanna di tre anni e 8 mesi, è venuto a testimoniare senza che venisse emesso a suo carico l’ordine di carcerazione che l’avrebbe portato in carcere”.

Dopo la prima condanna del 2017, per il macellaio si aprì una speranza legata alla nuova legge sulla legittima difesa. Speranza che si era fatta più forte quando il Parlamento, nell’aprile del 2019, approvò la legge.

Il macellaio si augurava che la prima sentenza sarebbe stata ribaltata. Ancor di più contava sul fatto che la corte accogliesse la richiesta di assoluzione formulata dal procuratore generale che il 2 aprile 2019 aveva chiesto anche che il reato venisse derubricato in eccesso colposo di legittima difesa.

Tutto inutile e per lui qualche giorno fa si sono aperte le porte del carcere. 5 Carabinieri si sono infatti presentati alla sua porta e lo hanno arrestato davanti ai figli piccoli. «Solo chi l’ha provato sulla propria pelle può capire cosa significhi svegliarsi nel cuore della notte con dei criminali in giardino, e sapere che la tua famiglia, i tuoi figli, sono in casa» – ha raccontato la moglie al Corriere della Sera.

La donna spiega inoltre che in quella «situazione di stress, al buio, non si può pretendere che una persona agisca in modo perfettamente razionale, che riesca a valutare con lucidità ogni dettaglio. Perfino il procuratore generale l’aveva capito, ma i giudici non l’hanno ascoltato».

 

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