Si tratta della variante B.1.621, che per ora sarebbe circoscritta al alcune macroaree del Sud America (oltre alla Colombia anche l’Ecuador) cosiddetta ‘di interesse‘ assieme alla Lambda e quindi non ancora classificata come preoccupante. Al momento non sarebbe dunque più pericolosa della variante Delta o Alpha considerate ad alto rischio.

Così come rende noto Paul Griffin, esperto di malattie infettive del Mater Health Services e dell’Università del Queensland, gli scienziati al momento si starebbero concentrando sulla ricerca di varianti di fuga, ovvero quelle che potrebbero infettare più facilmente le persone vaccinate per colpa di mutazioni sulla proteina spike del virus.

Pubblicità
Pubblicità