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Trento

Assestamento di bilancio, Fugatti chiede indietro i soldi versati allo Stato: «Patti finanziari con Roma ormai insostenibili»

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Ieri il governatore Maurizio Fugatti ha presentato all’aula l’assestamento di bilancio: provvedimento principalmente tecnico(dopo la legge 7), ma che guarda anche al futuro.

Il suo intervento da il via libera all’esame finale in aula della manovra di assestamento del bilancio della Provincia da cui sono firmati i due disegni di legge, il rendiconto e il Defp (Documento di economia e finanza della Provincia).

I lavori riprendono oggi alle 10.00 con la discussione generale della manovra e della stessa relazione del presidente.

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Pur ricordando che “il senso complessivo della manovra” è di “fare sintesi fra due dimensioni della vita: un presente che va gestito ed un futuro che va immaginato e costruito”, Fugatti ha evidenziato che “il documento che oggi la Giunta presenta al Consiglio ha una valenza principalmente tecnica”.

E ciò in considerazione del fatto – ha spiegato – che “la vera manovra di assestamento 2021 è già stata varata in primavera con la legge provinciale numero 7 del maggio scorso, che ha mobilitato 230 milioni di euro.

Ma ha avvertito il presidente – se è vero che solo pochi mesi fa con la legge 7 “abbiamo impiegato l’avanzo libero per supportare nuovamente l’economia colpita dal blocco delle attività a causa della pandemia, ciò di cui ci stiamo occupando in questa nuova tornata (il ddl 110 sull’assestamento di bilancio prevede altri 200 milioni di auro – non è meno importante”.

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Il motivo – ha proseguito – è che in questo momento storico non è l’assestamento 2021 il focus del ragionamento, ma ciò che questo Governo provinciale intende fare nel futuro – immediato, ma anche nel medio termine – perché è almeno ai prossimi 10 anni che si intende guardare nelle decisioni strategiche e di spesa”.

Quindi, manovra tecnica sì, ma non per questo di corto raggio. Complessivamente – ha ricordato infatti Fugatti – con le due manovre (legge 7/2021 e assestamento) la Provincia riesce a mobilitare circa 630 milioni di euro che si aggiungono alle misure nazionali (decreti “Sostegni 1” e “Sostegni 2”) pari a circa 370 milioni di euro che affluiranno in Trentino, compreso il “Fondo montagna” (150 milioni di euro destinati al nostro territorio). Sommando gli interventi della Provincia e quelli statali, “il valore complessivo è pari a circa 1 miliardo di euro”.

Fugatti ha esordito segnalando che pochi anni fa nessuno avrebbe immaginato di ritrovarsi in quest’aula a discutere così frequentemente di programmazione finanziaria per organizzarsi ad affrontare emergenze e scenari che cambiano con una velocità sempre più frenetica. E questo – ha proseguito – “con la piena consapevolezza che per l’Autonomia da tempo non si vivevano momenti così difficili: da una parte per quanto è capitato prima con Vaia e poi (a noi come a tutto il mondo) a seguito della Pandemia, e dall’altra perché la stessa Autonomia mai come ora deve fare i conti con la sua sostenibilità nel lungo termine”.

Il presidente ha tenuto a dire che il governo provinciale pone oggi per la prima volta in evidenza questo problema, perché in assenza una soluzione stabile e duratura ad essodiventa esercizio inutile programmare scelte, operare decisioni di spesa, intervenire sulla comunità”. Tenuto conto – ha aggiunto – “che le vastissime competenze di cui dispone l’Autonomia necessitano a loro volta di rifornirsi di carburante stabile, che oggi non appare più così sicuro come in passato. Quindi – ha insistito – se vogliamo a tutti i costi parlare di riforme, questa è la prima riforma che abbiamo davanti: la sostenibilità nel tempo della finanza provinciale”.

Per il presidente in Commissione la percezione del problema non era chiara.

Fugatti non ha poi nascosto una certa preoccupazione avendo notato che la percezione di questo problema durante i lavori di Commissione non è chiara. Anzi – ha aggiunto –, ho sentito di “scampato pericolo, ancora una volta richiamando le risorse che dovrebbero esserci assegnate dal Pnrr, dai fondi della programmazione comunitaria 2021-2027”. Senonché – ha avvertito – “le risorse che questo straordinario piano Marshall” qual è il Pnrr metterà in campo, serviranno per fare nuovi investimenti indispensabili per accrescere il PIL, ma certo non per sostenere, credo comprensibilmente, il complesso delle funzioni della Provincia autonoma di Trento che – ha ricordato – credo sia noto, per gran parte sono rappresentate da trasferimenti sul territorio”.

E ha proseguito sempre riferendosi all’esame dell’assestamento in II Commissione: sulle politiche di spesa ho sentito altre critiche, a fronte di un presunto “eccesso di stanziamenti per opere pubbliche”. Eppure – ha detto ribattendo a questa osservazione – è noto a tutti che le analisi economiche e macroeconomiche evidenziano con chiarezza che gli effetti moltiplicativi sulla formazione della ricchezza sono maggiori se si investe in infrastrutture rispetto a decisioni di spesa volte a sostenere i consumi (privati) o gli investimenti delle imprese”.

Il presidente ha messo in luce la collaborazione avviata su questo tema con la Provincia di Bolzano. “Assieme – ha ricordato – con tenacia ed impegno puntiamo all’obiettivo principale: “chiudere” le trattative con lo Stato su una serie di partite per sostenere la ripresa della nostra economia e dare fiato alle casse pubbliche”.

Fugatti ha precisato di riferirsi all’acquisizione di gettiti arretrati, alla riduzione del concorso alla finanza pubblica, alla riscrittura di “patti” che le eccezionali e imprevedibili circostanze che si sono susseguite hanno reso insostenibili “e – ha aggiunto – in modo ingiusto”. Secondo il presidente “quel che più conta è l’avvio di un percorso di valutazione della tenuta del nostro quadro ordinamentale finanziario per assicurarci stabilmente – quindi nel futuro – la capacità di sostenere le competenze della nostra autonomia”.

A chi dice che questa manovra di assestamento di bilancio non contiene riforme, il presidente ha risposto che certo, non ne ha, perché non è questo il luogo”.

Motivo: non è facile per chi governa “in tempi di guerra” fare ciò che si dovrebbe fare, o si sarebbe dovuto fare, in “tempi di pace”. I “tempi di pace”ha proseguito – auspicabilmente prima o poi arriveranno e ci prenderemo, senza indugio, anche la responsabilità di fare le riforme”.

Fugatti ha comunque evocato, “per le strategie e gli obiettivi del progetto politico di questa Giunta”, il Programma di Sviluppo provinciale, “documento di strategia che, in quanto generale, talvolta viene preso per un libro dei sogni. Nulla di più sbagliato”, ha tuonato.

E ha poi citato il Defp 2022-2024, che descrive le 7 aree strategiche in cui la parte programmatica è declinata, da cui – secondo il presidente – emerge nitidamente la mappa delle direttrici di sviluppo che intendiamo proporre per il Trentino: dalla Sanità alla Scuola, dall’Economia alle Infrastrutture, dall’Agricoltura alla Protezione civile. Riprendendo anche temi rilevanti/decisivi per la nostra Autonomia ancora irrisolti, nonostante l’impegno di chi aveva prima responsabilità di governo, come il rinnovo della concessione dell’A22 o delle grandi concessioni idroelettriche. Sul tema delle concessioni idroelettriche – ha precisato – ancora in queste ore sono in corso interlocuzioni tecniche che potrebbero portare a nuovi elementi di valutazione, come gli emendamenti presentati evidenziano”.

Nella sua presentazione Fugatti ha spiegato che è necessario Valorizzazione il lavoro a distanza e riformare le Comunità “in costruzione”.

Il presidente ha poi messo in luce il particolare contesto in cui si colloca questa manovra di assestamento, dovuto al persistere della pandemia. Le cui ripercussioni, ha detto, “per il peso dell’economia legata al turismo invernale, sono risultate più incidenti in senso negativo sul sistema locale rispetto alla media nazionale. Per questo – ha spiegato – la Giunta “ha giocato mettendo in gioco l’avanzo libero di amministrazione con la legge provinciale 7 del 17 maggio scorso”, da un lato per ristorare imprese e lavoratori a salvaguardia del tessuto produttivo e sociale del territorio, dall’altro di intervenire per il rilancio del sistema economico. “Questo obiettivo – ha spiegato – caratterizza anche la manovra di assestamento”. “In questo contesto – ha proseguito – parlare di ripresa non significa guardare solo all’economia in senso stretto, ma a tutto il sistema locale che include anche il tessuto sociale, formativo, culturale, ambientale, istituzionale e, non da ultimo, la responsabilità di alimentare l’Autonomia”.

La nuova impostazione del Defp 2022-2024 dà conto della visione a medio – lungo termine della Giunta provinciale”. Fugatti ha evidenziato come per la prima volta il Defp, “anche grazie agli importanti consigli arrivati dalle minoranze – definisce un obiettivo di crescita del Pil provinciale che va oltre quello derivante dalla mera considerazione dei riflessi sull’economia locale delle manovre nazionali; obiettivo che si intende raggiungere attraverso risorse aggiuntive che possono essere mobilitate a livello locale rispetto a quelle che ordinariamente alimentano il bilancio provinciale”.

“E sempre per la prima volta il Defp – ha fatto notare il presidente – valuta anche i principali mega trend gobali che nei prossimi anni inevitabilmente influenzeranno il Trentino: la digitalizzazione, l’automazione e gli altri cambiamenti tecnologici; i cambiamenti demografici, tra cui l’urbanizzazione, l’invecchiamento della popolazione; il cambiamento climatico e la progressiva carenza di risorse; la globalizzazione”. Terzo elemento del Defp: la definizione, per ciascuna area strategica del Programma di sviluppo provinciale, delle politiche che si intendono adottare nel medio-lungo periodo per favorire lo sviluppo del territorio”, coerentemente con gli obiettivi di riforma propri del Pnrr.

Fugatti ha ricordato come, in merito alle ingenti risorse pubbliche europee e nazionali mobilitate per reagire alla crisi, la Provincia ha avuto garanzie precise sulla partecipazione del nostro territorio a tutti questi finanziamenti. E che questo permetterà di implementare le azioni necessarie per innovare anche il sistema locale sia realizzando specifici progetti di investimento sia con la revisione dei modelli di gestione dei servizi e di funzionamento interno dell’amministrazione.

 

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