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Spazio Corazza

Un centrodestra territoriale e autonomista da unire e rafforzare

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In un momento di calma apparente nei movimenti politici vista la prossima scadenza elettorale che possiamo considerare ancora a medio termine, sarebbe auspicabile fin d’ora mettere delle basi concrete per poter bissare il successo avuto nel 2018 dall’area di centrodestra.

Trainata dalla forza della Lega e con il contributo degli altri partiti nazionali e dei cosiddetti cespugli, la coalizione del cambiamento ottenne infatti un ottimo successo e l’impegno di tutti dovrà essere volto a dare continuità con le elezioni del 2023.

La situazione pandemica ha cambiato il nostro modo di vivere e ci ha portato a essere molto più dipendenti da tv e giornali che ogni giorno propongono interventi di leader ed esponenti di partiti nazionali che trovano quindi molto spazio nei nostri orientamenti.

Alcuni segnali si sono visti anche in ambito locale portando esponenti eletti in movimenti territoriali al passaggio verso realtà nazionali e il progressivo svuotamento di queste iniziative locali.

Basti ricordare che rispetto al 2018 non sono più presenti nel panorama politico Civica Trentina e Agire per il Trentino, Progetto Trentino è tutto da decifrare con la recente partecipazione per le comunali di Trento a Si può fare, gli Autonomisti popolari non sembrano in una fase particolarmente espansiva e la Civica dei consiglieri Gottardi e Masè avrebbe sempre l’incognita della “prima volta” con una propria lista.

Risulta quindi di fondamentale importanza in questo passaggio storico trovare unità su un progetto locale che possa dare alcune garanzie agli elettori di questa area: importanti basi autonomistiche, fondamentali ragioni di equilibrio all’interno della coalizione, credibilità di fronte all’elettorato, l’idea di gruppo piuttosto che di singolo.

La sintesi metaforica perfetta sarebbe passare dai cespugli del 2018 a un bell’arbusto nel 2023 e magari un albero forte e fruttifero in futuro.

Per fare questo bisogna sedersi a un tavolo fin da ora, senza le pressioni portate dalle campagne elettorali, accantonare eventuali personalismi e mettersi a disposizione di un progetto che non deve inventarsi nulla di clamoroso in termini programmatici, ma riscoprire una forte unione di intenti che possa anche prevedere alcuni passi indietro da parte di qualcuno e favore di molti passi in avanti di qualcosa.

Un qualcosa che rappresenti un elettorato ad oggi confuso dai numerosi sparpagliamenti e che necessita invece di certezze e nuovi entusiasmi.

A cura di Mauro Corazza

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