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Trento

Viadotti di Canova: nel 2022 via alla ricostruzione. Investiti dalla Provincia 49 milioni di euro

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Ieri si è svolta una riunione per discutere dello stato dell’arte delle grandi opere pubbliche di competenza della Provincia autonoma e che hanno ricadute importanti sulla città di Trento.

E’ quella che si è tenuta ieri mattina nel palazzo sede dell’amministrazione provinciale in Piazza Dante. Al tavolo, per la Provincia autonoma, il presidente Maurizio Fugatti, accompagnato dal Dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture, Luciano Martorano, dal Dirigente generale dell’Apop (Agenzia pronviciale opere pubbliche), Mario Monaco e dal sostituto direttore dell’Ufficio Infrastrutture ferroviarie studi di settore, Massimo Negriolli.

Per il Comune di Trento erano presenti il sindaco Franco Ianeselli, il vicesindaco Roberto Stanchina, e il dirigente del Servizio Mobilità e Rigenerazione urbana, Giuliano Franzoi.

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L’occasione è servita per presentare ai rappresentanti del Comune i due commissari straordinari alle opere di interesse della città, ovvero Gianfranco Cesarini Sforza e Mauro Bonvincin e per discutere anche di una terza opera, il rifacimento del ponte di Canova, che ha ricadute sulla città capoluogo.

L’opera considerata è quella della ricostruzione dei viadotti di Canova per la quale è stato stimato un costo di 49 milioni di euro, cui vanno aggiunte altre risorse relative alla realizzazione di una nuova rotatoria che consentirebbe di risparmiare 38.000 metri quadrati, rispetto all’attuale configurazione dello svincolo, da destinare, successivamente a parcheggi di attestamento e attrezzati. L’inizio dei lavori è previsto nel 2022.

In questo caso l’intervento di ricostruzione del viadotto di Canova ha l’obiettivo di avere una struttura riqualificata e adeguata alle nuove normative antisismiche con una vita utile commisurata alle nuove e più gravose esigenze del traffico.

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Si prevede contestualmente la revisione dello svincolo di Canova per l’accessibilità da nord e da est alla città di Trento.

L’ipotesi più conveniente dal punto di vista della viabilità e del recupero di suolo identificata dai tecnici è quella con una grande rotatoria e rampe dirette di svolta mantenute nella posizione attuale, l’ipotesi prevede anche un abbassamento di via Brennero che, pertanto, non interferirà con la rotatoria di nuova realizzazione.

“Le grandi opere sulla viabilità sono centrali per rilanciare la qualità della mobilità dei cittadini e della loro vita quotidiana e per dare una spinta all’economia. Il dialogo con il Comune di Trento e con i suo tecnici è utile per provare ad accelerarne la realizzazione e renderle fruibili ai cittadini in tempi ragionevoli” sottolinea il presidente Fugatti.

 

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