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Trento

Situazione critica ginecologia: gli avvertimenti di Claudio Cia e le gravi responsabilità della sinistra trentina

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Nella foto da destra Luca Zeni ex assessore alla sanità nella giunta Rossi e Claudio Cia

Finalmente c’è una prima verità nel caso della scomparsa di Sara Pedri: la denuncia dei genitori e i numerosi messaggi di Sara che denunciavano una situazione pesante nel reparto di ginecologia dell’ospedale del santa Chiara di Trento erano la sacrosanta verità.

L’allontanamento del primario del reparto e di un’altro medico ne sono la conferma. Una decisione che arriva dopo la testimonianza di oltre 110 persone e da una documentazione  – come specificato dalla comissione interna dell’azienda sanitaria – dove emergono fatti oggettivi e una situazione di reparto critica che rendono necessario, a partire da lunedì 12 luglio, il trasferimento del direttore dell’ostetricia e ginecologia di Trento ad altra unità operativa e di un altro dirigente medico ad altra struttura ospedaliera dell’Apss.

Ora sarà un rincorrersi di responsabilità e una caccia all’uomo per dare la colpa a qualcuno. Ma per capire di chi sono le responsabilità dirette bisogna fare alcuni passi indietro.

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Il primario di ginecologia Saverio Tateo è stato nominato nel 2011 direttamente dall’allora assessore della sanità Ugo Rossi facente parte della giunta di Lorenzo Dellai.

Il contratto del primario è stato poi rinnovato dalla Giunta Rossi per mano dei due assessori che si sono intercambiati al comando della sanità: cioè Donata Borgonovo Re e soprattutto Luca Zeni.

Vale la pena spendere due parole per il consigliere Luca Zeni. È passato infatti inosservato e sotto traccia il suo comportamento in difesa del primario Tateo oggi riconosciuto come primo responsabile del clima dentro il reparto per non dire di peggio.

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A smascherare l’ex assessore è stato ancora una volta il consigliere di Fratelli d’Italia Claudio Cia che negli ultimi tempi si sta prendendo delle grosse rivincite (vedi la condanna di Valduga da parte della Corte dei Conti).

Cia nel gennaio del 2019 in quarta commissione aveva già denunciato la situazione esplosiva del reparto di ginecologia spiegando che del reparto di ginecologia di Trento, 11 ginecologi, negli ultimi mesi, se ne sarebbero andati per motivi legati all’ambiente lavorativo. Era un allarme del quale bisognava tenere conto.

E invece di fronte a queste affermazioni Zeni si era persino inalberato chiedendo in modo deciso al presidente della Quarta commissione se si trattava di segnalazioni ufficiali o se ci fossero documenti, «perché – disse Zeni – la Quarta commissione, che è una sede istituzionale, non può diventare un luogo dove si affrontano questioni puntuali e per di più su semplici segnalazioni che, ha ribadito, i consiglieri possono trattare nelle interrogazioni». (qui le sue parole)

Claudio Cia nel merito era stato bacchettato da Zeni che doveva comunque difendere chi aveva assunto. Sì, perchè il dramma del reparto di ginecologia inizia nel 2016 e vede le dimissioni volontarie di ben 12 medici, 3 infermieri e 47 ostetriche. «Però bisogna contestualizzare – aveva chiarito Stefania Segnana rispondendo ad una interrogazione  –  su 2.689 infermieri dipendenti di Apss, la media di cessazione annua è di 23 a tempo determinato e 34 a tempo indeterminato. Per quanto riguarda le ostetriche, che sono 241, la media è stata di 11 dipendenti a tempo indeterminato e 11 a tempo determinato.

Alla fine nel nome dell’attualità vengono dimenticate le gravi responsabilità della sinistra in quanto successo. La Giunta Fugatti si è trovata una bomba in mano con la miccia accesa che la scomparsa di Sara Pedri ha fatto scoppiare.

E, se vogliamo trovare qualcosa di positivo, grazie a Sara molte altre persone smetteranno di soffrire e di essere umiliate. Certo una magra consolazione in mezzo ai Ponzio Pilato, a chi ha fatto orecchie da mercante, a chi ha tirato il sasso nascondendo la mano o peggio a chi, non ha tenuto conto dei numerosi allarmi giunti dal reparto negli ultimi 5 anni. 

Ma come spesso succede in Italia i provvedimenti vengono presi solo a tragedie successe. Ma almeno stavolta sono stati trovati i responsabili. Su come e cosa pagheranno per ora è ancora buio pesto. 

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