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Trento

Luca Guglielmi: «Per la Val di Fassa promesse mantenute da parte della Giunta Fugatti»

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La carriera politica di Luca Guglielmi comincia presto, infatti all’età di 20 anni entra in consiglio comunale a Canazei e ci rimane fino al 2015, per poi lavorare come vicesindaco dal 2015 al 2018. Entra anche come consigliere nel Consei general del Comun general de fascia l’organo più rappresentativo della comunità composto dal procurador e da altri 28 membri.

Sembra quansi un predestinato. Il resto è storia recente. Nelle elezioni provinciali di ottobre 2018 viene nominato consigliere provinciale nelle liste dell’associazione Fassa e recentemente Vice presidente del consiglio regionale. 

È a sua firma il disegno di legge 79 approvato un mese fa che garantisce al Procurador del Comun general de Fascia la partecipazione dentro il CdA del Consiglio Delle Autonomie Locali (CAL)

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Luca Guglielmi, 31 anni, è nato a Cavalese ma è residente a Canazei. Convive da 4 anni con la sua compagna e ha due figli, di sei anni e di un anno e tre mesi e un altro in arrivo nel mese di ottobre. «Poi prometto che mi fermerò» – osserva ironicamente il consigliere che nonostante il suo impegno politico e famigliare trova anche il modo di collaborare ogni tanto nell’aziendasi di famiglia che opera nel campo della ristorazione da 49 anni. 

Particolarmente sensibile ai problemi delle minoranza linguistiche il 24 giugno insieme a diverse autorità civili, militari e religiose, e una nutrita rappresentanza della Comunità di Fassa, ha inaugurato a Vigo di Fassa la Campana della Pace (dedicata alle 506 minoranze linguistiche mondiali) visitabile ai piedi del Santuario dedicato a Santa Giuliana, patrona della Valle di Fassa.

A chi gli chiede quale sia il suo sogno risponde: «Le promesse mantenute da questa Giunta nei confronti della val di Fassa erano il mio sogno che ora è stato raggiunto.  Nessuna giunta ha mai avuto un’attenzione così alta per il mio territorio che si è trasformata in risorse economiche ingenti».

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Come consigliere ladino lei si è dato molto da fare per dare nuovo impulso alla tutela delle minoranze del Trentino. Ci può brevemente ricapitolare quali attività ed iniziative in tal senso hai portato avanti dalla tua elezione?

«Rappresentare la minoranza linguistica in Consiglio provinciale e, per quanto mi riguarda, tutte le minoranze linguistiche trentine è un privilegio che porta con sé anche diversi oneri. Il primo è sicuramente quello di agire affinché gli importanti risultati raggiunti in passato trovino sempre nuovi impulsi che li renda o costantemente attuali, il secondo è quello di studiare ed attuare strategie affinché, in un mondo che rincorre l’omologazione, le nostre realtà di minoranza linguistica ma anche culturale continuino a preservare e coltivare le loro peculiarità e le loro unicità. Due esempi per contestualizzare quanto detto sopra sono:

– la mozione a mia firma approvata in consiglio provinciale che impegna la giunta e tutti gli uffici provinciali a tradurre nelle 3 lingue madri di minoranza tutti i comunicati o le informative. Un indirizzo sicuramente semplice che ha peró riscosso molto apprezzamento sia dalle strutture provinciali deputate che dalle genti di minoranza che sentono così ancor più vicina l’istituzione provinciale. 

– l’indagine sociolinguistica che ho fortemente voluto e proposto durante la Conferenza delle Minoranze Linguistiche del 2019. Un’analisi che partirà a breve e che con l’aiuto dell’università di Trento, degli istituti culturali non solo fassano mocheno e cimbro ma anche dei ladini siti in Alto Adige e nella provincia di Belluno. Tramite un “questionario” molto articolato che un nutrito campione di indagine selezionato nelle diverse realtà di minoranza ci darà la possibilità di capire se le azioni volte a preservare le minoranze linguistiche in questi anni hanno dato risultati positivi ma, soprattutto, per individuare gli indirizzi futuri da attuare per mantenere e rilanciare queste nostre unicità.»

Recentemente la Provincia ha nominato l’Autorità per la tutela delle minoranze linguistiche. Cosa ci può dire in proposito?

«Dopo i primi 7 anni di lavoro dell’Autorità delle minoranze linguistiche si avvia ora con la nomina dei 3 nuovi componenti il secondo settennato. Le criticità emerse in questi anni da questo importante organo sono state solo in parte risolte, è quindi necessario incidere di più come politica nel supportare questo importante strumento, dandogli maggior valore e coinvolgendolo appieno nelle scelte da attuare a favore delle minoranze linguistiche.

Non solo la provincia, ma tutti gli enti locali interessati devono vedere nell’Autorità delle Minoranze Linguistiche un supporto e una capacità di competenze indirizzata al miglior espletamento delle incombenze amministrative e legislative a favore dei cimbri, mocheni e ladini. Ai 3 componenti nominati poche settimane fa rinnovo i miei migliori auguri di buon lavoro e la mia completa disponibilità a collaborare. All’uopo ringrazio chi ha rappresentato l’autorità in questi ultimi sette anni».

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