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Piana Rotaliana

Caso Ricicla: «Nessun sfruttamento. Solo invenzioni distanti dalla realtà dei fatti»

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Si starebbe sgonfiando di ora in ora il caso della Ricicla Trentino 2 di Lavis finito anche su un importante settimanale nazionale e salito alla ribalta delle cronache grazie alla denuncia del sindacato di base multicategoriale.

In realtà quanto riportato dai media su indicazione del sindacato non risulterebbe vero e sarebbe anche stato strumentalizzato a tal punto che potrebbero anche partire delle denunce per diffamazione per le notizie distorte pubblicate su alcuni media. Ma vediamo i fatti che hanno interessato la Ricicla Trentino 2 fino a questo momento.

Quanto riportato dalla stampa e le stesse dichiarazioni del Sindaco di Trento Ianeselli, che nell’articolo riportato da un media Trentino il 29 giugno parla di «Trentino Alabama, un’immagine della nostra terra di cui essere tutt’altro che fieri», è probabilmente il frutto di una lettura affrettata dei fatti, anche considerando che il Primo cittadino non ha avuto alcun preventivo colloquio diretto con la proprietà della società prima di rilasciare tali dichiarazioni.

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Sono state spese parole gravi, dirette nei confronti di un’azienda che in realtà segue da sempre tutte le procedure in modo regolare.

«Nessun sfruttamento di lavoratori stranieri e massima attenzione alla sicurezza dei nostri dipendenti  – spiegano i vertici dell’azienda – la ricostruzione che sin qui è stata data non ci rappresenta minimamente».

Anche l’accusa di pagare sei euro l’ora i dipendenti di Ricicla Trentino 2 sarebbe stata strumentalizzata. Primo perché in tal senso provvede direttamente l’Agenzia interinale G.I.Group con la quale la società ha stipulato l’accordo di impiego dei lavoratori interinali in questione, secondo purché quanto loro remunerato è previsto dall’ultimo contratto nazionale del settore Gomma – Plastica firmato dagli stessi sindacati nel gennaio del 2021.

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A confermarlo la dottoressa Ivana Del Forno della Cisl Femca: «Il livello d’entrata (H) della tariffa oraria di un operaio del settore Gomma – Plastica è di 9,12 euro lordi a cui devono essere detratte due tassazioni del 9,49% e del 23%». «Il settore – aggiunge Ivana Del Forno – prevede vari possibili contratti ma certo è che 9,12 euro orari lordi sono quanto per legge sancito dal contratto nazionale».

Quindi, ciò che viene riconosciuto ai lavoratori da Ricicla Trentino 2 per il tramite dell’Agenzia interinale, è quanto previsto dal contratto nazionale di categoria. Inoltre, aggiunge la proprietà, «da sempre riconosciamo a tutti i lavoratori stabilizzati, indistintamente, un premio  di 3 euro al giorno. Questo dimostra la correttezza dell’operato della nostra azienda».

Anche l’accusa di aumentare la velocità dei nastri per la differenziazione dei rifiuti è campata per aria: «I sindacati non sono nemmeno a conoscenza che la velocità dei nastri è fissa e non può subire nessuna alterazione della velocità. I lettori ottici infatti separano il prodotto e ciò che la macchina non riesce a separare (circa il 10%)  viene quindi selezionato dal persosale secondo quanto è nelle sue capacità.» – Spiega la proprietà.

Ricicla Trentino 2 ha 53 dipendenti, di questi 45 sono interinali. Si tratta di lavoratori alle dipendenze di due Agenzie interinali (Sapiens e G.I.Group) con le quali la società ha rapporti da tempo e che sono responsabili dirette per l’aspetto economico, e che in tal senso hanno sempre fornito ampie rassicurazioni alla società.

Si tratta di lavoratori con un contratto – con l’agenzia interinale – a tempo indeterminato di 32,5 ore settimanali, che garantisce una busta paga dai 1.000 ai 1.250 euro ogni mese secondo il livello di impiego e le effettive ore lavorate.

Il servizio che offre l’azienda di Lavis è indispensabile in favore di comuni e comunità di valle e viene svolto utilizzando lavoratori dipendenti dalle agenzie di somministrazione con contratti a tempo indeterminato inviati in missioni mensili in alcuni casi da oltre 10 anni. Quindi le critiche del sindacato di base nel merito stridono molto rispetto alla realtà dei fatti. 

Il sospetto è che tutto il caso sia stato sollevato per la mancata sottoscrizione del rinnovo contrattuale ad uno dei lavoratori interinali, anche a seguito di lamentele pervenute da alcuni colleghi.

Lamentele di cui la società ha preso atto provvedendo alla sua sostituzione. L’operaio, spalleggiato da un’altra parte di lavoratori, si è rivolto allora al sindacato di base. Nel frattempo in azienda il clima è diventato piuttosto teso soprattutto nei confronti della proprietà.

Le cose sono poi precipitate anche per il duro e ingiustificato atteggiamento del sindacato che ha proclamato un  primo sciopero per i giorni 11 e 12 maggio.

Il giorno 3 giugno si è aperto un tavolo di confronto presso il Commissariato del Governo convocato dallo stesso prefetto Sandro Lombardi dove alle rivendicazioni del sindacato, i consulenti di Ricicla Trentino 2 e di G.I. Group, hanno risposto che l’azienda ha seguito perfettamente tutte le norme previste sia in materia di sicurezza che di remunerazioni dei lavoratori.

Nonostante i chiarimenti sulla correttezza dell’operato di Ricicla Trentino 2 il sindacato, non soddisfatto, ha organizzato un nuovo sciopero per il 15 giugno. Nell’occasione si sono incontrati anche i Sindaci di Trento e Lavis ma ancora nessuno si è sentito in dovere di interpellare i vertici di Ricicla Trentino 2.

Per il 28 giugno il sindacato di base multicategoriale organizza un  nuovo sciopero. I titolari dell’azienda vengono avvisati senza il rispetto del termine previsto, per questo il sindacato viene richiamato dal Commissario Orsola Razzolini che gli contesta il mancato rispetto delle regola dell’intervallo (art 1 co. 2, della 146/90 e dell’art 4 accordo nazionale del 1 marzo 2001) e il mancato rispetto della franchigia (art 5 accordo nazionale 1 marzo 2001).

Il Commissario invita quindi il sindacato a riformulare lo sciopero che viene proclamato per il giorno 21 luglio. Ma anche in questo caso i sindacati di base compiono un altro errore non tenendo conto del periodo estivo e quindi lo sciopero del 21 viene nuovamente revocato a data da destinarsi. 

Il caso si gonfia ancora e coinvolge la politica con un’interrogazione alla Giunta Provinciale della Consigliera Sara Ferrari che chiede l’invio degli ispettori della Uopsal per il controllo della sicurezza in Ricicla Trentino 2.

La consigliera però non è a conoscenza che gli ispettore della Uopsal sono stati presso la ricicla alla fine del 2020 per via dell’emergenza sanitaria trovando tutto in regola.

Il 27 di giugno il caso arriva sulla prima pagine dell’ultimo numero dell’Espresso. Il titolo «Un esercito di interinali, immigrati e senza diritti: ecco gli sfruttati della green economy».

Nell’articolo si legge «lavoratori sottopagati e senza garanzie… mansioni retribuite … in base al colore della pelle». E ancora «Il Trentino è in cima alla classifica del green. Ma ad occuparsene è un esercito di interinali: immigrati, senza tutele e strumenti di sicurezza un simbolo del lavoro dell’Italia di oggi e forse di domani»

L’articolo approfondisce il caso dei lavoratori della Ricicla Trentino 2 assunti tramite l’Agenzia interinale G.I. Group etichettando il tutto come una situazione di diffusa precarietà. Anche in questo caso da parte dei media non è avvenuto nessun contatto con la società per verificare la fondatezza delle accuse.

La questione del lavoro interinale è comunque il nodo di tutta questa vicenda, assieme al fatto che i lavoratori siano immigrati, ciò ha causato erronee ricostruzioni locali e nazionali oltre a una percezione completamente distorta della realtà aziendale di Ricicla Trentino 2.

 «La nostra azienda – sottolinea la proprietà di Ricicla – non ha mai assecondato modalità di sfruttamento dei lavoratori ma semplicemente organizzato la propria attività anche a difesa della sussistenza dell’impresa stessa, e conseguentemente del posto di lavoro degli occupati, dovendo adattarsi alla logica della temporalità dei contratti. Contratti imposti da Corepla  – Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica – per il quale Ricicla Trentino 2, al pari di molte altre aziende del settore, opera. Il fatto che la maggior parte di questi lavoratori siano immigrati è questione da chiedere alle agenzie interinali che li assumono non certo a Ricicla Trentino 2 la quale può solo ipotizzare che ciò sia dovuto a difficoltà nel reperire manodopera nazionale soprattutto per tale tipologia di impiego».

Ricicla Trentino 2, al pari delle altre società riferibili alla stessa proprietà, è da anni pienamente inserita nel contesto economico in cui opera creando lavoro e ricchezza sul territorio. Contribuisce all’identità di un Trentino sempre più efficiente che mostra una costante e crescente attenzione nei confronti della sostenibilità ambientale.

«Quanto rappresentato dal sindacato di base e negli articoli riportati sui media è – asserisce la proprietà – una realtà distorta, distante anni luce da ciò che nei fatti è questa azienda che per fortuna gode di un grande apprezzamento da coloro che la conoscono bene, anche oltre i confini provinciali».

Il lavoro interinale, va ricordato, è un tipo di rapporto di lavoro temporaneo vigente in Italia con tanto di norme dal 2003.  Una legge a cui molti imprenditori locali e nazionali si appoggiano ritenuta dal legislatore un’opportunità e certo non una legge pensata per il loro sfruttamento.

«Noi  – concludono i vertici di Ricicla Trentino 2 – rispettiamo da sempre le leggi, come abbiamo fatto anche in questo caso. Se il sindacato non è d’accordo sul lavoro interinale o sull’operato delle agenzie interinali non deve prendersela con noi o tentare di usarci come grimaldello contro le norme attuali. Porti le legittime istanze laddove si effettuano le trattative e si ragiona sull’impianto normativo.»  

Alla fine quindi si tratterebbe di una gigantesca fake news estiva che rischia di diventare un boomerang per la nostra provincia, non certo per colpa di Ricicla Trentino 2 che, al momento, si trova ad avere a che fare con un clima aziendale deteriorato e con il triste ultimo epilogo dell’incendio avvenuto sabato sera che ha causato circa 70 mila euro di danni e sul quale le forze dell’ordine stanno indagando.

Sotto il video che dimostra tutti i passaggi per la differenziazione dei rifiuti. Un video estremamente intereressante che consigliamo di visionare a tutti i lettori

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