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Giudicarie e Rendena

Chiuso a Comano il percorso formativo “next_step. Ri-marginare il paesaggio”

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Ultimo atto ieri mattina presso il Grand Hotel Terme di Comano del percorso formativo “next_step. Ri-marginare il paesaggio. Scale e forme dei paesaggi di soglia”, giunto alla quinta edizione e organizzato da tsm|step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio.

Durante l’incontro sono state presentate le idee progettuali sviluppate dai partecipanti e si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati di frequenza di fronte agli stakeholder delle Giudicarie esteriori. Numerosi i partner coinvolti nella progettazione dell’iniziativa: la Fondazione Edmund Mach, l’Università degli Studi di Trento, la Libera Università di Bolzano, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, l’Ordine degli Ingegneri, l’Osservatorio del Paesaggio della Provincia Autonoma di Trento, i cinque Comuni delle Giudicarie esteriori, il Parco Fluviale Sarca, la Riserva di Biosfera Unesco Alpi Ledrensi e Judicaria. Al workshop hanno partecipato studenti laureandi, neolaureati e dottorandi delle Università di Trento (Dipartimento di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Dipartimento di Economia e Management), Bolzano (Facoltà di Scienze e Tecnologie), della Fondazione Edmund Mach e della Accademia di Architettura dell’USI di Mendrisio.

Il gruppo di lavoro, coordinato dall’architetto Emanuela Schir, è stato accompagnato da tutor appartenenti a diversi ambiti disciplinari (Tommaso Beltrami; Cesare Benedetti; Valentina De Santi; Greta Rigon; Costanza Salvetti e Melissa Scommegna) e da tre studi professionali (AMP Studio; Studio Federico Giuliani; Studio Mimeus). “Siamo qui – ha affermato il vicepresidente ed assessore all’Urbanistica, ambiente e cooperazione della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina – per conoscere il lavoro preparato dai giovani che hanno partecipato al workshop. Sono idee progettuali per garantire al territorio delle Giudicarie Esteriori di poter guardare al futuro con maggiore fiducia su temi importanti per il mondo del turismo, dell’allevamento, del parco fluviale. Temi che riguardano il futuro di questo territorio. Attraverso le idee di questi giovani che hanno voglia di mettersi in gioco si potrà pensare ad un futuro sostenibile per questo bellissimo angolo del Trentino”.

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Oltre che da Mario Tonina, la giornata conclusiva del workshop è stata introdotta da Roberto Bertolini, presidente di tsm-Trentino School of Management. Sono seguiti gli interventi di Gianluca Cepollaro, Direttore di tsm|step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio sul tema dell’’educazione al paesaggio e del coinvolgimento delle nuove generazioni per la formulazione di idee di trasformazione e di Emanuela Schir che ha introdotto gli esiti del workshop presentati nei dettagli dai gruppi di lavoro.

Il tema di quest’anno, come detto, è stato dedicato all’ambito “Scale e forme dei paesaggi di soglia” e ha proposto un approfondimento sui processi di rigenerazione territoriale e sui paesaggi di margine. Campo di analisi le Giudicarie esteriori, che hanno ospitato nella seconda parte del percorso le attività laboratoriali degli studenti.

La ‘soglia‘, quale filo conduttore fra i molteplici temi affrontati, ha rappresentato per la sperimentazione didattica proposta dal workshop la lente con cui indagare il territorio, attraverso la relazione fra i principali elementi che lo caratterizzano: borghi e paesaggio agrario; fiumi e sistema insediativo del fondovalle; insediamenti produttivi (stalle), paesaggio rurale e borgo. Il turismo, emerso come tema trasversale legato tra l’altro alle cure e al benessere delle acque termali, è una vocazione importante da valorizzare, in stretta relazione con i caratteri del paesaggio.

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Il workshop, avviato a fine aprile, ha alternato momenti di formazione online, lectures di docenti esperti, laboratori, tutorship individuale e di gruppo, stage in studi professionali. L’obbiettivo prefissato era far emergere tematiche legate alla rigenerazione del paesaggio e alla proposta di nuovi scenari e strategie progettuali, mettendo a confronto giovani partecipanti, professionisti ed esperti.

La prima parte del workshop, dedicata ad approfondire gli aspetti teorici e metodologici sui temi paesaggistici si è svolta online nel mese di maggio ed è stata inaugurata il 28 aprile con la Lectio Magistralis dell’architetto João Nunes dal titolo “Topografie e interstizi”. Nelle settimane successive si sono succeduti incontri a distanza con i tutor e lectures aperte al pubblico di docenti esperti.

Il ciclo di lectio, al quale hanno partecipato più di 300 professionisti e attori del territorio, ha coinvolto relatori appartenenti all’Università di Trento, Bolzano e Verona che hanno declinato le tematiche paesaggistiche secondo i diversi ambiti disciplinari: dalla geografia (prof.ssa Elena Dai Prà) alle scienze naturali (prof. Francesco Comiti), dall’architettura (prof.ssa Sara Favargiotti) al turismo (prof. Umberto Martini), dalla sociologia (prof. Enrico Bramerini) all’economia (prof.ssa Veronica Polin).

Nella seconda parte, a giugno, invece, gli studenti, suddivisi in tre gruppi hanno condotto le attività laboratoriali sul campo. Durante le tre giornate di lavoro in residenziale sono state svolte escursioni lungo i principali corsi d’acqua della zona, nei borghi rurali del Lomaso e presso alcune realtà produttive locali. Alternando momenti di discussione con sopralluoghi e interviste, i gruppi di lavoro hanno rielaborato le idee e i dati raccolti sul campo presso la Biblioteca di Comano.

Per i borghi il concetto di soglia è stato indagato come necessità di connessione fra le piccole frazioni, fra loro molto vicine, ma tuttavia isolate e prive di spazi di aggregazione sociale. L’ideazione di ‘cellule di riattivazione’ ricavate negli spazi abbandonati e degradati degli avvolti può promuovere la creazione di reti sociali, culturali ed economiche attraverso la proposta di attività – anche temporanee – che vi si possono insediare (ad esempio punti di promozione dei prodotti locali, farmacia temporanea, punti di riferimento per ospitalità diffusa).

L’indagine sui paesaggi fluviali è avvenuta su differenti scale di approfondimento: dalla ricerca di un contatto con il fiume, ora negato nell’alveo della Sarca, alla relazione con il borgo, sino alla scala più ampia del bacino idrografico, andando ad ipotizzare nuove connessioni fra il sistema ambientale e sistema produttivo. La soglia fra ambiente, contesto agrario e zootecnia è stata indagata attraverso l’analisi di specifici casi studio, in cui sono state evidenziate criticità e potenzialità di un possibile modello di sviluppo virtuoso delle stalle, per la cura e la valorizzazione del paesaggio.

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