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Valsugana e Primiero

Laura Valentini scrive alle maestre del «Chimelli» di Pergine: «Mettete da parte il vostro “Io” e per una volta aiutate noi e i bambini»

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Laura Valentini scrive una lettera alle maestre della scuola dell’infanzia Asif Chimelli di Pergine Valsugana.

Il tema è uno di quelli che ha spaccato la comunità: le aperture delle scuole d’infanzia il mese di luglio.

Alle rivendicazioni di alcune maestre molto contrarie a queste aperture dovute all’emergenza Covid fanno contro invece le idee della maggioranza dei genitori che chiedono misure straordinarie in una fase «straordinaria» come è stata quella del coronavirus.

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Questo anche in virtù dei numerosi mesi passati a casa dalle stesse maestre nelle fasi più acute dell’emergenza. Si tratta solo di buon senso? Oppure di mettersi a disposizione di una comunità che paga comunque lo stipendio a queste maestre contrarie? Nel suo appello Laura Valentini, a nome crediamo di moltissimi genitori, tocca appunto tutti questi argomenti.

LA LETTERA – Gentili maestre, con la presente, desidero offrire il mio contributo al dibattito riguardante le Vostre assemblee sindacali site nelle giornate di martedì e giovedì per il mese di luglio.

Io posso capire il Vostro disagio nel dover rinunciare ad un mese delle Vostre ferie, ma vorrei ricordarVi cosa voi stesse, con una meil datata 30 marzo, avete scritto. Avete parlato di mettere al centro i bisogni dei bambini e dei loro diritti, per usare le Vostre parole: “una scuola che guarda a loro come gli adulti che domani abiteranno le nostre città, ma al tempo stesso li considera cittadini di oggi, portatori di punti di vista, bisogni e interessi peculiari che quotidianamente devono essere ascoltati”. Voi stesse Vi siete chiamate convinte che in questo momento i bambini abbiano bisogno di “luoghi buoni”.

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Avete parlato di come Vi siate sentiti strumentalizzati da parte della politica, delle istituzioni e dei sindacati. Avete avuto anche l’appoggio dei genitori che capivano i Vostri punti di Vista e i Vostri diritti.

Avete fatto delle assemblee nel mese di giugno per cercare di trovare una soluzione ai Vostri problemi che evidentemente non è stata trovata se sentite la necessità di fare assemblee 2 volte a settimana per un mese, mettendo in crisi non solo i genitori che, se hanno iscritto i bambini a luglio è perché per la maggior parte continuano a lavorare, ma state mettendo in crisi anche i nostri bambini. Voi che dite di dargli così tanta importanza, Vi sembra giusto farli frequentare a giorni alterni e negli altri giorni lasciare che siano sballottati tra nonni, zii e baby sitter sconosciute? Perché chiaramente io non riesco a portare mio figlio a scuola alle 10,30 se a quell’ora sto già lavorando.

In tutta sincerità non capisco perché non riusciate a mettere da parte il Vostro «Io» e per una volta aiutare noi e i nostri bambini. Gli stessi bambini che avete trattato da appestati per un pò di febbre isolandoli con la mascherina in attesa dell’arrivo del genitore, adesso loro non si meritano di più di questo? Quello che con il cuore Vi abbiamo chiesto da genitori era di mettere a disposizione la Vostra professionalità e la Vostra esperienza per un altro mese.

Vi ricorderei inoltre che abbiamo sofferto tutti, tralasciando le perdite che ognuno di noi ha subito a livello famigliare, c’è chi ha perso il lavoro, c’è chi ha lavorato in smart working con i bambini a casa, c’è chi (come me) era costretto a portare i bambini dai nonni (quindi mettendo a repentaglio le loro vite) perché doveva lavorare in presenza. In quel periodo Voi eravate a casa stipendiate, quindi davvero Vi pesa così tanto “recuperare il tempo perso”? Non siete obbligate a seguire i capricci dei sindacati che continuano a strumentalizzarvi partecipando a tutte le loro trovate per dar contro alle istituzioni, potete scegliere il bene dei nostri e dei vostri bambini continuando a fare quello che avete sempre fatto con amore e dedizione. I

n un periodo così delicato in cui sta vincendo l’ansia e la paura, facciamo tutti un passo indietro e scegliamo la via della comunicazione e dell’apertura. O per lo meno, se davvero non volete accettare di lavorare a luglio battete in ritirata e ripristinate il buon vecchio Giocabimbo almeno sono contenti i bambini e tranquilli i genitori sapendo di avere un servizio costantemente attento ai loro bisogni.

Sperando in un Vostro ripensamento, distinti saluti

Laura Valentini (nella foto)

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