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Trento

La Provincia approva l’assestamento da 197 milioni e il Defp 2022-2024: in 3 anni recupero del 12,3% del PIL

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Salute, scuola, sostegno agli investimenti sono i tre pilastri su cui si basa il disegno di legge dell’assestamento di bilancio da 197 milioni di euro adottato dalla Giunta provinciale e che ora seguirà l’iter istituzionale con la discussione in Commissione e poi in Consiglio provinciale.

Assieme all’assestamento l’esecutivo guidato dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha dato il via libera al Defp, (il Documento di economia e finanza provinciale).

Il documento fa il punto sull’andamento dell’economia trentina nel 2020 e nella prima fase del 2021, indica le previsioni di crescita del Pil per i prossimi anni e individua le politiche strategiche per consentire al Trentino di affrontare le sfide imposte dai grandi cambiamenti in atto, di cui la pandemia da Covid-19 è la più attuale.

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“L’assestamento di bilancio – sottolinea il presidente Fugatti – rappresenta una ulteriore iniezione di risorse a sostegno dell’economia e della società trentine che stanno fortunatamente uscendo dalla crisi dovuta alla pandemia. Lo potremmo definire come una nuova spinta per la ripresa e un aiuto ai trentini a consolidare la fiducia nel futuro che, con il ridursi della pandemia, si è iniziata ad affacciare. Ci auguriamo che l’assestamento possa sostenere con forza l’aprirsi di una fase ancora migliore del Trentino nel suo complesso. La mole di risorse messo in campo riteniamo sia importante e arriva dopo una manovra, quella approvata con la legge provinciale 7, che conteneva risorse provinciali per 430 milioni di euro di cui 200 a debito da destinare a investimenti e 230 milioni per i ristori alle attività economiche. In questo assestamento movimentiamo 197 milioni di euro, quindi nel 2021 complessivamente le risorse provinciali movimentate sono circa 630 milioni di euro – ha aggiunto Fugatti – Se si considerano anche i 370 milioni arrivati in Trentino grazie ai decreti nazionali sostegni 1 e 2 “le cifre movimentate arrivano a un miliardo di euro”.

“La manovra di assestamento è uno spartiacque tra la politica dei sostegni, che la Provincia ha messo in campo per salvaguardare il tessuto economico e sociale trentino, e quella di sostegno alla ripartenza e al rilancio dell’economia – ha sottolineato l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli – Di fatto questa manovra consente di voltare pagina e concentrarsi sulla spinta alla ripresa economica”.

Il disegno di legge dell’assestamento di bilancio impegna risorse per un totale di 197 milioni di euro. Di queste 33,5 milioni di euro andranno alla Sanità per finanziare il sistema sanitario provinciale e rafforzarlo ancora di più, 16 milioni sono stati assegnati alla scuola, con 12 milioni destinati a finanziare le supplenze utilizzate nel periodo Covid e 4 milioni agli studenti con bisogni educativi speciali (Bes); 40 milioni sono destinati a investimenti pubblici di Provincia e Comuni.

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Altri 26,9 milioni di euro andranno a sostenere l’economia, con 18,5 milioni a Trentino Sviluppo da assegnare ai settori produttivi e al turismo, e il resto per la ricerca nel campo dell’idrogeno e dell’intelligenza artificiale, la capitalizzazione delle imprese, la commercializzazione dei prodotti trentini, e gli investimenti in agricoltura.

Ci sono poi 23,5 milioni destinati alle opere pubbliche (manutenzione di immobili provinciali, somme urgenze dei Comuni, messa in sicurezza di strutture sanitarie, ristrutturazione di strutture scolastiche).

E ancora 23,2 milioni per altri interventi, tra cui 8 per investimenti sulle strutture sportive e 5,5 per interventi sui bacini montani, 1,6 per investimenti sui beni culturali ed il sostegno degli artigiani restauratori, 1 per investimenti su strutture alpinistiche (rifugi), 1 per manutenzione piste ciclabili, 4,4 per noleggio e manutenzione elicotteri per elisoccorso, 1 per sostenere nuovi progetti del servizio civile, 1,6 per contributi per attività culturali, 3,2 per il sistema informativo provinciale, 1,8 per il referendum sul biodistretto). Per arrivare a 197 milioni ecco i 33,9 milioni di rimpinguo dei capitoli di bilancio.

La manovra di assestamento è accompagnata dall’approvazione del Defp 2022-2024. Le previsioni di crescita del Pil contenute nel documento indicano per quest’anno una crescita del 4%, che sale al 5,7% per il 2022, torna al 2,6% nel 2023 e all’1,9% nel 2024. Il Defp fa anche una stima dell’impatto delle manovre provinciali sul Pil recentemente approvate e che devono ancora dispiegare i loro effetti: grazie ad esse la crescita sarà maggiore, già quest’anno dello 0,4% (Pil +4,4%), dello 0,3% nel 2022 (+6%), dello 0,8% nel 2023 (+2,8%), e dello 0,2% nel 2024 (+2,1%).

I tecnici provinciali hanno poi simulato la crescita del Pil nel caso in cui arrivassero dallo Stato, con cui c’è una trattativa in corso, arretrati per almeno 100 milioni di euro dal 2022 al 2024. In questo caso la crescita del Pil per i prossimi tre anni sarebbe la seguente: 2022 +6,3%, 2023 +3,3% e 2024 +2,7%.

Il Defp prende poi in considerazione come i megatrend (i grandi cambiamenti in atto, ovvero Digitalizzazione e cambiamenti tecnologici, Urbanizzazione e invecchiamento della popolazione, Cambiamenti climatici, Globalizzazione) impatteranno sul Trentino nei prossimi anni e individua anche delle politiche strategiche per contrastarli, divise in sette aree di intervento: 1. Area della conoscenza, della cultura e del senso di appartenenza; 2. Area salute e servizi di qualità; 3. Area della ricerca e dell’innovazione; 4. Area dell’ambiente e della biodiversità; 5. Area della protezione e della sicurezza; 6. Area delle infrastrutture e dell’interconnessione; 7. Area dell’Autonomia e dell’accessibilità.

Nel Defp si valutano poi anche le prospettive delle risorse del bilancio provinciale. Le risorse disponibili per il bilancio provinciale per quanto riguarda il futuro triennio (2022, 2023 e 2024) e valutate ad oggi a circa 4,2 miliardi di euro, in calo rispetto al 2021, va considerato che ci sono delle partite aperte che aumenteranno le cifre a disposizione.

Tra le possibili fonti di finanziamento ci sono i Fondi Ue per la nuova programmazione 2021-2027 e l’avanzo di amministrazione, mentre le partite aperte sono quelle sulle risorse previste dal PNRR, sulla restituzione di parte dei gettiti arretrati. Altre risorse potranno arrivare dall’attivazione di risorse esterne coinvolgendo sia investitori istituzionali (come Cassa depositi e prestiti) sia privati.

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