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Trento

Scomparsa Pedri: sarà sentita la famiglia. In 5 anni nel reparto di ginecologia 62 dimissioni

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In due distinte interrogazioni presentate ieri da Claudio Cia e Filippo Degasperi durante la tornata dei lavori consiliari si è tornati a parlare del caso della scomparsa di Sara Pedri che potrebbe essere collegata al clima che da anni si respira nel reparto di ginecologia del santa Chiara di Trento.

Nel primo question time il consigliere di Fratelli d’Italia Claudio Cia ha chiesto alla Giunta se intende attivarsi nei confronti della Commissione interna su Ginecologia del Santa Chiara affinché l’Apss chiami a deporre tutto il personale del reparto, i medici che negli ultimi cinque anni si sono dimessi (compresi quelli che hanno rinunciato alla borsa di studio o hanno lasciato pur non avendo alternative di lavoro) i infine i familiari della dottoressa Sara Pedri scomparsa da mesi.

L’assessora Segnana ha comunicato che la commissione ha ritenuto in prima battuta di ascoltare il personale più direttamente coinvolto nell’indagine: sono stati invitati all’audizione 33 dipendenti tra medici, coordinatori, ostetriche e segretari di reparto.

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In Ginecologia lavorano 161 persone e quindi la commissione ha voluto convocare i più interessati all’indagine anche per motivi di tempistica. La commissione, dopo la prima fase di ascolto, ha l’intenzione di sentire altri dipendenti anche in esito alle audizioni.

Il Direttore sanitario, ha concluso, ha preso contatto con la famiglia della dottoressa Sara Pedri e la loro eventuale disponibilità ad essere ascoltati.

Cia nella replica ha voluto ricordare che solo ora ci si pone il problema quando per anni sono state rivolte all’assessorato formali richieste di aiuto e segnalazioni sullo stato di disagio. E solo ora ci si muove e il personale che era chiamato a vigilare sulla situazione di Ginecologia oggi è lo stesso che compone la commissione d’indagine.

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Quindi è chiamato anche a giudicare il proprio operato. Cia ha ricordato che in passato si è arrivai a rischiare la dimissione in blocco di un gruppo di ginecologi, ma anche si fronte ad un ad un caso così evidente non è accaduto nulla, fino ad arrivare alla scomparsa di una dottoressa che potrebbe essersi suicidata.

Il consigliere di FdI ha detto infine di essere più fiducioso nella Procura che nella commissione che continuerà a invitare e non ha convocare le persone da ascoltare.

Nella seconda interrogazione l’ex grillino Degasperi ha chiesto quante sono state le dimissioni volontarie dal reparto negli cinque ultimi anni.

L’assessora ha risposto che dal 2016 fino al giugno del 2021 le dimissioni volontarie dal reparto di Ginecologia del Santa Chiara hanno riguardato 12 medici, 3 infermieri e 47 ostetriche. «Però bisogna contestualizzare – ha chiarito Segnana –  su 2.689 infermieri dipendenti di Apss, la media di cessazione annua è di 23 a tempo determinato e 34 a tempo indeterminato. Per quanto riguarda le ostetriche, che sono 241, la media è stata di 11 dipendenti a tempo indeterminato e 11 a tempo determinato.

Su 1.142 medici siamo a 36 a tempo determinato 11 a indeterminato. Sempre per quanto riguarda la media annua in Ginecologia di Trento su 15 infermiere si è registrata una dimissione, mentre sono 4 dimissioni di tempi determinati e 4 a tempo indeterminato su 85 ostetriche. Su 24 medici la media annua è stata di una dimissione. A Ginecologia di Rovereto la media annua è zero per gli infermieri; per le ostetriche su 47 una a tempo determinato e 3 a tempo indeterminato; su 13 medici la media annua è stata dello 0,36 dimissionari a tempo indeterminato e dello 0,18 a tempo indeterminato»

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