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Trento

Treno soppresso ad Ala, il drammatico racconto del capotreno aggredito: «Cane raccogli i soldi, e mi ha sputato in faccia e minacciato»

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Per passare almeno un paio di giorni in carcere non basta bloccare un treno con 120 passeggeri fino alla sua soppressione: aggredire il capotreno impedendogli di uscire dallo scompartimento riservato sputandogli ripetute volte addosso.

E quando il capotreno dopo essere andato al pronto Soccorso, poi dai Carabinieri a sporgere denuncia, è andato in stazione a Trento per depositare il verbale, se l’è ritrovato davanti che passeggiava nell’atrio come se nulla fosse. E ancora, come se non bastasse non era la prima che l’extracomunitario si rendeva protagonista di episodi del genere.

La segnalazione arriva dalla sezione provinciale dell’Ugl ed il racconto del capotreno lascia senza parole.

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Siamo sul treno locale 16673 Bolzano Verona quando verso le 12,30 col supporto del Customer Car decide di procedere alla verifica dei biglietti. Al momento del controllo l’extra comunitario dichiara tranquillamente non solo di non avere il biglietto, ma di non voler nemmeno pagare.

Cambia idea solo quando vede arrivare il supporto ed è a quel punto che il capotreno stampa il biglietto da Bolzano a fine corsa per un totale di 15,80 euro.

Raccogli cane, mi dice gettando a terra 20 euro. Non reagisco, li raccolgo e gli metto sul sedile biglietto e resto: li prende e me li getta in faccia iniziando a sputarmi addosso. Per evitare problemi ai passeggeri rientro nello scompartimento riservato al personale viaggiante”.

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L’extra comunitario non demorde, insegue il capotreno spogliandosi, entra e “Continua a sputarmi e di fatto mi impedisce di uscire dallo scompartimento e mi minaccia. Lancio l’allarme ed il treno si ferma ad Ala”.

L’extracomunitario scende e si piazza davanti ai respingenti, poi si sdraia sotto il treno. Arriva la prima pattuglia di carabinieri:

“Esce da sotto il treno e quando mi vede arrivare mi aggredisce nuovamente, sputandomi e voi non fate niente chiedo ai due Carabinieri che mi dicono: “ Cosa vuole che facciano per qualche sputo ?” Dopo un po’ arriva un maresciallo con una carabiniera, prendono il tipo sotto braccio e lo portano via”.

Il capotreno viene portato in ambulanza all’ospedale dove gli certificano 7 giorni di prognosi, va da Carabinieri a presentare denuncia e poi si reca in stazione per il verbale di servizio, saranno forse passate sei ore ed il soggetto è tranquillamente nell’atrio della stazione di Trento come un turista qualunque. E’ giusto?

“Non lo è, perché ormai questa gente fa quello che vuole sapendo che non gli verrà fatto nulla. Sa quanti colleghi non verificano nemmeno più per evitare problemi? Si ha idea di quanti soldi ci rimettono le ferrovie? E sa perché non ho reagito e mi sono fatto umiliare davanti a decine di persone? Qualche anno fa a Bassano per non pagare il biglietto mi hanno circondato in 5, al primo sputo ne ho steso uno: da aggredito sono passato aggressore e sono finito in tribunale, questa è l’Italia di oggi”.

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