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Alto Garda e Ledro

Care-gap: anche a Riva del Garda la sedia post-pandemia di Anffas

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Nella mattina di martedì 22 giugno il centro occupazionale Anffas di Arco ha consegnato all’amministrazione comunale una delle speciali sedie chiamate «care-gap», che ora fa bella mostra di sé nell’atrio d’ingresso del municipio, sul lato sud (verso il lago).

Il progetto consiste nel recupero di vecchie sedie di legno, a cura delle persone impiegate nel centro di via Gazzoletti, e nella loro trasformazione in vivaci, colorate fioriere, da esporre in vari punti della città, quale messaggio di riconoscenza alla comunità. All’incontro di consegna hanno preso parte per l’amministrazione comunale il sindaco Cristina Santi, il vicesindaco Silvia Betta e l’assessore Silvio Salizzoni; per Anffas c’erano quattro dei ragazzi che hanno lavorato al progetto, Maicol, Serhej, Lorenzo e Afrin, con le educatrici Alice Pederzolli e Barbara Francesconi Zeni e la responsabile Maria Chiara Giorgi. Il sindaco Cristina Santi ha consegnato ai quattro ragazzi un piccolo omaggio: una t-shirt personalizzata del Comune di Riva del Garda.

Il nome è un gioco di parole denso di significati: l’allusione alla forma dialettale della parola sedia (simbolo di staticità e quindi della forzata immobilità imposta dalla pandemia di covid-19), ovvero “carega”, rimanda ai termini inglesi “to care” (prendersi cura degli altri in senso ampio, anche a livello sociale, l’interessarsi, il preoccuparsi, l’essere responsabile di e per l’altro) e “gap” (divario, vuoto, come il periodo sospeso della pandemia ma anche la distanza che si vuole colmare per ritrovarsi più vicini).

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«La pandemiahanno spiegato ragazzi e staff di Anffasha avuto effetti pesanti sulla vita di tutti i giorni. Rivissuta in chiave positiva è stato il momento in cui si è potuto dare un valore nuovo alle cose. Così come abbiamo fatto con le sedie: simbolo di un periodo difficile, di staticità oltre che di lavoro, queste “careghe” non potevano avere più la stessa funzione perché il tempo le aveva logorate. Abbiamo quindi deciso di dare alle sedie una nuova vita, un valore ritrovato, come questa pandemia ci ha insegnato rispetto alle relazioni, portandoci ad apprezzarne alcune che prima davamo per scontate.

Siamo ancora distanti, schermati e spesso isolati. Abbiamo il timore che in noi cresca un forte sentimento di individualismo, un po’ per comodità, un po’ per paura di ammalarci. Ma siamo convinti che nessuno possa affrontare la vita in modo isolato. Come gruppo del centro occupazionale di Arco abbiamo pensato di regalare alle amministrazioni comunali le sedie restaurate nei nostri laboratori per ringraziare tutta la comunità dell’opportunità di vivere il territorio.

Infatti abbiamo avuto l’occasione di conoscere e percorrere sentieri e strade, sederci e riposarci sulle panchine, nei parchi, godendo di uno spazio verde curato, il che ci ha permesso di stare bene e di trarne benessere. Ognuno di noi è diverso e unico, come le sedie sono di tanti e diversi colori. Questo è il nostro messaggio: care gap!»

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