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Trento

Degrado e spaccio da Piazza Dante si trasferiscono in Piazza Duomo. Lo sfogo di Walter Botto. Per gli esercenti «La misura è ormai colma»

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nelle immagini una delle risse successe sabato sera in piazza Duomo e altre immagini del degrado del centro storico

Serata nervosa anche quella di sabato a Trento dove arrivano notizie di varie risse a partire dal primo pomeriggio fino a tarda notte. Via Verdi, Piazza Duomo e i vicoli adiacenti sono stati teatro di scontri che hanno lasciato sull’asfalto scie di sangue.

Ma da parte di alcuni esercenti del centro storico arriva un nuovo clamoroso allarme. Pare infatti che da Piazza Dante la centrale dello spaccio si sia trasferita in piazza Duomo dove i tanti vicoli impossibili da controllare, sono diventati i luoghi che offrono un ottimo nascondiglio per i pusher stranieri che attendono i giovanissimi clienti che acquistano la droga per sballarsi durante la serata.

Una serata che però non termina verso mezzanotte ma continua anche fin oltre le 3 del mattino al ritmo di musica ad altissimo volume, fiumi di birra comprata nel pomeriggio nei supermercati, risse, urla, liti continue e abbandono di qualsiasi tipologia di rifiuti.

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«Quanto succede sta diventando un grosso problema per Trento – spiega lo storico esercente Walter Botto –  complici alcuni esercenti che prolungano l’apertura ben oltre i limiti e che diventano quindi il ricettacolo di giovani spesso ubriachi che arrivano da tutte le parti di Trento dove i locali invece chiudono alle 23.00»

Anche Walter Botto conferma che piazza Duomo è diventata un luogo dove si spaccia a cielo aperto sotto gli occhi di tutti. «Piazza Duomo ha una valenza turistica importantissima ed è il miglior biglietto da visita del nostro capoluogo e per questo deve essere un ambiente decoroso ed accogliente per il milione di turisti che la visitano ogni anno»

Botto lo dice chiaramente: «Io non voglio che si vada oltre», e allude agli episodi di criminalità e di degrado che nell’ultimo periodo, forze complice il rompete le righe dopo l’emergenza sanitaria, sono aumentati a dismisura.

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Quanto successo sabato sera lo racconta lo stesso esercente: «Mia figlia mi ha chiamato poco dopo le 23.00 barricata dentro il bar chiuso dicendomi di andarla a prendere perché si stavano picchiando fuori. Era terrorizzata. (vedi foto della rissa) I miei dipendenti si lamentano dicendo che è diventato impossibile lavorare.» 

Walter Botto ci confida di aver sollecitato più volte il Sindaco per fare qualcosa: «Non è giusto che 200 esercenti debbano pagare per i pochi che non seguono le regole e che diventano centri appetibili per la criminalità e il degrado»

Il discorso ruota soprattutto sulle regole che i bar devono (o almeno dovrebbero in alcuni casi) tenere bene a mente.  Ricordiamo infatti che è vietato dare da bere agli avventori già ubriachi, art 691, ed ai minorenni, legge 48 del 2017.

In realtà di queste regole certi esercenti se ne fanno un baffo continuando a versare alcolici a minorenni o avventori ubriachi che arrivano in piazza Duomo e nelle via limitrofe da altri locali chiusi.  «Capisco – aggiunge Botto – che è un modus operandi per recuperare le perdite, ma questo danneggia tutto il centro storico».

Purtroppo, ed è un dato di fatto, la fascia d’orario dei maggiori incassi è quella serale, specie dopo mezzanotte.

«Al mattino ci troviamo di fronte uno scenario da guerriglia, con chiazze di sangue per terra, bottiglie rotte, e altri contenitore che sono chiaramente riconducibili all’acquisto nei supermercati». In poche parole i giovani delle movida fanno scorte di casse di alcolici nei supermercati e se li bevono nelle piazze del centro storico lasciando, e ci mancherebbe, i vuoti per terra e sui tavoli dei locali che chiudono alle 23.

Sulle possibile soluzioni Walter Botto ha le idee ben chiare: «È inutile far passare le forze dell’ordine per 30 secondi, è necessario presidiare la zona e fare delle vere e proprie retate come facevano una volta. Ora non succede nulla. L’incongruenza è che dopo una cerca ora, cioè quanto il rischio aumenta non ci sia nessuno delle forze dell’ordine che controlla». Per gli esercenti che sgarrano invece: «La prima volta chiudi un’ora prima, la seconda un’altra ora prima e così via».

Purtroppo in Trentino mancano gli operativi delle forze dell’ordine che sono troppi pochi per contenere quanto sta succedendo. Ed anche i nuovi arrivi spesso non compensano i numerosi elementi delle forze dell’ordine che se ne vanno in pensione. Se poi aggiungiamo che l’età media di poliziotti e carabinieri in Trentino è di oltre 50 anni il quadro è abbastanza chiaro.

Trento non è più l’isola verde di un tempo, e a quanto pare Piazza Duomo non è più il salotto della città, per questo servono misure straordinarie in un momento dove gli episodi di criminalità e degrado sono triplicati. 

L’esercente ricorda come il centro storico di Verona (città cinque volte più grande di Trento) ha risolto lo stesso problema dieci anni orsono: «A Verona c’erano delle retate tutte le sere e le forze dell’ordine inseguivano gli spostamenti di questi criminali piazza per piazza finchè sono spariti e si sono allontanati dal centro»

Sì perché c’è un limite alla sopportazione della convivenza, specie quando questa sfocia in episodi di violenza e in reati che vanno puniti. Lo sfogo di Walter Botto arriva dopo una settimana molto difficile dal punto di vista della sicurezza nelle due grandi città del Trentino.

La «Mala Movida» continua a preoccupare molto in piazza del conservatorio a Trento dove nella serata di mercoledì è successo quello che era nell’aria: le pattuglie della Polizia intervenute sono state prima accolte da un “buu” generale e poi aggredite da giovani ubriachi.

Nel merito una lettera del responsabile della scuola d’Infanzia Tambosi inviata al Sindaco riassume una situazione ancora più drammatica di quello che si percepiva nella zona. (Qui articolo)

Poi venerdì sera una maxi rissa a Rovereto ha destato molta preoccupazione (qui articolo). Ma giungono testimonianze che anche ieri sera in piazza Rosmini e in via Dante ci siano stati momenti di nervosismo, in questo caso fra africani e albanesi finito per fortuna con un nulla di fatto. Senza dimenticate il grave fatto successo a Mezzolombardo venerdì sera dove un 31 enne rumeno ha aggredito per futili motivi un 56 enne che si trova in fin di vita all’ospedale santa Chiara di Trento (qui articolo)

C’è molta attesa per la riunione organizzata dal governatore Fugatti mercoledì mattina presso il commissariato del governo dopo la lettera di Confcommercio e Confesercenti che hanno lanciato un ulteriore allarme sicurezza per i loro associati. Il governatore ha letto l’intera comunicazione in conferenza stampa spiegano che «È impossibile non tenere conto dei contenuti della lettera» convocando d’urgenza una riunione insieme al prefetto Lombardi e i vertici delle due categorie.

Sotto i contenuti della lettera inviata da Confcommercio e Confesercenti

 

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