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Trento

Mala Movida: aggredite le forze dell’ordine, pronto un esposto dei residenti. Girardi: «Sono teppisti, vandali e delinquenti»

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Com’è possibile che dopo le 22,30 la piazza del Conservatorio alla pari di Via San Maria Maddalena sia piena di persone col bicchiere in mano, se da quell’ora è vietata la somministrazione d’asporto?

Si tratta di bevande messe a disposizione da venditori abusivi, oppure regolarmente vendute dai bar? A chiederselo sono i residenti convinti sempre più che la disponibilità del sindaco Ianeselli ad ascoltarli, non sia stata altro con la modalità con quale si è creato un alibi.

Mercoledì sera è successo quello che era nell’aria: le pattuglie della Polizia intervenute sono state prima accolte da un “buu” generale e poi aggredite.

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Erano intervenute in modo del tutto pacifico dopo la mezzanotte per disperdere la folla. È d’altronde risaputa l’arroganza e la sofferenza che i centri sociali e gli anarchici hanno verso le divise.

Ma qui – come spiegato nella lunga lettera inviata dal responsabile della scuola d’Infanzia Tambosi al Sindaco (sotto) – non si tratta di aver a che fare con giovani universitari ma con teppisti, vandali di professione e delinquenti, molti dei quali adulti. «Altro che giovani studenti e sedicenti autonomi!– approfittano dell’indifferenza di moltissimi altri frequentatori dell’area per dare sfogo ai loro istinti più bassi, sporcare senza ritegno, provocare e insultare con scritte, schiamazzi e atteggiamenti aggressivi i residenti, le forze dell’ordine e Lei stesso» – Questo uno dei passaggi della lettera di Girardi

Del resto se un numero esiguo di forze dell’ordine deve affrontare un gruppo ben più numeroso di persone alterate dall’alcool, il risultato è pressoché certo.

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Cosa si sono sentiti rispondere dal centralino del 112 i residenti che hanno telefonato per richiedere l’intervento delle pattuglie? “Ieri sera, dopo una chiamata al 112, l’operatore mi ha risposto che, viste le condizioni dei ragazzi, molto alterate, era il caso di non intervenire in modo deciso altrimenti, cito le parole:”mi ritrovo 10 colleghi al pronto soccorso”.

Rischio reale e che aleggia tutte le sere in un’area nella quale i residenti prendono a gavettoni i presenti, c’è gente che dorme un paio d’ore a notte, chi lo fa con i tappi, senza contare anziani e bambini costretti a stare svegli.

Chi può risolvere questa situazione? I residenti non hanno dubbi: solo il sindaco e per motivarlo a farlo in questi giorni sarà depositato l’esposto firmato dai residenti che puntano ad una sentenza come quella depositata dal Tribunale di Torino e Bologna dove le amministrazioni sono state condannate.

Il braccio di ferro prosegue con i residenti che vogliono rendere sempre più difficile la vita all’amministrazione comunale che sembra più propensa a tergiversare piuttosto che a intervenire.

Da segnalare anche la lettera di protesta inviata al sindaco Ianeselli da Antonio Girardi, presidente dell’Ente Gestore della della scuola d’infanzia Tambosi:Egregio signor Sindaco, difficile condividere la fiducia che emerge dal Suo ennesimo appello al dialogo, visto quel che è accaduto ed è stato ampiamente fotografato e filmato nelle ultime notti. Tutte immagini eloquenti che Le sono state inviate dopo l’incontro da Lei promosso in Comune l’8 giugno scorso con Questore, Commissario del governo, residenti, esercenti e frequentatori dell’area più calda di Trento, e non a causa della temperatura estiva (vicolo S. Maria Maddalena, piazza liceo coreutico Bonporti, via Ferruccio, via Marchetti e dintorni).

Il problema, per risolvere il quale Lei esorta le parti ad autogestirsi (gli universitari isolando chi si comporta male, i residenti tollerando un po’ di chiasso e musica, i titolari dei due bar rinunciando a vendere alcol da asporto dopo una certa ora e assumendo uno steward per allontanare i facinorosi), è a ben guardare uno solo: la totale, intenzionale e reiterata mancanza di rispetto e maleducazione dimostrate dai frequentatori notturni della zona. Una minoranza, certo, su centinaia. Ma il fatto è che tutti gli altri se ne rendono complici, come Lei ha giustamente osservato in quell’incontro, lasciando che questa minoranza agisca indisturbata.

Totale mancanza di rispetto e maleducazione dimostrate da quanti, dandosi appuntamento numerosi in uno spazio ristretto come questo, proprio sotto le abitazioni di chi chiede solo di poter dormire dopo mezzanotte e di non trovare insozzato il quartiere ogni mattina, parlano in gruppo a voce alta fino a tarda ora (e l’effetto è assordante), urlano, ascoltano musica a tutto volume, consumano alcolici da asporto venduti a basso prezzo dai due bar o portati con sé in grande quantità per bere fino ad ubriacarsi in strada.

Frequentatori che lordano, urinano davanti ai cancelli sia sui marmi delle strade messe a nuovo dal Comune per centinaia di migliaia di euro, sia sui muri degli edifici imbrattati di case e scuole tra le quali l’ultracentenaria materna Tambosi di Ferruccio. Scuola sulla cui facciata protetta dalla Soprintendenza si sfogano di continuo pessimi writer notturni. Materna – luogo molto sensibile – dove ogni mattina sia il personale interno sia gli addetti di Dolomiti Energia ripuliscono, poveretti, la pregiata pavimentazione e le pareti esterne dai resti delle deiezioni umane (e certe macchie sono indelebili), rimuovono bottiglie, bicchieri di birra e rifiuti dentro e fuori i sacchi abbandonati in strada da cui fuoriescono liquami maleodoranti davanti agli ingressi dove transitano tutti i giorni genitori, bambini, insegnanti e ausiliarie. Il tutto aggravato ora dal caldo che avanza. Uno schifo che si ripete da anni nelle stagioni non invernali.

Questo e solo questo, signor Sindaco, è il problema: un problema di inciviltà sorda a qualunque richiamo. Un problema demagogicamente derubricato a comprensibile intemperanza giovanile correlata alla movida e a deriva di un presunto “diritto al divertimento” di universitari il cui desiderio di incontrarsi, bere tanto, schiamazzare senza freni e ballare con musica a palla è stato troppo a lungo compresso.

Ma quale movida? Quali universitari? Quale diritto al divertimento? Chiamiamo le cose col loro nome: teppisti, vandali, delinquenti, tutti adulti e (speriamo) vaccinati – altro che giovani studenti e sedicenti autonomi!– che approfittano dell’indifferenza di moltissimi altri frequentatori dell’area per dare sfogo ai loro istinti più bassi, sporcare senza ritegno, provocare e insultare con scritte, schiamazzi e atteggiamenti aggressivi i residenti, le forze dell’ordine e Lei stesso.

Di fronte a tanta conclamata idiozia perfino gli esercenti dei bar interessati al business notturno sono arrivati a dichiarare, a parole, di non volere più clienti del genere. Vedremo. Vandali e teppisti delinquenti che ovviamente non hanno partecipato – né erano rappresentati dagli studenti universitari intervenuti – all’incontro con Lei dell’8 giugno. Vandali e teppisti che andrebbero individuati, identificati sul posto e sanzionati senza alcuna indulgenza e senza tregua dalle forze dell’ordine. Vandali e teppisti autori di reati (sempre per chiamare, appunto, le cose col loro nome) tollerati sia dagli altri partecipanti agli assembramenti, inclusi i rappresentanti degli universitari presenti all’incontro con Lei, sia – spiace dirlo – dalle stesse autorità di pubblica sicurezza, nonostante alcuni agenti siano stati malmenati.

Autorità che non di rado lasciano cadere nel vuoto le più che giustificate e ripetute richieste di intervento urgente che arrivano quasi ogni notte ai comandi di polizia (locale e statale) e dei carabinieri dagli esasperati e delusi residenti insonni. Richieste che fin’ora o non hanno ottenuto fattive risposte o ne hanno ricevute di inadeguate, eccetto che negli ultimi fine settimana, quando l’area è stata finalmente presidiata dalle forze dell’ordine per far rispettare la Sua ordinanza di chiusura di due vie e il divieto di consumare alcolici in strada dopo una certa ora.

Divieto valido due notti alla settimana. Meglio di niente, ma troppo poco. Incontrandola, il Comitato dei residenti ha evidenziato che limitare divieti, presidi e controlli ai soli fine settimana è utile in quelle ore ma insufficiente perché il problema si ripresenta tutte le altre notti. E dal momento che, come Lei stesso ha dichiarato, le criticità oggi a Trento emergono solo in questa zona, non si comprende perché un sia pur discreto presidio delle forze dell’ordine per controllare l’area insieme al divieto di consumo di alcol all’aperto dopo una certa ora  (in gran parte all’origine del degrado), non si possano estendere anche alle altre notti della settimana. In modo permanente, fino a quando vandali, teppisti e delinquenti non smetteranno di occupare questo spazio nelle “ore piccole” della giornata.

Lascio a Lei e ai lettori giudicare se è chiedere troppo. Esiste una soluzione migliore? Ben venga, ma subito, perché lasciar incancrenire questa situazione fuori controllo non è più tollerabile. Non si tratta di repressione, signor Sindaco, ma di concreta prevenzione. Per dissuadere e allontanare chi si comporta male. Certo, divieti e controlli sposteranno gli assembramenti in altre aree urbane ma – come si è visto in piazza D’Arogno – con un impatto comunque inferiore.

Da parte nostra assicuriamo che i frequentatori anche notturni, ma civili, di quest’area, saranno i benvenuti. Comprensibilmente Lei non vorrebbe adottare questi provvedimenti, ma deve realisticamente riconoscere che dei suoi appelli all’autocontrollo questi individui se ne fanno un baffo. E che se davvero vuole tutelare i diritti dei più deboli, che come Lei ha pubblicamente dichiarato sono i residenti, è arrivato il momento di usare fino in fondo l’autorità di cui dispone. Creda, ce n’è bisogno”.

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