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Trento

Sciopero 24 giugno scuole d’infanzia: Stefania Galli (Cisl Scuola) replica ad Andrea Grosselli (Cgil)

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Stefania Galli (Cisl Scuola del Trentino) scrive a Andrea Grosselli (Cgil) in merito allo sciopero del 24 giugno. Grosselli ha affidato la sua posizione ad un’intervista ad un quotidiano illustrando senza possibilità di contraddittorio, la posizione contraria del suo sindacato allo sciopero. Stefania Galli ribatte, affonda e polemizza.

“Caro Andrea Grosselli ti scrivo” – esordisce Stefania Galli.

“Ti scrivo dalle pagine del giornale cosi come fai tu, che non cerchi il confronto con i tuoi colleghi, le organizzazioni sindacali, ben quattro, che hanno indetto lo sciopero per il 24 giugno, ma hai ritenuto che la manifestazione del tuo pensiero fosse corretta e coerente ancora una volta manifestarla attraverso il giornale dove il contraddittorio, chiaramente, è a rilento è un botta e risposta e certo non è lo spazio di ragionamento e confronto che più volte noi stessi rivendichiamo.

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Ora tu, democraticamente a pieno diritto e titolo, esprimi il tuo pensiero, ma che tu da Segretario Generale del sindacato della CGIL, esprima giudizi e considerazioni nei confronti di uno sciopero indetto da quattro organizzazioni sindacali rappresentative del settore, tra le quali anche la FLC CGIL, pare quanto meno inopportuno.

Nel tuo scrivere certo dici che la responsabilità di essere arrivati a questo punto sia della Giunta… è vero lo diciamo anche noi e nella nostra proclamazione di sciopero infatti ci rivolgiamo alla politica ed esprimiamo tutta la contrarietà del settore rispetto al non valore dato e che verrà non riconosciuto alla scuola dell’infanzia, SCUOLA DELL ‘ INFANZIA che non può essere un servizio puramente conciliativo perché non lo è.

Quello che verrà offerto alle famiglie, perché cosi è deciso, non è un proseguimento della scuola dell’infanzia e non è vero che è fatto per dare continuità ai bambini, molti non troveranno le loro insegnanti, molti non troveranno neppure i loro amici di sezione, perché i gruppi sono ridefiniti perché ci sono insegnanti anche diverse, per cui dove sta il vantaggio per questi bambini? Le famiglie hanno avuto una risposta? Può darsi, ma era quella che volevano e cercavano? O volevano o pensavano di aver davanti una scuola dell’infanzia che proseguiva il proprio percorso… Non è così lo abbiamo detto in tutte le salse.

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Non abbiamo messo nel nostro sciopero rivendicazione oraria, economica… assolutamente no, qui c’è la volontà di tutto il personale che opera nella scuola, non solo insegnante, di reclamare un ruolo, una specificità, una professionalità che in 40 anni è maturata, si è formata e si è espressa.

Attraverso la continua formazione richiesta anche dalla politica perché si voleva e poi ottenuto una Scuola dell’Infanzia altamente formata e specializzata, ti ricordo che la stessa è stata portata come esempio di eccellenza su tutto il territorio Nazionale e non solo… Questo noi legittimamente rivendichiamo, e non c’è un altro modo per manifestarlo, perché abbiamo tentato tutto prima di arrivare all’indizione dello sciopero.

FLC CGIL, CISL SCUOLA e SATOS hanno provato di tutto: incontri, conciliazione, proposte, raffreddamento, azioni di protesta, tutto, la politica non si è mai mossa. Qui non vi è nulla contro le famiglie … ti ricordo che gli operatori della scuola non sono alieni, sono famiglie di questa stessa comunità Trentina, molti di loro le difficoltà della pandemia le hanno vissute sulla loro pelle e ma si sono sottratte affinché la Scuola rimanesse tale anche in questa emergenza. Dovremmo proporre al personale di andare a lavorare e di versare il corrispettivo economico in un fondo? Ma quale fondo?

Chi gestirebbe questo fondo? A che scopo andrebbe questo fondo…aiutare le famiglie in difficoltà? Con quale criterio? Questa è demagogia, e mi dispiace venga dal segretario generale confederale del sindacato CGIL.

Noi abbiamo chiesto e richiesto, tutti quanti insieme, di attivare i servizi conciliativi, di proporli al terzo settore, il finanziamento stanziato per l’11° mese della Scuola dell’infanzia poteva essere utilizzato per i servizi conciliativi che da sempre durante la pausa scolastica estiva propongono con competenza le attività ricreative più idonee.

Mettere gli uni contro agli altri e continuare in questa direzione come da oltre un anno si mette in atto, non ha senso, non contribuisce certo a ristabilire la serenità di cui tutti abbiamo estremo bisogno.

Il personale della scuola dell’infanzia, che in questi giorni sta preparando le feste dei grandi, che incontra i genitori nella lettura dei profili, che si adopera per i progetti di continuità con la scuola primaria e il nido, che da oltre un anno opera con i bambini dai 3 ai 6 anni in condizioni molto complicate il 24 farà sciopero e andrà in piazza a manifestare contro la scelta della politica Trentina, a pieno titolo, per una Scuola dell’Infanzia che sia riconosciuta Scuola, bene per e dell’intera comunità Trentina”.

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