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Italia ed estero

Biden e Fauci, clamorosa inversione ad U sul covid. Riaperta l’inchiesta sull’origine del virus in laboratorio

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La notizia è clamorosa, ma i media italiani si sono limitati a riportarla, per dovere di cronaca, senza sottolinearne la portata.

E’ successo che il presidente americano Biden ha voluto far sapere al mondo che ripartono le indagini sulla possibile origine di covid 19 in un laboratorio cinese di Wuhan.

Così titolava Repubblica del 26 maggio: “Ecco perché Biden ha deciso di riaprire l’inchiesta sull’origine in laboratorio del Covid”.

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Così invece il Fatto del medesimo giorno: “Novanta giorni di tempo per mettere a punto e consegnare alla CasaBianca un report sulle origini del Covid. A 48 ore dal pezzo del Wall Street Journal che rivelava il contenuto di un rapporto dell’intelligence su tre virologi di Wuhan che già ad autunno 2019 avevano sintomi compatibili con influenza oSars-Cov-2, il presidente americano Joe Biden insiste per fare luce sulla nascita del virus. E si rivolge sempre agli 007 Usa, ai quali ha chiesto di “raddoppiare i suoi sforzi per raccogliere e analizzare informazioni che potrebbero portarci più vicino ad una conclusione definitiva” sulle origini del Covid-19 e di riferirgli “entro 90 giorni” ”.

Nel contempo si viene a sapere che anche l’immunologo Anthony Fauci e il Signor Facebook hanno mutato opinione: il primo sostiene, giusto giusto nei giorni in cui lo suggerisce Biden, dinon essere convinto che il virus del Covid si sia sviluppato per vie naturali” , il secondo decide che non censurerà più, come ha fatto sino ad ora, i post sulla “fuga dal laboratorio”

Mettiamoci un attimo a sedere e facciamo ordine. Per mesi e mesi il presidente Donald Trump, impegnato in una guerra commerciale con la Cina comunista (rea di violare ogni rispetto dei lavoratori, di sfruttare il mercato libero occidentale per i suoi prodotti, chiudendo il proprio quando ciò le fa comodo…), aveva accusato il governo cinese di avere grosse responsabilità nella diffusione del virus per 3 motivi: 1) perché aveva tenuto nascosta per alcuni mesi l’esistenza del virus, favorendone così la diffusione; 2) per aver pilotato l’Oms, spingendolo non a dire la verità, ma, in un primo tempo, a minimizzare, per proteggere il governo cinese; 3) per la possibilità di una fuga del virus, artificiale o naturale, da un laboratorio.

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La reazione era stata quasi unanime: Biden e i media americani avevano imprecato contro il terrapiattista, Fauci aveva dato per certa e appurata l’origine naturale del virus, e Facebook aveva adottato di censura, sulla linea di Biden-Fauci, contro Trump.

Eppure le prime due accuse mosse dal presidente Trump non solo erano evidenti, ma sono oggi universalmente riconosciute.

Più complesso rispondere alla terza accusa per molti motivi: soprattutto perché una cosa è dire che il virus è naturale ed è sfuggito da un laboratorio per errore; un’altra è che il virus sia artificiale (come ora sembra sostenere Fauci!); un’altra ancora che sia stato liberato intenzionalmente dai cinesi (vedremo se l’attuale amministrazione americana arriverà anche a questo).

Mentre la prima di queste tre ipotesi non può essere scartata a priori, la seconda e la terza appaiono, almeno al sottoscritto, piuttosto improbabili (ed avrebbero certamente una gravità molto maggiore).

Ma al di là dei “dettagli” accade che Biden, dopo una campagna elettorale tutta giocata sulla demonizzazione dell’avversario interno e la difesa, almeno de facto della Cina, ha oggi improvvisamente mutato rotta.

Possiamo credere davvero che lui, come Fauci e Facebook, abbiano semplicemente cambiato idea, accorgendosi di una possibilità che per mesi e mesi gli è sembrata assurda?

Sarebbe piuttosto ingenuo farlo. Molto più logico scorgere dietro questo cambio di rotta l’evidenza di un conflitto geopolitico ed economico tra Usa e Cina che non è stato inventato da Trump, ma che esiste davvero e che sta diventando sempre più impellente.

E’ possibile che Biden abbia giocato una certa partita pre-elettorale, anche per strizzare l’occhio alle tante ricche multinazionali contrarie alla politica di Trump, ed oggi, una volta alla Casa Bianca, voglia fornirsi la giustificazione, di fronte agli americani, per un graduale cambio di rotta.

Non dimentichiamo che l’uomo è quel gattopardo che in passato ha proposto durissime leggi contro i neri, salvo presentarsi poi come il loro alfiere; è colui che ha fatto per 8 anni il vice di Obama, sponsorizzando tutte le guerre americane e mettendo sotto controllo i telefoni dei governanti europei: (è notizia di qualche giorno fa)  per poi riciclarsi come un pacifista ed un amico dell’Europa.

Staremo a vedere, certamente la partita è appena iniziata…

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