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Trento

Cambiamento sugli Investimenti per la ricerca, Spinelli: più ricadute sul territorio

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Cambiano le modalità di presentazione delle domande per gli incentivi agli investimenti per la ricerca regolamentati dalla legge per gli incentivi alle imprese (L.P. 6/99). L’iter si semplifica e si introducono novità relative anche ai beneficiari, con una parte dedicata ai centri di ricerca.

Restano le maggiorazioni per le imprese che collaborano con altre aziende, e si inserisce la norma per cui è necessario collaborare con un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza o con una infrastruttura di ricerca per poter ottenere il contributo.

Le novità apportate ai criteri attuativi per gli aiuti alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale sono contenute nella delibera approvata oggi dalla giunta provinciale su proposta dell’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli.

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Tra le semplificazioni più rilevanti introdotti dal provvedimento c’è quella per cui si può presentare un’unica domanda di contributo ogni 2 anni decorrenti dalla data di presentazione della precedente domanda.

Ma anche la previsione di una procedura semplificata, la cui definizione sarà regolamentata dalla Giunta con successivo provvedimento, per l’esame di domande i cui progetti rientrano nelle iniziative selezionate dalla Commissione europea o dallo Stato ma non finanziate a causa della limitazione delle risorse europee o statali disponibili.

Con questa revisione dei criteri relativi agli incentivi per la ricerca nelle impreseassicura l’assessore Spinellivogliamo rendere la vita meno difficile in termini di procedura alle aziende e per questo abbiamo introdotto delle novità che semplificano la modalità di presentazione delle domande”.

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Allo stesso tempoprosegue l’assessore Spinellicon questa revisione dei criteri abbiamo come obiettivo quello di aumentare la ricaduta diretta e indiretta degli investimenti delle aziende e in particolare di quelli sostenuti dalle risorse pubbliche. Vanno in questa direzione i vincoli che chiedono alle aziende, in cambio del sostegno provinciale, di aumentare gli occupati, o in alternativa di impegnare risorse sull’indotto, e di collaborare con un ente di ricerca. Nella stessa direzione vanno i vincoli che mettono i centri di ricerca aziendali nella condizione di mantenere sul territorio la propria attività di ricerca per 10 anni dal completamento del progetto”.

Vengono poi rivisti gli importi entro cui esaminare le domande in procedura negoziale e valutativa: l’esame delle domande avviene con procedura valutativa per importi di domanda fino a 1 milione di euro, mentre per importi maggiori è prevista la procedura negoziale. L’importo minimo di domanda deve risultare maggiore di 200 mila euro; al di sotto di questa soglia c’è la possibilità di presentare domanda sui criteri per contributi da utilizzare in compensazione fiscale.

Si rivedono poi le percentuali di contribuzione, che sono più elevate se il progetto di ricerca rientra nelle aree di interesse prioritario e dei progetti strategici definite dal Programma Pluriennale della Ricerca (PPR). Le percentuali di contribuzione maggiorate arrivano a coprire nel caso di ricerca industriale fino al 77% per la piccola impresa , del 72% per la media impresa e del 63% per la grande impresa (in tutti e tre i casi i progetti dovranno ricadere nelle aree di interesse prioritario del PPR).

Per essere finanziato il progetto di ricerca deve possedere i requisiti di novità e originalità delle conoscenze acquisibili, utilità per l’accrescimento della competitività e dello sviluppo dell’impresa (innovazioni di prodotto, di processo o di servizio) e, soprattutto, la collaborazione effettiva e obbligatoria con un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza o con una infrastruttura di ricerca.

Inoltre, a fronte del contributo provinciale si introduce, per le domande esaminate con procedura valutativa, l’obbligo di aumento del personale, pari a 2 unità lavorative anno, ogni 500.000 euro di importo in domanda. In alternativa si chiede di investire nell’acquisto da fornitori dell’indotto locale. 

Altre novità riguardano i finanziamenti ai centri di ricerca aziendali. Per loro si prevede un’unica domanda ogni 6 anni decorrenti dalla data di presentazione con importo minimo superiore al milione di euro, a fronte di un contributo del 25% (aumentabile al 30% in casi specifici). In cambio, si chiede che l’esercizio dell’attività di ricerca e sviluppo abbia luogo in Trentino per 10 anni dal completamento del progetto e una ricaduta sul territorio tramite un’attività diretta o indiretta.

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