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Italia ed estero

Tragedia Stresa, nuova svolta nelle indagini: trovato il capo della fune spezzato, era usurato

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Mentre nei prossimi giorni potrebbe allungarsi la lista degli indagati arriva una seconda svolta nelle indagini sulla tragedia della funivia del Mottarone dove hanno perso la vita 14 persone.

Nelle ultime ore i periti tecnici incaricati dagli inquirenti della Procura di Ivrea sono riusciti a individuare il capo della fune spezzato che insieme alla disattivazione del freno di emergenza è alla base della strage.

Il punto di rottura del cavo trainante coincide con la porzione rinchiusa nella morsa di acciaio che tiene unite le due estremità della fune. Il cavo si spezzato perché usurato. Rimane da verificare il perché nessuno se ne sia accorto.

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Il cavo usurato è la cosiddetta testa fusa, una porzione del cavo ritenuta tra le più deboli dell’intera struttura e per questo tra le ipotesi principali emerse nei giorni scorsi come possibile motivo alla base della tragedia.

La Testa fusa infatti è la parte meno controllabile dell’intero cavo la cui analisi è svolta periodicamente a vista da un tecnico specializzato a non affidata alla verifica magneto-induttiva delle funi che in quel punto non è in grado di verificarne l’integrità.

Secondo quanto emerso dai primi rilievi effettuati nelle scorse ore sul posto e come si vede dalle immagini riprese dal Tg1,  il cavo della funivia si sarebbe spezzato nella parte attaccata alla cabina ma non sarebbe stato tranciato di netto ma si sarebbe consumato poco alla volta con i vari fili di acciaio che mano a mano si sarebbero sfilacciati cedendo infine domenica scorsa.

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L’ultima verifica sul cavo era stata effettuata il 5 novembre 2020 quando era stato effettuata proprio verifica magneto-induttiva attraverso una ditta specializzata che aveva verificato tutte le funi dell’impianto.

Per legge però proprio la testa fusa, meno controllabile, andrebbe sostituita ogni cinque anni e i gestori dell’impianto avrebbero dovuto sostituirla tra cinque mesi.  Ma come mai nessuno se n’era accorto?

Secondo quanto emerso dalle ultime indagini, da giorni nella cabina della funivia crollata si sentivano strani rumori omessi nei rapporti giornalieri.

Nella richiesta di custodia cautelare, i pm scrivono che il responsabile dell’attività avrebbe invece sentito il rumore caratteristico della perdita di pressione del sistema frenante della cabina ripetersi ogni due-tre minuti prima del disastro.

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