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Al via il premio Armenise Harvard Mid – Career Award

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La Fondazione Giovanni Armenise Harvard, un’organizzazione che sostiene la ricerca di base ad Harvard e in Italia, ha lanciato una nuova borsa pilota per finanziare gli scienziati a metà della loro carriera. I primi due vincitori dell’Armenise Mid-Career Award sono Marie-Laure Baudet dell’Università di Trento e Sabrina Sabatini dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Mentre la scienza di base è cruciale per l’innovazione e lo sviluppo di nuove conoscenze in grado di migliorare la qualità della vita del genere umano (come recentemente dimostrato dal ruolo che ha giocato nel rapido sviluppo dei vaccini COVID-19), le opportunità di finanziamento sono state – storicamente – estremamente limitate in Italia.

La recente allocazione dei limitati fondi di ricerca disponibili verso progetti relativi al COVID-19, anche se necessari e appropriati, ha ulteriormente esacerbato l’esistente mancanza di finanziamenti per la scienza di base in generale, e per i ricercatori a metà carriera in particolare.

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Un gap da colmare – Il nuovo Armenise Harvard Mid-Career Award è progettato per rafforzare il sostegno ad alcuni dei laboratori di ricerca che la Fondazione ha istituito in Italia. Negli ultimi 20 anni, il programma Career Development Award (CDA) della Fondazione ha sostenuto 28 giovani scienziati per un impegno totale di 28 milioni di dollari. Molti dei Career Development Award sono ora leader di gruppi ben consolidati o a metà carriera – in posizioni di ruolo o permanenti – che guidano oltre 200 ricercatori nei loro gruppi. Si tratta di scienziati capaci di raccogliere complessivamente grazie al loro lavoro, oltre 73 milioni di euro in sovvenzioni aggiuntive al finanziamento iniziale.

Lisa Mayer, direttrice esecutiva della Fondazione “Come per molte cose utili nella vita, la ricerca scientifica di alta qualità richiede tempo. Gli scienziati in Italia e negli Stati Uniti condividono lo stesso destino: c’è un periodo nella loro carriera accademica in cui c’è un buco nel sistema di finanziamento, che avviene quando le sovvenzioni iniziali terminano ma gli scienziati non sono ancora abbastanza avanti nella loro carriera per competere con i laboratori più consolidati.

Ecco che è cruciale fornire sovvenzioni mirate per questa fase intermedia della carriera. La Fondazione Giovanni Armenise Harvard ha lanciato la propria iniziativa, ma speriamo di incoraggiare altre agenzie di finanziamento a riconoscere questo enorme bisogno insoddisfatto”.

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Il Mid-Career Award è modellato su un programma che offriamo ai ricercatori della Harvard Medical School di Boston. Il premio è una sovvenzione di due anni e fornisce allo scienziato 100.000 dollari all’anno. Come sempre, la portabilità e la flessibilità sono caratteristiche chiave di questo premio“, dice Elisabetta Vitali, direttore del programma italiano alla Fondazione Armenise Harvard.

Le esperienze delle vincitrici – Credo che questo nuovo schema di sovvenzioni sia essenziale per finanziare i ricercatori in una fase cruciale della loro carriera. Purtroppo, i fondi di ricerca pubblici italiani dedicati alla ricerca di base non sono disponibili per i singoli ricercatori sopra i 40 anni. I fondi sono disponibili per i ricercatori sotto i 40 anni, che stanno avviando la loro linea di ricerca, e per gli scienziati con maggiore anzianità di ricerca, che sono già inserite in reti di ricerca. Pertanto, si crea un gap di finanziamento tra le fasi iniziali e quelle avanzate della carriera di ricerca.

Il rischio maggiore per la ricerca italiana è che linee di ricerca promettenti e all’avanguardia si estinguano per questa mancanza di fondi e che i ricercatori affermati perdano slancio e competitività sulla scena internazionale. L’ho visto più e più volte da quando ho aperto il mio laboratorio in Italia e mi sono chiesta perché questo investimento iniziale sui giovani non sia stato portato avanti. Il nuovo programma di borse di studio lanciato dalla Fondazione Armenise è un passo fondamentale per colmare questa lacuna di finanziamento. Permetterà a ricercatori di talento di consolidare le loro linee di ricerca capitalizzando i loro primi successi e di prosperare in Italia e sulla scena internazionale“, dice Marie-Laure Baudet, leader del Laboratorio di Neurobiologia Assonale presso il Dipartimento CIBIO dell’Università di Trento, e nuovo premiato Armenise Harvard Mid-Career.

Biologa francese, Baudet ha ricevuto il CDA Armenise Harvard nel 2012 e si è trasferita a Trento dopo aver lavorato in Canada e Gran Bretagna. Durante la sua carriera al Dipartimento CIBIO dell’Università di Trento, ha identificato processi cruciali nella formazione delle connessioni neuronali per lo sviluppo del sistema nervoso. Una volta creati, questi circuiti sono essenziali per tutte le attività del cervello, dalle informazioni sensoriali alle funzioni cognitive superiori come il processo decisionale.

Grazie all’Armenise Harvard Mid-Career Award, il mio gruppo di ricerca sarà ora in grado di studiare una nuova classe di molecole scoperte di recente, chiamate RNA circolari. È interessante notare che queste molecole sono espresse di preferenza nel cervello, suggerendo che giocano un ruolo critico in questo potente organo. Sfrutterò la mia esperienza tecnica unica per svelare il ruolo di queste molecole nei neuroni, le cellule del cervello responsabili dell’elaborazione delle informazioni. Parallelamente, col mio team studieremo se gli RNA circolari possono avere un ruolo nelle malattie neurodegenerative incurabili, con la speranza di sviluppare nuove terapie“, dice Baudet.

Da Trento a Roma, il secondo Armenise Harvard Mid-Career awardee è la biologa molecolare Sabrina Sabatini, professore associato all’Università di Roma “La Sapienza“. Qui, nel 2003, ha creato il Laboratorio di Genomica Funzionale e Proteomica dei Sistemi Modello, grazie all’Armenise Harvard Career Development Award. Sabatini utilizza modelli vegetali per studiare i complessi meccanismi molecolari che controllano l’equilibrio tra divisione e differenziazione cellulare.

Nel mio laboratorio, studiamo i meccanismi molecolari coinvolti nello stabilire il confine tra cellule con funzioni diverse. L’istituzione e il mantenimento di questi confini sono fondamentali per il corretto sviluppo degli organi. Poiché la mia ricerca esplora e indaga processi biologici di base, non è facile trovare un sostegno finanziario, nonostante il numero di pubblicazioni“, dice Sabatini – “Ho iniziato la mia carriera scientifica con un Armenise Career Development Award e successivamente, grazie ho vinto l’European Research Council consolidator grant. 

A questo punto, però, trovare un nuovo sostegno finanziario è diventato molto difficile. Ho superato i limiti d’età per essere finanziato, ma nel contempo la carriera non è ancora sufficientemente consolidata e così, nel bel mezzo della mia carriera scientifica, mi ritrovo a lottare per proseguire le ricerche: l’Armenise Mid-career grant sarà determinante per continuare la mia ricerca poiché il finanziamento italiano della ricerca, e in particolare della ricerca di base, è estremamente scarso in questo momento“. Continua Sabatini – “Gli enti finanziatori preferiscono sostenere la ricerca applicata o gli scienziati all’inizio della loro carriera. Il risultato è che i laboratori che sono stati finanziati all’avvio, poi vengono poi abbandonati anche se hanno ottenuto buoni risultati. È essenziale che gli enti finanziatori sostengano la ricerca di base e sostengano gli scienziati a metà della loro carriera. La Fondazione Armenise Harvard ha iniziato un programma del genere, che nel mio caso sarà decisivo“.

A proposito della Fondazione Armenise Harvard – Creata nel 1996 dal conte Giovanni Auletta Armenise, la Fondazione Giovanni Armenise Harvard nasce con l’obiettivo di sostenere la ricerca di base in campo biomedico. Aiuta i giovani scienziati che lavorano all’estero a stabilire il loro laboratorio in Italia e sostiene vari programmi di ricerca alla Harvard Medical School di Boston. Ha investito oltre 70 milioni di dollari ad Harvard e 31 milioni di dollari nella scienza italiana, creando molti programmi di ricerca e favorendo la collaborazione tra i due continenti.

Il finanziamento del Career Development Award (CDA) ammonta a 200.000 dollari all’anno (per un periodo compreso tra 3 e 5 anni). Ad oggi, il programma CDA ha sostenuto 28 giovani scienziati (per un impegno totale di 28.000 dollari). I CDA hanno istituito laboratori a Milano (EIO, IFOM/FIRC, Istituto San Raffaele, Università di Milano, CNR), Roma (La Sapienza, EBRI), Padova (VIMM, Università di Padova), Trento (Dipartimento CIBIO, Università di Trento), Palermo (Università di Palermo), Trieste (SISSA), Pavia (Università di Pavia), Pozzuoli (Tigem), Torino (Istituto Italiano di Medicina Genetica, Università di Torino), Rovereto (IIT), e Camerino (Università di Camerino). I campi coperti includono neuroscienze, biologia vegetale, biochimica, immunologia, biologia del cancro, proteomica e genetica, biologia sintetica e cellule staminali.

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