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Val di Non – Sole – Paganella

Una folla silenziosa per l’ultimo saluto ad Andrea Paternoster: «Come un pittore o un musicista, hai creato opere che andranno al di là del tempo»

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foto Sergio Zanotti
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Gli apiari di fianco al feretro, i dolci canti del coro parrocchiale, una folla silenziosa che ha salutato, per l’ultima volta, il “poeta del miele”.

Ieri pomeriggio la comunità di Ton, i familiari, gli amici, le tantissime persone che hanno avuto la gioia di conoscere Andrea Paternoster gli hanno detto addio davanti alla sua azienda, la Mieli Thun. Una realtà che, grazie alla sua passione e al suo amore per le api e per il miele, è riuscita a ritagliarsi un ruolo di rilievo nel mondo della gastronomia italiana e internazionale.

In moltissimi si sono stretti intorno alla mamma Leonia e al papà Albino, alle figlie Francesca ed Elena, a Lucia, a tutta la sua famiglia e alla squadra di Mieli Thun, ricordando un uomo capace e geniale, un imprenditore dalle idee rivoluzionarie.

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Delicata e coinvolgente la cerimonia celebrata da don Daniele Armani, affiancato da don Enrico Pellegrini. Significativo il passo tratto dal Siracide: «L’ape è piccola tra gli esseri alati, ma il suo prodotto ha il primato fra i dolci sapori».

foto Sergio Zanotti

Andrea Paternoster ha saputo cogliere la bellezza e la grandezza racchiuse in un essere così piccolo. «Andrea ha guardato alle cose piccole e ha saputo custodire il creato – ha detto don Daniele –. Conserviamo nel cuore il suo esempio e le pagine del Vangelo che ci invitano a guardare all’essenziale».

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Commoventi le parole di chi gli ha voluto bene e lo ha ricordato come un pioniere, un uomo di grande energia, che in una valle di agricoltori si è “inventato” apicoltore e lo ha fatto con umiltà e professionalità. Non un semplice sognatore, ma un concreto innovatore.

«Come un pittore o un musicista sei riuscito a creare delle opere che vanno al di là del tempo» è stato detto tra i tanti ricordi. «Ti immaginiamo lassù a contrattare con Dio per fare il miele non più buono del mondo, quello già lo facevi, ma il più buono dell’universo».

Andrea Paternoster ha portato davvero il nome della Val di Non e del Trentino nel gotha della gastronomia. Ora volerà libero insieme alle sue api. Si sentirà forte la sua mancanza, ma si potrà trovare un pizzico di lui in ogni fiore a primavera, in ogni ronzio d’ape, in ogni goccia di miele.

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