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economia e finanza

Borse: quali previsioni per i mercati dopo le rassicurazioni della Fed?

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Wall Street prosegue la sua corsa dopo la conferma del supporto da parte della Fed, con i futures sulle azioni USA che fanno registrare un altro record.

La Federal Reserve manterrà il suo appoggio all’economica americana, proseguendo con la politica monetaria espansiva per sostenere la crescita, quindi per il momento non sono previsti aumenti dei tassi né riduzioni del ritmo di acquisti di obbligazioni.

La Banca centrale americana non è preoccupata per il rischio di un rialzo dell’inflazione, inoltre prima di mettere mano alla strategia monetaria accomodante vuole vedere un aumento stabile dell’attività economica e una ripresa solida dell’occupazione.

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Allo stesso tempo, c’è grande euforia per l’arrivo della liquidità alle famiglie attraverso il programma di stimoli fiscali del governo Biden, con il piano anti-covid che potrebbe garantire nuovi importanti flussi di capitali verso i mercati finanziari.

I settori da monitorare nei prossimi mesi sul mercato USA – Come analizzato in modo dettagliato dal sito affidabile Mercati24, il connubio tra politiche monetarie espansive della Fed e stimoli fiscali del governo degli Stati Uniti dovrebbe favorire la crescita dell’azionariato USA nei prossimi mesi. Tuttavia, saranno soprattutto alcuni settori strategici a beneficiare dei capitali in arrivo sui mercati americani, per questo motivo è importante per gli investitori selezionare con attenzione gli asset giusti.

Innanzitutto, forti rialzi sono previsti per i titoli delle aziende legate alla transizione energetica, in quanto il focus dell’amministrazione Biden sarà la green economy. In particolare, gli analisti vedono opportunità rilevanti nel campo della mobilità sostenibile, con prospettive importanti per aziende come Tesla e NIO. Lo stesso vale per le imprese impegnate nella rivoluzione verde quotate al Nyse e al Nasdaq, tra cui First Solar e NextEra Energy.

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Rimane elevato l’interesse per le società tecnologiche, specialmente per le aziende che si occupano di software, servizi digitali e big data, come Intel, Microsoft, Apple e Google. Un settore da non sottovalutare è quello del fintech, dove molte aziende sono ormai in grado di competere con le banche tradizionali e metterle perfino in crisi, come sottolineato dal ceo di JP Morgan Jamie Dimon, in quanto propongono un modello di business più agile e sono soggette a meno regolamentazioni rispetto agli istituti di credito.

La pandemia di Covid-19 ha fatto emergere anche il comparto biotech, soprattutto dopo la messa a punto dei nuovi vaccini attraverso l’uso di tecnologie innovative, come quelle a base di mRna di Moderna e Pfizer-BioNTech. Senza dubbio, non bisogna trascurare anche i titoli delle aziende attive nella vendita al dettaglio e nei prodotti di consumo, con imprese come Walmart e Kohl’s pronte ad approfittare della ripartenza economica.

Borse europee: la tassa minima globale sulle imprese potrebbe favorire l’Eurozona – Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha recentemente mostrato il suo nuovo piano da oltre 2 mila miliardi di dollari per il rinnovamento delle infrastrutture USA. Il leader del partito democratico americano ha annunciato la volontà di finanziare il programma d’investimento aumentando le tasse alle imprese, portandole dal 21% garantito dall’amministrazione Trump fino ad almeno il 28%.

Questa mossa potrebbe causare la fuga delle aziende dal Paese, per questo motivo Biden ha promosso l’idea di introdurre una tassa minima globale sulle imprese. Al momento sono diversi i Paesi che hanno accolto positivamente la proposta, tuttavia secondo gli analisti una global minimum corporate tax potrebbe favorire soprattutto il vecchio continente. In Europa, infatti, molti piccoli Paesi hanno adottato da anni una strategia fiscale accomodante nei confronti delle aziende straniere, offrendo loro condizioni agevolate in cambio della creazione di posti di lavoro.

In Stati come l’Italia, la Germania e la Francia, oppure in tutti i Paesi del Nord Europa, un’imposizione fiscale elevata superiore al 28% ha spinto molte imprese a spostarsi nell’Est Europa o al di fuori dell’Eurozona. Tuttavia, la creazione di una tassa minima mondiale sulle imprese potrebbe invertire questo processo, per riportare in patria molte aziende che si sono trasferite all’estero nel corso degli ultimi anni. Naturalmente, per sortire effetto questa misura dovrà ottenere un’ampia condivisione in tutto il mondo, altrimenti rischia di accentuare ancora di più il divario fiscale tra i Paesi.

Ad ogni modo, per l’Unione Europea le potenzialità sono considerevoli, in quanto una tassazione unica potrebbe garantire un flusso di capitali importante proprio in un momento delicato come quello attuale, contribuendo alla ripresa economica e alla riduzione dei livelli di disoccupazione nel vecchio continente.

Senz’altro si tratta di un aspetto da monitorare con grande attenzione, poiché potrebbe giovare specialmente Paesi come l’Italia, offrendo un supporto essenziale per il recupero del PIL e dell’occupazione assicurando anche una maggiore sostenibilità del debito.

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