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Val di Non – Sole – Paganella

Caseificio Coredo: respinta la richiesta della difesa di estromettere il papà del bambino dal processo

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Si è aperto il processo penale nei confronti del caseificio di Coredo che vede come imputati l’allora legale rappresentante del caseificio sociale di Coredo, Lorenzo Biasi e l’attuale casaro responsabile del piano di controllo, Gianluca Fornasari.

Le violazioni commesse secondo la Procura di Trento sono quella dell’articolo 5, lettera c della legge 283 del 1962 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande). Biasi, in particolare, perché – secondo la ricostruzione degli inquirenti – nella sua qualità di presidente avrebbe prodotto e immesso nel circuito commerciale prodotti caseari con cariche microbiche superiori ai limiti di legge (Stec e escherichia coli) non prestando la dovuta attenzione alla necessità di richiedere a Trentingrana Concast ispezioni sul campo per la verifica delle condizioni igieniche delle aziende dei conferitori, alla necessità di sottoporre ad analisi il formaggio Due Laghi crudo prodotto con latte crudo per la ricerca di escherichia coli prima della sua immissione in commercio e di verificare il rispetto del periodo di stagionatura minima di 60’ giorni prima della sua immissione in commercio per l’abbattimento della carica batterica.

A Fornasari, invece, viene contestato di avere omesso di richiedere le necessarie analisi per la ricerca di escherichiacoli e di non avere richiesto a Trentingrana Concast di effettuare delle ispezioni volte ad accertare le condizioni igienico sanitarie delle stalle dei conferitori, non provvedendo al ritiro cautelativo del prodotto successivamente all’evento.

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La seconda imputazione riguarda invece la presunta omessa ottemperanza a quanto disposto dall’Unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria di Cles il 30 giugno 2017, con la quale veniva imposto al presidente di fare un richiamo agli allevatori affinché facessero una pulizia e una disinfestazione in fase di mungitura più corretta.

L’avvocato della difesa Gaetano Forte del foro di Ferrara ha sollevato una serie di eccezioni tra le quali ha informato che Biasi ha “desistito” nel contrastare l’accusa della Procura per quanto riguarda la seconda imputazione e di scegliere che il giudizio venga definito con il rito alternativo dell’oblazione.

Ricordiamo infatti che come anticipato dal nostro giornale il richiamo è avvenuto con enorme ritardo, due anni dopo dalla richiesta degli organi di vigilanza il 27/08/2019

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Ecco il testo della tardiva missiva di allora:

Caseificio Sociale di Coredo 27/08/2019

Agli Allevatori

«Gent.le associato,

con la presente si ribadisce la necessità di rispettare le buone prassi igieniche in ogni fase di produzione del latte, con particolare riguardo per tutte le attività connesse con le operazioni di mungitura, al fine di evitare la contaminazione del latte con residui fecali che possono veicolare microrganismi altamente patogeni.

In particolare il rischio è quello di introdurre nel latte Escherichia coli produttori di tossine cosiddette verocitotossiche in grado di causare, soprattutto nei bambini, negli anziani e nei soggetti debilitati infezioni di varia gravità fino alla sindrome emolitico uremica (SEU).

La problematica interessa principalmente le produzioni a latte crudo, in quanto la pastorizzazione elimina in via definitiva il microrganismo in questione, fatti salvi casi di contaminazione incrociate tra produzioni a latte crudo e a latte trattato termicamente che il caseificio si impegna a evitare.

Vi invito quindi a prestare la massima attenzione agli aspetti igienici in stalla e a comunicare qualsiasi evento che possa mettere a rischio la qualità igienico-sanitaria del vostro latte per poterlo escludere dalle produzioni a latte crudo e indirizzarlo a produzioni che prevedono un passaggio di sanificazione (pastorizzazione).

Tra gli aspetti da considerare si ricordano:

– Pulizia e ricambio frequente della lettiera;
– Idoneo stoccaggio degli alimenti;
– Lotta agli agenti infestanti;
– Pulizia di mangiatoie e abbeveratoi (gli E.coli STEC sopravvivono anche 4 mesi nell’acqua abbeverata);
– Somministrazione di alimenti ineccepibili dal punto di vista igienico e non avariati. Evitare cambi bruschi di alimentazione.
– Evitare il rimescolamento di animali giovani con animali adulti.
– Igiene della mungitura (pre-post dipping, pulizia contenitori per dipping, corretta detersione e sanificazione sala, impianto di mungitura e cisterna di raccolta latte).
– Verifica della funzionalità dell’impianto di raffreddamento del latte.
– Cura della pulizia personale da parte degli addetti alla mungitura che devono indossare indumenti puliti.
– Conservazione del latte in locale idoneo, pulito e protetto dagli infestanti.
– Adeguato compostaggio del letame prima di spargerlo sul terreno (il raggiungimento di una temperatura di 45°C per 72 ore si è dimostrato essere in grado di inattivare il microrganismo).

Per i Caseifici che aderiscono al servizio di consulenza tecnica fornita dalla Fondazione Edmund Mach Istituto Agrario di san Michele all’Adige, ricordiamo la possibilità di contattare il tecnico di zona per qualsiasi dubbio, necessità o problema che si dovesse presentare.»

Altro tentativo da parte della difesa durante l’udienza è stato quello di estromettere la Parte Civile rappresentata dal “caparbio” padre del bambino che era stato male dopo avere mangiato formaggio prodotto con latte crudo (ad oggi ancora in cura).

Formaggio che, secondo la ricostruzione dei carabinieri del Nas, responsabili delle indagini, era stato acquistato presso il caseificio.

Tentativo andato a vuoto in quanto il Giudice Tamburini non ha accolto quanto richiesto dal “duo” Biasi e Fornasari e la parte civile non è stata estromessa.

Prossima udienza fissata per il 28 maggio alle 12.30, nella quale sono stati convocati i numerosi testimoni dell’accusa rappresentata dal Pubblico Ministero dottoressa Maria Colpani, seduta nella quale probabilmente sarà reso pubblico quanto accertato dai Carabinieri del Nas a cui fu affidata l’indagine, accertamenti in merito ai quali il padre del bambino aveva denunciato pubblicamente l’inosservanza dei controlli e delle norme sull’igiene degli alimenti.

In conclusione ci giunge notizia che Lorenzo Biasi di Sfruz, presidente dell’indagata latteria nonesa al momento della drammatica vicenda abbia in questi giorni rassegnato le dimissioni dalla carica.

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