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Trento

Situazione palestre trentine drammatica, Buselli: «Non lasciamo morire questo mondo»

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Oltre 12 mesi confinati nello spazio di casa senza palestre, piscine e la possibilità di uscire quando vogliamo, gli effetti della sedentarietà iniziano a farsi sentire sia a livello fisico che psicologico.

E’ vero che una corsetta al parco non ci viene negata e che anche a casa possiamo allenarci con le app, ma non è proprio la stessa cosa. Ci sono intere categorie di persone, dagli anziani, alle donne in menopausa, a chi ha problemi cardiovascolari o articolari che in palestra ci andavano non per prepararsi alla prova costume, ma per curarsi.

Ma a piangere sono soprattutto i titolari delle palestre, delle piscine e dei centri fitness che sono ormai totalmente chiuse dallo scorso marzo. Quello del fitness è stato il settore più penalizzato in assoluto in Italia. 

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Il settore conta 5.100 palestre in Italia, circa 8 ogni 100 mila abitanti e un giro di affari di circa 10 miliardi l’anno con una ricaduta in altri settori enorme.

La situazione anche in Trentino è drammatica, palestre appesantite da affitti che non incassano più un euro da oltre un anno con un futuro molto incerto. E i cosi detti ristori? Importi così ridicoli da non essere nemmeno tenuti in considerazione – dicono le palestre trentine.

Non mancano le prese di posizioni forti come quella appunto di Pier Buselli il titolare della palestra Activa di Trento che parla di terrorismo psicologico da parte dei virologi che, ospiti in lungo e largo nei programmi televisivi, incutono terrore nella popolazione che è disorientata e incapace ormai di prendere qualsiasi decisione autonoma. «La situazione è molto difficile – spiega Buselli ai microfoni di Voce24news la Web Television del Trentino – la palestra è uno sfogo per ragazzi e anche per i meno giovani, le palestre sono la cura non la malattia. Invece che virologi che terrorizzano la popolazione in televisione dovrebbero andare degli psicologi che aiutano i giovani a superare questo stallo. La società ed i giovani sono come un pallone, ogni tanto bisogna aprirlo per far uscire l’aria se no scoppia. La palestra è uno sfogo»

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La critiche piovono anche sul governo Draghi che rischia di far fallire l’economia nei settori del Fitness. Secondo molti infatti le palestre non avrebbero nessuna responsabilità sulla diffusione del coronavirus. La prova inconfutabile sarebbe proprio il fatto che in 12 mesi la situazione con le palestre chiuse anziché migliorare è peggiorata e di molto anche.

«Al governo Draghi chiedo di farci aprire il prima possibile per noi ma anche per la società che ha bisogno di uscire all’aria, siamo una categoria che non è mai stata aiutata, ora è arrivato il momento di farlo e non darci la solita pacca sulla spalla»

Secondo Pier Buselli oltre il 60% delle palestre non riaprirà più. E per ironia della sorte anche aprendole nel mese di giugno come previsto vorrebbe dire perdere un’intera stagione visto che sono in pochi a frequentarle nei mesi caldi.  «Sta morendo un pezzo di mondo dello sport – conclude il titolare della palestra Active –, non lasciamo morire questo mondo che per la nostra società è importantissimo» 

 

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