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Trento

Osservatorio sulle discriminazioni, l’intolleranza e l’odio, il fronte dei no: «Ennesimo carrozzone con dispendio di denaro pubblico»

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La quinta Commissione di Alessia Ambrosi ha ospitato ieri mattina le audizioni al disegno di legge 43 di Giorgio Tonini (pd, nella foto)“Osservatorio sulle discriminazioni, l’intolleranza e l’odio in Provincia di Trento”.

Sono emersi pareri contrastanti tra i giuristi o associazioni come Family Day e Movimento per la vita contrari alla proposta che “vorrebbe confinare i sentimenti in una griglia normativa” e Unar, Oscad e Vox che, pur offrendo alcuni spunti tecnici migliorativi, hanno promosso l’Osservatorio, utile per declinare il contrasto all’odio e alle discriminazioni su base territoriale. Contrastanti anche i pareri dei consiglieri intervenuti.

Nell’ordine sono stati sentiti i seguenti soggetti dei cui interventi diamo conto di seguito distinguendoli tra contrari e favorevoli alla proposta: il Centro Studi Livatino, l’Associazione Family Day, il Movimento per la Vita di Trento, i Giuristi per la Vita; è stata quindi la volta dell’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD), dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR). Infine, è stato ascoltato VOX Diritti mentre sarà oggetto di una prossima audizione il Compartimento di Polizia Postale Trentino Alto Adige.

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Per quanto riguarda il fronte dei no Aldo Rocco Vitale per il Centro Studi Livatino, ha posto la riflessione sull’esistenza o meno di una tutela giuridica e sulla necessità di norme specifiche sull’argomento e ha fatto riferimento alle griglie normative esistenti ed applicate a tutela penalistica di atti definiti discriminatori. Accanto a questo, ha aggiunto che non esiste un obbligo di carattere europeo per specificare all’interno di queste norme la fattispecie che si vorrebbe declinare con questo disegno di legge. Occorre dunque chiedersi se il legislatore possa definire l’essere umano in base alla sua identità di genere e alla sua sessualità.

Senza tenere conto, tra l’altro, della evidente contraddizione del negare la dimensione sessuata dell’essere umano da un lato e del presumere di espanderla oltre la dicotomia maschile-femminile dall’altro.  E’ la natura umana che finge da norma per le definizioni legali oppure viceversa? si è chiesto. Il diritto penale deve essere assolutamente preciso e circoscritto a suo avviso perché un diritto che si basa su definizioni astratte si espone a critiche di carattere teoretico. Questo genere di iniziative andrebbero dunque circoscritte in una giuridicità intrinseca alle norme, altrimenti si rischia di distorcere la dimensione giuridica in quanto tale.

Pino Morandini intervenuto per Family Day invece parla apertamente dell’ «ennesimo carrozzone con svantaggi superano di gran lunga i presupposti benefici»

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L’ex consigliere e assessore provinciale ha detto di comprendere le buone intenzioni dei proponenti, ma dal punto di vista dei contenuti ha messo in evidenza alcuni aspetti di criticità del disegno di legge. Per cominciare, la relazione al ddl descrive un quadro desolante relativo all’intolleranza, mentre i dati ufficiali rilevano che negli ultimi tre anni i crimini di odio in Italia si sono attestati stabilmente sui 1000 casi all’anno in Italia e in Trentino non si registra una controtendenza rispetto al dato nazionale.

Il ddl intende proporre un Osservatorio sulle discriminazioni, intolleranza ed odio in Provincia di Trento, ma non chiarisce cosa si intenda per discriminazioni, intolleranza ed odio: siamo dunque di fronte a fattispecie assolutamente indeterminate che aprono spazi di arbitrio all’interpretazione. Un Osservatorio di questo tipo, oltre ad innestarsi in un quadro tutt’altro che desolante, darebbe un’immagine negativa e non realistica del Trentino, notoriamente terra di accoglienza ed integrazione.

Infine, un’ultima annotazione: l’Osservatorio sarebbe l’ennesimo carrozzone con dispendio di denaro pubblico, tanto meno opportuno in un momento come questo in cui si osservano crescenti versanti economici in serie difficoltà. In conclusione, dunque, a suo avviso, anziché risolverle, questa proposta amplificherebbe profonde discriminazioni e gli svantaggi superano di gran lunga i presupposti benefici, ammesso che benefici possano essercene.

Per i «Giuristi per la vita» invece «l’odio, come l’amore, non si possono normare» – Gianfranco Amato di Giuristi per la Vita ha premesso che è sempre un errore ed è una limitazione della libertà utilizzare la funzione legislativa per finalità ideologiche o per funzioni che non le sono proprie: monitorare fenomeni come quelli dell’odio non è dunque materia di diritto. L’odio non si può imporre o negare per legge, esattamente come l’amore. Se poi l’odio si estrinseca attraverso atti contrari alla legge, verrà punito secondo la griglia legislativa esistente. Non illudetevi, ha concluso, che duplicando al burocrazia si risolvano i problemi, semmai è vero il contrario.

Secondo il Movimento per la Vita, «non è aumentando le leggi e il tenore letterale delle leggi che si aumenta la tutela» – L’avvocata Maristella Paiar, volontaria del Movimento per la Vita ha detto di apprezzare e ringraziare la buona fede e la buona volontà dei proponenti, che però non sono sufficienti a dare buoni risultati. Come già rilevato dai precedenti interventi, discriminazioni, intolleranze ed odio sono concetti diversi, vaghi e di dubbia interpretazione.

Ci sono già normative penali e civili che tengono conto delle problematiche descritte, come già ci sono osservatori con simili finalità. Infine, è purtroppo evidente il vizio di mettere a tacere le persone etichettandole anziché standole a a sentire e questa norma contribuisce proprio ad etichettarle. L’avvocata ha suggerito in alternativa ai consiglieri di riflettere annualmente su queste tematiche con il supporto dei dati già disponibili e darne conto al Consiglio: non è aumentando le leggi e il tenore letterale delle leggi che si aumenta la tutela, ma piuttosto semplificando e offrendo strumenti chiari e comprensibili. I soldi pubblici si potrebbero usare in maniera migliore per ottenere un risultato migliore, ha concluso.

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