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Politica

Morto Carlo Willeit, Urzì: “Il ladino che pagò per non essersi piegato alla Svp”

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Ho assistito al coro di elogi, anche da parte di esponenti autorevoli della Svp, per la scomparsa della nobile figura dell’ex consigliere provinciale dei Ladins Carlo Willeit. Non posso trattenermi dall’annotare che i primi a volere ed ottenere la fine politica del movimento politico di Carlo Willeit, i Ladins, appunto, e di Willeit stesso, furono con una tenacia scientifica assoluta proprio coloro che oggi ne elogiano l’amore per la sua terra e la sua comunità, ladina“.

Queste le parole di Alessandro Urzì, consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia che sottolinea: “La Svp fu determinata nel volere togliere a Willeit la rappresentanza della sua gente per poterne vantare la titolarità assoluta. Fu introdotto un sistema elettorale che prevedeva che in assenza di eletti ladini fosse eletto egualmente un ladino, quello con maggior numero di preferenze personali, in qualunque lista si collocasse. Sintesi: il candidato Svp votato con le preferenze degli elettori di lingua tedesca di tutto l’Alto Adige aveva la precedenza sul ladino più votato in una lista ladina o a maggioranza di ladini.

Fu il decreto di espulsione dalla vita politica dei Ladins ma anche dei ladini scelti dai ladini. Da allora abbiamo avuto solo ladini scelti con le preferenze soprattutto dagli elettori di lingua tedesca ed i Ladins entrarono  in una profonda crisi e Willeit ne soffrì molto.

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E’ lo stesso meccanismo che comincia ad usare ora la Svp per esprimere italiani (sinora sono nei comuni) con i voti dei cittadini lingua tedesca. Come a Fortezza che ha fatto da capofila e l’assessora alla scuola è una italiana votata però da elettori di lingua tedesca e non dagli italiani che hanno votato le liste “italiane”. Chiedo quindi almeno un po’ di rispetto postumo per Carlo Willeit, di cui ho conosciuto le doti di autentico combattente, sempre preparato e attento“.

Lui ed i Ladins sono stati politicamente le vittime della Svp, che ha usato un meccanismo mostruoso per evitargli la rielezione e per fare scegliere dalla componente tedesca del partito chi debba rappresentare i ladini. Ora pare che possa spettare a noi, ossia che i prossimi assessori italiani in Provincia possano essere scelti e portati in Consiglio proprio dalla Svp, come sta cominciando a succedere nei piccoli comuni. Questa è la lezione che ci consegna Carlo Willeit. La mia partecipazione al dolore di tutta la famiglia e dell’intero movimento dei Ladins“, conclude.

Per il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher Willeit  «è stato un protagonista indiscusso della politica della nostra Terra. La sua azione politica è stata pregnante per la valorizzazione della minoranza linguistica ladina che grazie al suo agire ha parificato i ladini al gruppo linguistico italiano e tedesco presenti nella nostra Regione. Non possiamo inoltre dimenticare come la sua educata ed attenta presenza nell’Aula consiliare abbia sempre arricchito il dibattito consiliare. Desidero esprimere a nome mio personale e dell’intera Assemblea legislativa le condoglianze a tutta la sua famiglia.»  Willeit, è stato eletto in Consiglio regionale dal 1993 al 2003 e da 2001 al 2003 è stato Vicepresidente del Consiglio regionale.

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