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Io la penso così…

Dove sta andando la scuola d’infanzia trentina?

Pubblicato

-

Gentile direttore,

con questa lettera vogliamo esprimere il nostro pensiero rispetto alle polemiche che in questi giorni stiamo leggendo sulla stampa per quanto riguarda la visione della scuola dell’infanzia trentina.

Da lungo tempo, come insegnanti, ci stiamo interrogando sulla direzione che la scuola dell’infanzia, da sempre fiore all’occhiello del sistema educativo trentino, sta prendendo.

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La nostra percezione è che ci sia un disconoscimento e una delegittimazione della professionalità delle insegnanti all’interno della scuola.

La politica che indirizza la scuola dell’infanzia, come altri ordini di scuola, sta da lungo tempo operando scelte senza confrontarsi con chi opera direttamente e quotidianamente sul campo, in specie abdicando al principale ruolo educativo che la scuola tutta è chiamata a svolgere.

Come citano i nostri OrientamentiLa scuola dell’infanzia, non intesa più come grado preparatorio o come sostituto della famiglia, si pone, allora, come scuola” che promuove nel bambino “un processo intenzionale finalizzato alla conquista della sua identità e della sua autonomia.”

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Come per gli altri ordini di scuola, al personale docente della scuola dell’infanzia è richiesto un diploma di laurea specifico, e una continua e costante formazione in itinere per garantire la qualità delle proposte educative e didattiche.

Contrariamente a quelli che sono questi fondamenti, la scuola dell’infanzia trentina, sta vivendo, ormai da anni, delle criticità sempre più marcate. Criticità ripetutamente esplicitate dalle insegnanti, ma mai accolte a livello di pensiero e di scelte politiche.

Grava enormemente il senso di solitudine ed abbandono rispetto alle problematiche che l’utenza riporta, specchio di una società in continua forte evoluzione che pare aver smarrito il proprio ruolo e la responsabilità educativa nei confronti dei bambini.

Ciò significa, anche, operare in contesti educativi dove i bisogni dei bambini, inseriti in gruppi di 25 (per questo anno scolastico causa Covid rivisti a 22), non possono essere debitamente presi in carico perché le risorse umane all’interno della scuola sono, a nostro avviso, insufficienti.

Un adulto con 25 bambini di età compresa tra i due anni e mezzo e i 6, tra cui possono essere presenti bambini con fragilità o bisogni educativi speciali, bambini ancora con il pannolone, può promuovere in modo adeguato le finalità che la scuola dell’infanzia si pone?

La compresenza tra colleghe di sezione è di 2 ore mezzo o 3 ore su 10 dell’intera giornata scolastica.

Le sostituzioni per le assenze per malattie del personale, anche ausiliario, non sono sempre garantite e questo procura gravi disagi all’organizzazione scolastica e ai bambini.

Il personale docente, pur trovandosi spesso in contesti difficili, non ha mai perso di vista l’importanza e il valore della scuola dell’infanzia cercando di sopperire al meglio alle problematicità. Proprio per questo sentiamo il dovere di rendere nota una realtà che sta diventando sempre più insostenibile.

Ci si dovrebbe chiedere come mai la professione dell’insegnante della scuola dell’infanzia sia stata inserita nelle categorie dei lavori usuranti.

La politica ha una responsabilità precisa anche rispetto alla legittimazione del ruolo educativo dell’insegnante, che spesso, anziché essere sostenuto viene posto sotto attacco. Questo può portare ad un atteggiamento di sfiducia, diffidenza e svalutazione, da parte delle famiglie, nei confronti della scuola, inficiando la fondamentale costruzione di un’alleanza educativa scuola-famiglia finalizzata al benessere dei bambini.

Da ultimo abbiamo letto le motivazioni che sosterrebbero una eventuale apertura nel mese di luglio: motivazioni sostanzialmente legate ad una funzione assistenzialistica della scuola dell’infanzia.

Premesso che non siamo contrarie a priori all’apertura estiva, ben comprendendo anche le esigenze delle famiglie, riteniamo però necessario e doveroso inserire la stessa all’interno di una revisione generale del sistema scolastico concordata con tutti i soggetti coinvolti, che tenga conto delle istanze e delle esigenze di cui sopra.

A seguire le firme delle insegnanti delle scuole dell’infanzia che sottoscrivono la lettera.

Potete inviare le email al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

Sara Messina

Antonella Iob

Marica Piffer

Elena Bortolameotti Patrizia Vettori

Sara Zainotto

Lorena Nicolini

Nadia Bergamo

D’Amato Cinzia

Marra Carmela

Scatizza Letizia

Defant Fabiana

Mazzurana GIovanna

Frisinghelli Dolores

Ninz Elisa

Meneghini Mariarosa

Chini Michela

Bufalini Serena

Quintavalle Rossella

Fasanelli Maria Angela

Baldo Nadia 

Cavallo Angela

Ceschi Monica

Coser Marzia

Giulia Guariso

Nadia Passerini

Paola Caneppele

Monica Speranza

Sara Speranza

Tecla Chemelli

Martina Cappelletti

Elena Alessandrini

Annamaria Tonini

Lorenza Pellegrini

Manuela Dallatorre

Maria Antonietta dell’Anna

Roberta Brendolan

Silvia Boschi

Emanuela Lunelli

Gabriella Endrizzi

Damiana Ferlicchia

Giusi Giuliana

Deborah Bailoni

Gabriella Gozzi

Chiara Zanella

Chiara Minati

Ornella Ondertoller

Monica Airoldi

Sara Agostini

Samantha Tamanini

Monica Calpicchi

Elisabetta Benetti

Catia Righi

Lorena Reich

Fiorella Casagranda

Chiara Armani

Mariangela Mancuso

Antonella Forgione

Donatella Simonetti

Rosa Caruso

Daniela Caldonazzi

Sara Perazzolli

Francesca Sartori

Karen Danzo

Michela Lupi

Paola Degasperi

Lorenza Sartori

Anna Amico

Manuela Calliari

Lucia Canepel

Giada Pontalti

Marica Zanvettor

Elisabetta Cannas

Milena Belli

Paola Molinaro

Anna Metlicovez

Franca Franceschini

Antonia Pedrotti

Rosanna Iovene

Roberta Rossi

Maria Giulia Leonardi

Susanna Pizzini

Sabina Sini

Romina Marcolin

Cinzia Tomasi

Marina Ranzi

Alberta Dalpiaz

Emanuela Gerola

Paola Tomasin

Rita Ioratti

Tiziana Piffer

Laura Zampedri

Roberta Sighel

Erica Faccenda

Cinzia Moser

Nadia De Angelis

Tiziana Dell’Osso

Rossella Nadalini

Chiara Morat

Karin Nichelatti

Ilaria Modena

Tiziana Cimadom

Valentina Vettori

Sara Forti

Arianna Majer

Monica Majer

Federica Costantini

Veronica Giovannini

Elisabetta Cadonna

Alessandra Lenzi

Benedetta Franch

Maria Laura Vedovelli

Maria Celva

Giorgia Ceschini

Milena Canensi

Chiara Cavagna

Patrizia Randazzo

Carla Albanese

Patrizia Orempuller

Agrippina Gravina

 

 

 

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