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Ieri l’addio del Rettore Collini: «Apertura medicina e chirurgia a Trento risultato importante»

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Il passaggio del testimone tra il rettore uscente Paolo Collini e il nuovo eletto Flavio Deflorian è stato l’occasione per un confronto tra la Giunta provinciale riunita in Sala Depero per la consueta seduta settimanale ed i vertici dell’Ateneo trentino. “Questo passaggio avviene in un contesto straordinario in cui l’Università di Trento sta giocando un ruolo importante – ha evidenziato il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti -. Con questo incontro voluto dall’Amministrazione, confermiamo lo stretto rapporto con questa realtà: attraverso l’unione di intenti abbiamo recentemente raggiunto un risultato importante con l’apertura del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, ed è la prova che da un confronto reale e schietto e dalla volontà di promuovere progetti comuni, l’Autonomia del Trentino può trarre giovamento”.

Nel corso del proprio intervento di saluto, il rettore Collini ha ricordato l’impegno dell’Ateneo, nonostante le difficoltà legate alla pandemia: “La popolazione studentesca, composta da 17.000 persone, segue le attività a distanza e non ha dunque la possibilità di rendere Trento la città universitaria che conosciamo. Vogliamo essere fiduciosi, anche alla luce del piano vaccinale che potrà farci tornare ad una situazione di cauta normalità”.

Collini ha evidenziato come quella di Trento sia una università speciale:Nessuna università statale ha lo status che noi possiamo vantare ed anche in anni di profonda crisi finanziaria ha saputo offrire agli studenti proposte sempre all’avanguardia grazie alle risorse che la Provincia continua a mettere in campo”.

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L’apertura del corso di laurea in Medicina è stato indicato come uno dei risultati più importanti, accanto al rafforzamento del rapporto con il mondo produttivo locale.

Il professor Deflorian ha parlato dunque del sostegno all’Ateneo da parte del territorio e della sua gente: “In un contesto come quello attuale, che produrrà inevitabilmente degli strascichi di natura sociale ed economica, l’Università continuerà a fare la propria parte, a partire dalla realizzazione di nuovi spazi per l’accoglienza degli studenti che consentirà l’avvio di nuovi cantieri e la creazione di indotto per il territorio”.

Un territorio, quello del Trentino, che il futuro rettore guarda nel suo complesso: “Facciamo in modo che non solo i grandi centri percepiscano l’Ateneo come proprio e promuoviamo iniziative anche nelle valli”.

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L’assessore provinciale all’università Mirko Bisesti ha espresso il proprio ringraziamento a Collini per il confronto sincero e proficuo di questi anni: “La Provincia continuerà a garantire il proprio supporto anche finanziario e favorirà l’avvio di nuove esperienze come è avvenuto con Medicina che avrà un ruolo sempre più centrale nei prossimi anni”.

L’assessore alla ricerca Achille Spinelli ha parlato invece della sintonia avuta con il rettore uscente nell’individuazione di soluzioni per il bene dell’Ateneo e dei cittadini trentini, al di là delle singole posizioni: “Attraverso la ricerca possiamo continuare a portare nuove risorse e opportunità di sviluppo e crescita per il nostro territorio”.

L’assessore alla salute Stefania Segnana si è invece concentrata sull’alleanza stretta tra Provincia, Università e Azienda Sanitaria nel contrastare la diffusione del Coronavirus: “L’Ateneo ha avuto un ruolo fondamentale, non solo nei periodi più difficili. Il Cibio non si è occupato solo di analizzare migliaia di tamponi molecolari, ma ha sviluppato i nuovi tamponi salivari che sono ora in fase di sperimentazione”.

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