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Io la penso così…

Moena: «No all’eliminazione de “La Gran Vera”, è un messaggio di speranza!»

Pubblicato

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Spett. Direttrice,

le scrivo in merito all’articolo uscito ieri sulla Vostra testata a firma Garavelli Mario che riporto per comodità sua in formato ristretto in calce con alcune sottolineature.

Premesso che ogni proposta va ascoltata, per carità, mi permetto di esprimerle in qualità di curatore onorario a vita della Sezione grande guerra del Museo Ladino di Fassa e curatore della mostra stessa alcune forti perplessità e critiche sull’articolo che avete pubblicato.

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Vedo che il Sig. Graravelli ignora alcuni fatti importanti peraltro pubblicati negli scorsi anni da testate locali e nazionali che hanno dato ampio spazio alla mostra permanente al suo sviluppo e al suo continuato successo!

La mostra permanente è visitata ancora oggi da migliaia di persone. (Garavelli: ma forse ora la gente ne ha abbastanza)

La mostra permanente è soprattutto il luogo della memoria del popolo Ladino, della storia tirolese e della valle che meritano imperitura sistemazione. E’ anche un luogo del ricordo per i soldati del Regio Esercito Italiano mandati a combattere una guerra terribile.

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Uno spazio, dedicato alle generazioni future per la memoria di un popolo minoritario che merita in suo doveroso spazio che peraltro fino all’apertura del 2014 non aveva trovato voce per la propria memoria di guerra.

Il fatto che Garavelli non abbia colto questa eccezione storica specifica è sorprendente in quanto afferma di aver vistato ripetutamente l’esposizione.

Spazio peraltro approvato e co – finanziato dalle istituzioni Regionali e Provinciali oltre che dagli enti locali. Tra i primi anche il Comun General de Fasha e la PAT.

La mostra permanente nata nel 2014 è non solo una esposizione di oggetti silenziosi ma è una voce chiara contro la guerra con l’obiettivo di raccontare la storia dell’uomo al di la delle bandiere. Cosa che stampa, pubblico e soprattutto le istituzioni ci riconoscono da anni.

Volerla eliminare è l’ennesima volontà di delenda memoriae che i Ladini non possono e non devono accettare!

La mostra, e il Sig. Mario Garavelli dovrebbe esserne informato vista la sua professione, è già in predicato di divenire museo permanente grazie all’attenzione delle istituzioni e al plauso del pubblico. Futura Sezione  Grande Guerra del Museo Ladino di Fassa.

Sono già in essere accordi e tavoli di lavoro avanzati di  dialogo tra le istituzioni ed esiste un piano di finanziamento.

La mostra è inoltre il perno di un programma già ben avviato di museo integrato fra circuiti all’aperto e l’esposizione grazie al noto lavoro dell’Associazione sul Fronte dei Ricordi.

Tra queste future attività del previsto “Parco della Memoria della Grande Guerra in val di Fassa” si prevede il restauro dell’Ospizio di San Pellegrino. Il patrimonio della Grande Guerra a fianco dello sport si integra nella logica di un cambio di rotta verso aspetti culturali che portano turismo culturale di qualità e allungamento delle stagioni! La pista ciclabile prevista tra Moena e il Passo ne è un chiaro esempio. Gli anelli didattici ed escursionistici della guerra, che sono 8, trovano sostegno culturale nell’esposizione di Moena.

A questo progetto aderirà anche il Muse che si è dichiarato molto interessato ad integrare il museo all’aperto con una sezione museale propria affiancata a quella di Moena e a quella di archeologia militare prevista all’Ospizio.

Il temine “si trascina da qualche anno” usato dal sig. Garavelli dimostra quanto sia poco informato sui numeri dei vistatori che dovrebbro “averne abbastanza” e sulla programmazione futura relativa all’evento che ne deriva.

Ben venga in altro luogo un museo dello sport contemporaneo.…ma attenzione ! tutte le esposizioni su simile argomento hanno avuto scarso appeal…. ma a mio avviso non è accettabile lo scambio con cui contenti di esaltare “le italiche glorie” ci si trova pronti a cancellare la memoria storica dei ladini, dei trentini e di tutti i soldati raccontata in un modo diverso a Moena.

Peccato che è grazie a  “La Gran Vera” e alle istituzioni come queste che si contribuisce seriamente la messaggio di speranza perché si fa tesoro del passato per il futuro.

Mi domando, poi, come la proposta di Garavelli, non tenga conto del numero di addetti già coinvolti nel progetto Gran Vera che andrebbero spazzati via, e come sia supportata da fatti concreti e cioè, per esempio, abbia già a disposizione, curatori, materiali ecc. per partire con qualcosa tangibile. Esiste già un comitato ? un gruppo di lavoro ? o è soltanto una butade fine a se stessa?

E poi mi domando perché si debba materialmente sloggiare qualcuno piuttosto che con un concreto progetto in mano non si vada a cercare un luogo consono?

La sezione museale “Grande Guerra del Museo Ladino di Fassa” consta di un notevolissimo patrimonio di materiali acquisiti in più di 30 anni di ricerca ed è una delle più prestigiose raccolte monografiche europee sulla storia di una minoranza nel conflitto mondiale.

Tutti credono giustamente che il turismo culturale sia uno degli sbocchi fondamentali per uscire dalla crisi delle variabili del turismo mordi e fuggi. Certamente un museo dello sport può fare la sua parte ed ha una sua dignità in quanto tale e in quanto parte della cultura della società contemporanea. Certamente però, ne sono convinto, e spero lo siano anche le persone che mi leggono in copia, non è spazzando via la storia che si creano generazioni future capaci di apprezzare il “valore della gioia e del divertimento”.

La Gran Vera è un messaggio di speranza! Lo è dal primo giorno in cui è stata inaugurata e cosi è vista dalla maggior parte dei visitatori che lasciano commenti toccanti sull’albo degli ospiti. Certo il divertimento a cui si riferisce Garavelli è di un altro tipo, ma se il Sig. Garavelli, che ci ha visitato più volte a quanto pare, si fosse soffermato a lasciare il suo commento su quel libro, forse si sarebbe reso conto di che cosa pensa realmente la gente dell’esposizione.

Spero che gentilmente pubblichiate la mia lettera dando equa e democratico spazio alla risposta. Ringraziandola anticipatamente le porgo un cordiale saluto.

Dr. Michele Simonetti “Federspiel” – Curatore onorario sez. Grande  Guerra Museo Ladino di Fassa

Potete inviare le email al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

 

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