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25 anni di Alluminio: Aluray festeggia il suo titolare Gianenrico Sordo

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Marzo 1996  – marzo 2021. Oggi l’azienda valsuganotta Aluray festeggia i 25 anni del suo titolare Gianenrico Sordo nel mondo dell’alluminio.

Gianenrico Sordo, (a destra nella foto insieme ad Ivano Valerio) allora 24 enne, iniziò proprio nel 1996 la sua prima attività nel settore dell’alluminio come agente di commercio, girando con la sua valigetta prima il Trentino Alto Adige poi il Veneto e poi tutto il Triveneto.

In un momento storico dove il «rappresentante» era una figura fondamentale per l’aumento dei fatturati delle aziende il giovane 24 enne di Ospedaletto cominciò a vendere profili e laminati in alluminio.  Nemmeno lui forse avrebbe immaginato di diventare un giorno uno dei venditori più importanti e di riferimento del centro Nord Italia.

Sordo continua ancora oggi la sua attività di rappresentanza per un importante produttore di estrusi in alluminio, la Pasturi Alluminio di Brescia, anche se nel frattempo si è messo in proprio diventando uno degli imprenditori di maggior successo del Trentino.

La sua azienda, Aluray Srl, oggi è una delle leader nel settore dei profili in alluminio tinta legno per ringhiere staccionate e parapetti, nella produzione delle balaustre in alluminio e degli ancoraggi per il fotovoltaico. Quest’ultimo brevetto di propria creazione registrato in tutta Europa. È diventata una vera eccellenza del panorama trentino in Italia. 

Imprenditore tenace ma sopratutto creativo negli anni ha lanciato molte novità e le sue idee geniali hanno percorso da nord a sud tutta la penisola italiana.

In particolare nel 1998 Sordo disegnava i primi profili per un prodotto tutto Trentino, il parapetto in alluminio con colori tinta legno modello classico proprio alla “trentina”, per riprodurre e sostituire gli storici parapetti in legno dei poggioli delle abitazioni Trentine.

Dopo diversi anni di attività svolta come ditta individuale nel 2012 fonda Aluray Srl azienda sempre in utile e con fatturato crescente dall’inizio ad oggi con diversi brevetti e idee ideate dal Sordo: in particolare possiamo ricordare il Mega Fix triangolo in alluminio autoportante, geniale e unico Sul mercato per l’ancoraggio di impianti fotovoltaici su tetti piani coprendo tramite installatori del settore, importanti capannoni d’Italia tra cui il capannone della Snaidero cucine, il capannone del coni di Roma il capannone della Galbani di milano.

Altra idea geniale di Gianenrico Sordo è Vulcano, il primo parapetto fotovoltaico al mondo totalmente integrato, presentato a dicembre 2017, un’innovazione nel settore delle energie rinnovabili e dell’edilizia, un prodotto di grande tecnologia che oggi vede nascere l’evoluzione del parapetto fotovoltaico nel nuovo modello che verrà installato per la prima volta a Pellizzano in Trentino.

Suoi sono anche i pavimenti in alluminio per esterni, un’altra geniale idea, un prodotto di altissima resistenza e costruzione. Ma come spesso succede si guardano i risultati ottenuti dimenticando sacrifici e momenti di difficoltà che diventano poi però fondamentali per raggiungere il successo attraverso l’intraprendenza e la resilienza. 

Quali sono stati i veri momenti di difficoltà in questi 25 anni?

«La vera difficoltà è stata nel 2018 quando nel boom della mia società mi sono trovato ad affrontare la battaglia contro il cancro, il 2018 è stato un anno veramente difficile in cui tra ricoveri cure e interventi chirurgici cercavo di essere sempre presente in ufficio, un anno in cui Aluray ha avuto una perdita di fatturato, ma nonostante questo siamo riusciti a chiudere il bilancio in attivo ugualmente, questo grazie ai miei collaboratori, in particolare al braccio destro Ivano Valerio e al Montatore Cristian Battocchi.»

E poi che è successo?

«Dal 2019 in avanti sono stati anni di fatturato in crescita e di utili importanti, il 2020 nonostante il covid Auray ha battuto il record di fatturato, e anche nel 2021 sembra che le cose siano iniziate molto bene.»

A riguardo della pandemia Gianenrico Sordo sostiene che purtroppo questo virus sta sicuramente e ingiustamente penalizzando interi settori, in particolare la ristorazione le palestre e le attività ricreative. «La paura è la tenuta della nostra economia che può provocare una forbice ancora più grande fra la ricchezza e la povertà danneggiando la fascia media che sappiamo essere la più importante nella ricaduta del benessere sui nostri territori.» Spiega l’imprenditore

Ci sono dei segreti per il successo della sua azienda?

«Il segreto del successo per un’azienda in momenti di normalità è sicuramente dovuto alla dinamicità, la flessibilità e la creatività. Negli ultimi anni però la ricerca e sviluppo per la creazione di prodotti unici da immettere sul mercato ha assunto una importanza strategica. Ricordo che i prodotti unici non hanno concorrenza sul mercato.»

Ma come è cambiato questo mercato in 25 anni?

«È cambiato molto, come è stato stravolto il mondo. È cambiato il modo di cercare i clienti  e il sistema di vendita. Una volta l’agente di commercio non aveva Internet non aveva il telefono cellulare, oggi grazie alla tecnologia il venditore è più un tecnico che un commerciale. È molto importante quindi conoscere bene il proprio prodotto perché la clientela è diventata molto esperta. Il contatto o la visita non è più un contatto puramente commerciale, ma soprattutto tecnico e professionale.»

Quanto e dove deve sempre investire un’azienda?

«Qualsiasi azienda seria oggi deve investire nell’innovazione e nella pubblicità. Oggi il web offre delle grandi opportunità di far veicolare il brand della nostra azienda per il momento ancora a bassi costi. La penetrazione, la velocità e il dinamismo del web è incredibile e porta a risultati straordinari se l’azienda è organizzata e pianificata per assorbirne gli effetti positivi.»

Cosa succederà quando la pandemia sarà finita?

«Quando la pandemia finirà ci saranno settori completamente da ricostruire, penso a ristorazioni a palestre o al mondo degli eventi. Io credo però che le pandemie vadano anticipate e prese con rapidità all’insorgere dei primi segnali cosa che in Italia la politica non ha saputo fare. Penso anche a scelte politiche economiche fallimentari come al bonus monopattino lanciato in pieno lockdown, ai banchi a rotelle per poi chiudere le scuole, al lancio della lotteria sugli scontrini che ha invogliato la gente ad uscire quando invece c’era bisogno di starsene a casa.

Scelte confusionarie, incongruenti e contraddittorie figlie di una politica poco preparata e per nulla competente. Penso anche alle notizie date all’ultimo minuto dal governo Conte tramite social a imprenditori trovatisi a gestire situazioni con regole in continuo cambiamento oppure ai soldi investiti per mettere in regola bar e ristoranti per poi fargli chiudere. Ora bisognerà essere pronti per investire in maniera decisa con novità per quei settori distrutti dalla pandemia, una ricostruzione da dopo guerra»

Cosa consigli ad un giovane che vuole entrare nel mondo imprenditoriale?

«Un giovane che oggi voglia mettersi a fare impresa ha diverse opportunità: c’è l’agevolazione sul sistema forfettario, ci sono tanti nuovi campi in cui creare, informatica, sicurezza, tecnologia. Le scuole chiuse oggi mi spaventano più del virus, i giovani hanno bisogno di far respirare la loro anima.»

C’è qualcosa che non rifaresti in questi 25 anni di lavoro?

«In questi anni se potessi tornare  indietro eviterei alcune frequentazioni rivelatesi poi tossiche per me e per il mio lavoro. Ma in realtà va bene così perché ognuno di noi ha il nostro percorso da fare, l’importante è cogliere sempre le cose positive e vivere sempre il presente.»

 

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