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Arte e Cultura

La pittura all’aria aperta e le conquiste delle donne nell’Impressionismo

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Dipingere “En plein air” (all’aria aperta) è una tecnica affinata dagli Impressionisti, ma introdotta da Gustave Courbet (1819-1877) che amava passeggiare nella natura e soprattutto nei boschi del suo paese Ornans con l’album da disegno sotto il braccio. Ruscelli, grotte e sorgenti che conosceva molto bene erano i suoi temi preferiti.

Gli Impressionisti adottarono il metodo di osservare direttamente la realtà in piena luce, per poi dipingerla all’aperto, non in atelier.

E’ una pittura di getto che si basa sull’immediatezza delle sensazioni, utilizzando pochi colori ma di grande effetto. Fra i maggiori artisti ne ricordiamo alcuni: Manet, Monet, Renoir, Pissarro, Cézanne, Van Gogh, Corot.

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Tra loro anche una donna Berthe Pauline Morisot (1841-1895) considerata la prima artista moderna, firmataria del gruppo Impressionisti, unica donna che all’epoca poteva accedere alle mostre.

Mentre non era permesso al “gentil sesso” frequentare l’Accademia delle Belle Arti. Si riteneva scandaloso e disdicevole il mestiere di pittrice, tollerando solo l’esercizio della sua arte per svago.

Berthe Morisot nasce in una famiglia alto-borghese e studia pittura sostenuta dal padre e da un insegnante accademico, anche la sorella si interessa all’arte ma deve rinunciare per volere del marito.

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Tra i suoi primi lavori “Fattoria in Normandia” e “Vista di Tivoli”. Berthe Morisot conosce Édouard Manet e diventa la sua modella preferita (anche se non l’unica), è l’occasione per frequentare l’ambiente artistico, personaggi e colleghi del pittore, che la stimano per il suo stile.

Nel 1862 invia due opere al Salon per l’esposizione, ma il giudizio di Édouard Manet sarà implacabile: “Affascinanti, ma non sono uomini”.

Nel 1874 sposa Eugène Manet, fratello di Édouard, creando così un cenacolo degli artisti. La fortuna arriva oltreoceano, merito del collezionista-mercante Paul Durand-Ruel che acquisterà molte opere dei pittori impressionisti.

La culla” è il dipinto più famoso di Morisot ormai all’apice della carriera; pennellata rapida resa dal velo e dalla posizione del braccio sulla culla. Tra le sue opere: “Eugène Manet sull’isola di Wight”, “Ritratto madre e sorella”, “Il corsetto rosso”, “Julia sognare ad occhi aperti”, “Nascondino”, tocchi di colore e taglio fotografico, il paesaggio maestoso sullo sfondo.

Ormai vedova e con una mostra personale che non le darà il giusto prestigio, muore a 54 anni di malattia lasciando questa frase: “Arrivo alla fine della mia vita nella stessa condizione di un principiante”.

Per approfondire la biografia di Berthe Morisot vale la pena leggere: “La donna in nero” di Brunella Schisa (storica dell’arte), che rivela la vera ragione di vita dell’artista francese, la pittura.

Soltanto nel 2018-2019 con la retrospettiva al Musée d’Orsay di Parigi è avvenuta la sua affermazione tra i grandi personaggi dell’Impressionismo.
Ci sono altre due grandi pittrici Gonzales e Cassatt, l’una francese e l’altra statunitense, che hanno contribuito all’emancipazione femminile, che passa anche attraverso la cultura e l’accesso ai libri.

Ne sono testimoni le figure di madri, balie e bambini assorti nell’ascoltare una storia o nella lettura. Abbiamo scelto tre stili di pittura diversi e ugualmente affascinanti: donne che si godono momenti di relax in barca…
Eva Gonzalès (1849-1883) figlia di un romanziere e di una musicista, appartenenti all’alta borghesia francese, cresce in un ambiente colto e sensibile al’arte.

Visto l’interesse della figlia per disegno e pittura, i genitori iscrivono Eva allatelier di Charles Chaplin, dove frequenta un corso riservato alle ragazze di buona famiglia, per imparare le materie dello studio accademico.

Anche Eva Gonzalès conosce Édouard Manet e diventa sua allieva e amica, in competizione con Morisot. Tra le prime prove artistiche spicca “Le Chignon” che dimostra fin da subito le sue caratteristiche distintive (colore, luminosità e sfondo).

Citiamo solo alcune delle sue innumerevoli opere piene di charme: “Il soldatino”, “Una loggia al teatro italiano”, “La modista”, “Risveglio mattutino”.
Eva Gonzalès ritrae la bellezza della vita di tutti i giorni, ritratti, paesaggi e scene di donne e bambini, anche perché era impensabile allora per una pittrice girare per città o campagne, a differenza dei colleghi maschi.

Muore giovane di parto nel 1883, lasciando l’opera incompiuta “Nel giardino”; chissà che strada avrebbe intrapreso se il destino non fosse stato così avverso…
Mary Stevenson Cassatt (1844-1926) figlia di un banchiere di Pittsbourgh, ben presto dimostra il suo carattere caparbio e grandi doti artistiche frequentando l’Accademia Belle Arti negli Stati Uniti.

Poi fece un viaggio studio in Francia, a Parigi incontra Édouard Manet e l’ambiente degli Impressionisti, riesce a far parte del loro circolo sfidando le convenzioni sociali dell’epoca.

Determinante l’incontro con Edgar Degas, che pone le basi per una collaborazione fondata sull’amicizia e stima reciproca, al punto che il pittore ammette: “Questa ragazza ha un talento infinito”.

Nel 1879 Mary Cassatt espone la sua prima opera alla quarta mostra degli Impressionisti, entrando così nelle grazie del collezionista-mercante Paul Durand-Ruel. La pittrice amava raffigurare scene intime e domestiche, in particolare la maternità, creando un mondo di sentimenti e affetti.

Tra le sue opere principali: “Toreador”, “Giovane donna che cuce in giardino”, “Donna in nero all’Opera”, “Colazione a letto”, “Madre con in braccio il suo bambino”.

Muore nel 1926 nel suo amato paese Château de Beaufresne vicino a Parigi, consapevole di aver vissuto per l’arte: “Con la mia arte ho emozionato l’animo di molte persone… Puoi offrirmi qualcosa che possa essere paragonata alla gioia di essere artista?

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