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Val di Non – Sole – Paganella

Una stufa a olle di Sfruz “scalda” la Comunità della Val di Non

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Da sinistra Silvano Dominici, Patrizia Poli e Andrea Biasi davanti alla stufa posizionata nella sede della Comunità della Val di Non

Un’antica stufa a olle di Sfruz farà da ornamento alla sala di rappresentanza nella sede della Comunità della Val di Non a Cles.

Parlare di “stufe a olle” è come parlare della storia sconosciuta di migliaia di persone che nei secoli trovarono rifugio dal freddo pungente degli inverni tirolesi.

Se solo potessero parlare, la loro testimonianza varrebbe molto di più di qualsiasi testo storico, perché il loro utilizzo fu talmente vasto da coinvolgere nobili aristocratici fino alle case dei più umili contadini di montagna.

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Ogni casa di montagna, palazzo o castello delle nostre valli ha conosciuto il calore emanato da queste stufe, e ancora oggi, dopo secoli, alcune di esse riscaldano gli stessi ambienti.

In territori come quelli alpini la stufa era molto diffusa ed era posizionata nella stanza più importante dell’abitazione. Questo valeva sia per i ricchi sia per il popolo. Questa stanza nel dialetto noneso veniva chiamata “stua”, il suo significato era stanza con la stufa; al suo interno si focalizzava la vita della famiglia nei periodi freddi e soprattutto venivano prese le decisioni e firmati i documenti importanti.

Un ritorno alle origini, dunque. Per questo motivo l’amministrazione del Comune di Sfruz, in accordo con l’Associazione Antiche Fornaci di Sfruz, ha deciso di acconsentire alla richiesta della Comunità di Valle di poter posizionare un’antica stufa a olle nella sala di rappresentanza.

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Quale luogo migliore, se non nella “stua” della Val di Non? La stufa, di proprietà del Comune di Sfruz è stata data in comodato d’uso alla Comunità con il fine principale di dare la giusta collocazione a un’importante opera d’arte.

Negli accordi, poi, la Comunità di Valle si è impegnata a restaurare la stufa. «La stufa – afferma Silvano Dominici, commissario della Comunità – oltre a riqualificare la sala, contribuirà a valorizzare uno dei migliori prodotti artigianali che il territorio della Val di Non, e nello specifico del Comune di Sfruz, abbia espresso sia a livello nazionale che internazionale. Un gioiello che completa e corona un lavoro che ha visto la riqualificazione della sede della Comunità di Valle».

Soddisfatto anche il sindaco di Sfruz Andrea Biasi. «La Val di Non possiede in sé una profonda ricchezza culturale – afferma –. Dalla fine dell’Impero Romano fino alla definitiva entrata nel Regno d’Italia, questo territorio è stato un crocevia di culture e lingue differenti. Sicuramente, questa apertura agli eventi del mondo ha permesso il florido sviluppo di un’importante attività artistica ed artigianale come la costruzione delle stufe ad olle. Molti pensano che queste maestose opere sparse per i castelli del Nord Italia e dei paesi di lingua tedesca siano opera esclusiva di artigiani tedeschi. In realtà, a Sfruz, piccolo paese della valle, si sviluppò una tradizione secolare di costruttori di stufe ad olle. Questi fornelari riuscirono ad imporsi sia a livello artigiano, sia artistico in tutto il territorio dell’Impero austro-ungarico».

E ora, anche attraverso questo progetto, si può dire che la Val di Non si sta riappropriando delle sue tradizioni. «Non si tratta di una semplice stufa, ma di un’opera d’arte che testimonia l’abilità e l’ingegno dei nostri antenati – conclude Biasi –. Voglio ringraziare il presidente Silvano Dominici per la sensibilità culturale e per aver voluto fortemente questo progetto».

Parole a cui fanno seguito quelle della presidente dell’associazione Antiche Fornaci di Sfruz Patrizia Poli. «Una stufa ad olle di Sfruz ora vigilerà e riscalderà sulle decisioni anche all’interno della Comunità di Valle – osserva Poli –. Dopo secoli riacquista la sua funzione in una sala che, da come la vedo io, è una stua contemporanea. Entrando non posso che rimanere colpita dalla sensibilità e dalla cura con cui è stato fatto il lavoro. La stufa è stata restaurata in maniera impeccabile. Il mio grazie va al presidente Dominici. L’augurio è che questo possa essere l’inizio di una collaborazione proficua che possa portare alla riqualificazione dell’ex Albergo Tre Gigli di Sfruz».

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