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Nuovo rettore università di Trento: scontro su medicina fra i due candidati

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Ieri Giovedì 18 febbraio 2021 i due candidati alla carica di rettore dell’università di Trento, Flavio Deflorian e Massimiliano Sala, hanno partecipato a un incontro in video conferenza durante il quale sono stati approfonditi i punti chiave nel futuro mandato della durata sei anni a partire dal primo aprile 2021.

Ad avviso di Deflorian bisognerebbe concentrarsi sulla ricerca consolidando le iniziative già in atto e portandone avanti nuove, investire nell’edilizia così da creare nuovi spazi e fortificare quelli già esistenti e come terzo punto, ma non per importanza, fortificare le connessioni con altri enti in campo di ricerca e formazione.

Sala vorrebbe invece una maggior condivisione e trasparenza per quanto concerne le decisioni più importanti, un saldo connubio tra ricerca e didattica e una lotta contro il blocco della burocrazia che è andato a crearsi.

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I due candidati  hanno approfondito poi più nello specifico le “tre missioni” dell’università quali: didattica, ricerca e le relazioni con il territorio all’interno della regione e non.

Sala non si lamenta della didattica già esistente “In generale abbiamo una bellissima didattica” –  afferma – ma vorrebbe mantenere la didattica online, sviluppata nella situazione emergenziale in cui ci siamo trovati, come affiancamento alle lezioni in presenza, inoltre creare delle proposte di corsi che si terranno unicamente online. Dal punto di vista della ricerca vuole “dare una spinta” ad alcuni gruppi che secondo lui non esprimono al massimo il loro potenziale, concentrandosi molto sulla valutazione per ottenere una migliore qualità. Come rapporti con il territorio vorrebbe implementare una didattica esterna alle mura universitarie, intesa come didattica professionalizzante ad esempio, e trasferire di più nel territorio le conquiste che si raggiungono tramite la ricerca.

Deflorian, al contrario di Sala, preferirebbe spingere maggiormente su una didattica in presenza, implementando lavori di gruppo e tutte quelle iniziative in cui la presenza fisica degli studenti nelle facoltà e nella città in generale si presenta come un valore aggiunto. Concorda con il suo collega per la ricerca: è necessario spingere molto su questo punto per quanto l’università di Trento sia già forte in ambito ricerca, e per farlo, secondo Deflorian, è necessario che ogni ricercatore sia messo nelle condizioni di lavorare al meglio: questo vuol dire maggior infrastrutture, servizi e fondi adibiti. Per il territorio è necessario implementare i rapporti anche fuori regione, l’università sarà infatti fondamentale nella ripresa da questa crisi.

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La seconda parte è stata dedicata alle domande da parte dei giornalisti. L’apertura della scuola di medicina sarà sostenuta economicamente dall’università di Trento o verranno tolte risorse ad altri dipartimenti?

Massimiliano Sala: “Sono abbastanza critico nei confronti di questa scelta perché reputo sia stata troppo frettolosa. Sicuramente rappresenta un passaggio importante, è una buona cosa ma è mancato il consenso”. Per rimediare a questo problema il candidato, qualora fosse eletto, proporrebbe un referendum.

Flavio Deflorian: “Riguardo ai tempi non si poteva fare altro, a volte aspettare significa già decidere. La sostenibilità del progetto è stata garantita, non copre le specializzazioni ma è da sottolineare che nessun altro progetto è mai partito con delle risorse simili men che meno con i costi per le specialistiche già coperti”. Non concorda con il referendum proposto da Sala: ritiene che l’università si sia già presa degli impegni dai quali non può più tirarsi indietro.

Il docente Andrea Pascucci accusa l’università di essere troppo chiusa e di far mancare il dialogo con la comunità trentina, concordate?

Flavio Deflorian: “E’ vero, il problema di interazione c’è e va incentivato”.

Massimiliano Sala: “Concordo con il docente Pascucci, è necessario che tutti possano sapere quali sono gli argomenti discussi in senato”.

Dal Salone dello studente emergono dei dati piuttosto allarmanti: due ragazzi su tre preferiscono non iscriversi all’università, come si può migliorare questo dato?

Deflorian: “Il dato è sicuramente allarmante ma il problema è complesso e riguarda prevalentemente la sfera culturale. Sicuramente, soprattutto dopo la pandemia, sarà necessario aumentale le borse di studio ma bisogna agire anche per quanto riguarda una maggiore formazione nelle valli”.

Sala: “Anche io penso sia necessario aumentare le borse di studio ma è anche molto importante sradicare l’idea che dopo l’università ci si trovi disoccupati e solo con un pezzo di carta. Le opportunità di trovare lavoro sono molto più alte rispetto a chi il cosiddetto pezzo di carta non lo ha”.

Avete in mente dei progetti per migliorare e aumentare le infrastrutture dedicate agli studenti?

Sala: “Vorrei far partire un progetto edilizio importante per migliorare le infrastrutture: aumentare le aule, rendere i laboratori accessibili anche a chi ha delle disabilità e aumentare le aule studio”.

Deflorian: “Per quanto riguarda gli studentati è l’opera universitaria che deve adoperarsi, ne è previsto uno nuovo a Trento e uno a Rovereto. Sicuramente vorrei creare più aule studio”.

Perché quest’anno risultano 67 milioni non utilizzati e i 180 milioni della provincia sono in più?

Deflorian: “I milioni non spesi restano come fondo per gli anni successivi o in fondi vincolati per le varie iniziative, quelli non vincolati per le emergenze come è stata quella legata alla pandemia. Quest’anno ne sono avanzati di più perché, per motivi di legge, ne sono stati svincolati molti. I 180milioni non sono in più ma sono già stati inseriti in fondi vincolati”.

Sala: “Non è decisione del rettore utilizzare gli avanzi di bilancio, quello che può fare al massimo è proporre al Cda un possibile investimento, come penso di fare per quanto riguarda l’edilizia”.

Con quali università vorreste avere maggiori rapporti?

Sala: “Vorrei collaborare sia con l’Euregio che con il Triveneto, sono entrambi validi”.

Deflorian: “Mi piacerebbe molto collaborare con l’Euregio ma sappiamo che oltre a Bolzano comprende anche Innsbruck e quando ci si sposta oltre confine i rapporti diventano più difficili”.

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