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Trento

La Provincia approva, con modifiche, la variante al Piano Regolatore Generale del Comune di Trento

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La Giunta provinciale su proposta del vicepresidente Mario Tonina ha approvato ieri, con le modifiche necessarie ad assicurarne la compatibilità con il PUP, con la legge urbanistica e con altre norme in materia di urbanistica, la variante al PRG 2019 del Comune di Trento.

Il Piano si basa su alcuni principi cardine, come lo stop al consumo di suolo, bene comune e risorsa non rinnovabile, affermando la necessità di favorire il riutilizzo e la rigenerazione delle volumetrie edificabili, l’attrattività della città e del territorio.

Tra le priorità, la salvaguardia e valorizzazione del territorio agricolo e rurale, la razionale distribuzione delle attività per una mobilità efficiente, il freno alla dispersione delle urbanizzazioni, per uno sviluppo meno disordinato e accelerato della città.

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Il documento è permeato dall’attenzione verso la cosiddetta ‘resilienza urbana‘, cioè la capacità di rispondere ad eventi che alterano le condizioni in essere della città stessa, sapendo di dover affrontare la sfida del cambiamento climatico e rafforzando l’impegno alla sostenibilità ambientale.

L’iter di approvazione del Piano, dopo l’adozione in via preliminare della variante da parte del Comune di Trento, con la proposta di una revisione del proprio strumento urbanistico coerentemente al sistema insediativo-infrastrutturale e ambientale del PUP e in adeguamento ai nuovi contenuti e principi della legge provinciale per il governo del territorio, ha previsto anche l’introduzione di alcune integrazioni delle norme di attuazione.

 La “Relazione illustrativa alla variante” riassume il percorso di formazione della revisione del PRG, avviato nel 2017 con l’approvazione del documento denominato “Documento di indirizzo per il Piano Regolatore Generale”. Sulla scorta degli indirizzi definiti in questo documento, il Comune nel 2018 ha definito gli obiettivi prioritari, finalizzati a perseguire la trasformazione del territorio comunale in modo coerente. Il documento è stato articolato per sfide di intenti di ampia visione, riassumibili nei progetti denominati “Eco Trento” – “Trento accogliente” – “Smart Trento” – “Bella Trento” con le relative previsioni urbanistiche.

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Ai fini della verifica di coerenza dei contenuti della variante con il sistema insediativo, infrastrutturale e ambientale del PUP e con gli strumenti di programmazione della Provincia e per l’acquisizione dei pareri di merito da parte delle competenti strutture provinciali, è stata quindi indetta nel 2019 la Conferenza di pianificazione, che sulla base delle valutazioni espresse dai Servizi provinciali in merito alle diverse e numerose tematiche affrontate dalla variante, ha ponderato gli interessi coinvolti e verificato la coerenza del PRG con il quadro definito dal PUP.

Per quanto riguarda i vincoli preordinati alla sicurezza del territorio, la Conferenza, nel richiamare l’obbligo di assicurare il rispetto dei contenuti e delle indicazioni dello stralcio – allora vigente – della Carta di sintesi della pericolosità, ha ripreso le valutazioni di carattere generale e puntuale espresse dai competenti Servizi, per la verifica delle interferenze delle nuove previsioni urbanistiche con la Carta della pericolosità del territorio del Comune di Trento.

Nello specifico, il parere si articola nelle verifiche condotte in materia di tutela dell’assetto idrogeologico e dell’ambiente, in materia di tutela e valorizzazione delle aree protette e dei manufatti vincolati come beni culturali, in coerenza rispetto alla programmazione provinciale riguardo le attrezzature pubbliche, le infrastrutture viarie e le scelte adottate per le aree residenziali.

Una serie di riflessioni riguardano il “grande impiantodi collegamento tra la città e il Monte Bondone – seppure inserito nella variante al PRG 2019 solo in forma di ipotesi – e relativamente al nuovo bacino di innevamento artificiale in loc. Viote, evidenziando in primo luogo per quest’ultima previsione, l’esigenza di integrazioni per la valutazione di eventuali incidenze sugli habitat; in tema di attrezzature pubbliche e di infrastrutture di importanza provinciale sono stati riportati rilievi tesi ad assicurare la coerenza del piano con la programmazione provinciale stessa; riguardo alla residenza, si prende atto dell’obiettivo di sostanziale freno al consumo di suolo, richiamando che l’articolo 18 della legge provinciale 15/2015 non preclude la previsione di nuove aree insediative, ma ne condiziona la previsione tenendo conto di varie alternative e della rispondenza a bisogni di prima abitazione.

Nell’adozione definitiva il Comune di Trento ha dato riscontro ai rilievi provinciali in sede di controdeduzioni, apportando al piano una serie di modifiche anche finalizzate a nuova residenza. Il piano definitivamente adottato è stato esaminato nella Conferenza di servizi dell’ottobre 2020, anche con i contenuti di primo aggiornamento della Carta di sintesi della pericolosità dello stralcio relativo al territorio del Comune di Trento.

Il Servizio Urbanistica e tutela del paesaggio ha preso atto delle previsioni ed evidenziato, considerando che lo strumento urbanistico del Comune di Trento deve assicurare un necessario raccordo con la programmazione provinciale per le aree interessate dalla realizzazione del nuovo ospedale, come le proposte relative all’attraversamento del fiume Adige, la vasta area S. Vincenzo a sud della città, richiedano un particolare esame, tenuto conto delle scelte strategiche a esse collegate. Relativamente alle nuove aree residenziali introdotte dal Piano, ha chiesto le necessarie motivazioni con riferimento al soddisfacimento del fabbisogno abitativo primario.

Al fine dell’approvazione del Piano il Comune di Trento ha consegnato la documentazione conseguentemente rivista: in particolare, riguardo alle motivazioni richieste a supporto delle previsioni residenziali introdotte in sede di adozione definitiva, il Comune ha concluso che gli scenari demografici e le stime delle capacità edificatorie previste dal Piano non sostengono le scelte insediative condotte, stralciando quindi le nuove aree residenziali introdotte con l’adozione definitiva. Le previsioni di attrezzature e infrastrutture pubbliche di interesse provinciale, oggetto della variante, sono stati puntualmente rivisti o integrati per rispondere alle osservazioni e incongruenze segnalate dalla Provincia.

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