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economia e finanza

Presentata l’alleanza di programma dei Biodistretti di Trento, Valle dei Laghi e Valle di Gresta: Ecco i 7 punti all’attenzione dell’assessore Giulia Zanotelli

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Con 1.400 imprese certificate e oltre 9.000 ettari coltivati, l’agricoltura biologica rappresenta una voce attiva e strutturale all’interno dell’economia trentina non solo per i fatturati, che crescono in parallelo all’aumento della domanda dei consumatori, ma anche per le ricadute positive in termini di tutela, stabilità e promozione del territorio.

Per questi motivi i tre Biodistretti che sono nati per iniziativa diretta dei produttori e operano ormai da anni nei loro territori di riferimento, rivendicano una maggiore attenzione da parte degli enti pubblici e delle istituzioni al fine di supportare al meglio una visione e un modello di sviluppo coerenti con le esigenze di riequilibrio ambientale auspicate da tutte le autorità internazionali.

Basti pensare a riguardo che la stessa Unione europea, dalla quale dipendono la maggior parte dei finanziamenti per le politiche agricole, ha fissato l’obiettivo del 25% delle superfici biologiche entro il 2030 a conferma della necessità di fissare degli obiettivi prioritari nelle linee di indirizzo di ogni stato e regione aderenti all’UE.

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È sulla base di questi presupposti che i tre Biodistretti esistenti, Trento, Valle dei Laghi e Valle di Gresta, si sono uniti al fine di promuovere la centralità del biologico nelle linee di indirizzo dell’agricoltura trentina.

Il compito che si sono dati sarà dunque quello di rappresentare le istanze dei soci produttori biologici (quasi 400 aziende interessate e una superficie bio di circa 1400 ettari) nei confronti dell’Assessorato provinciale, della Fondazione Mach, degli altri enti intermedi, del mondo sindacale, associazionistico e degli acquirenti-consumatori. Un ruolo di mediazione dunque, ma anche di rappresentanza, di formazione, divulgazione e di promozione della cultura del biologico che intende contribuire all’affermazione del principio della qualità delle produzioni e del nostro ambiente trentino.

I tre presidenti dei Biodistretti di Trento, Valle dei Laghi e Valle di Gresta, Giuliano Micheletti, Michele Bortoli e Loris Cimonetti, si sono riuniti ieri mattina in conferenza stampa presso la Cantina di Trento (realtà aderente al Biodistretto di Trento e sede dell’associazione) per presentare una serie di richieste che puntano al rilancio del settore. In tutto sette punti.

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La prima richiesta riguarda il riconoscimento giuridico e l’accreditamento al Tavolo Verde: in relazione all’ormai prossima revisione della normativa provinciale sull’agricoltura biologica i rappresentanti del settore chiedono il riconoscimento giuridico dei Biodistretti ed adeguate forme di finanziamento e di accompagnamento per sostenere una funzione territoriale che non riguarda solo il settore primario. I Biodistretti dei produttori chiedono inoltre forme adeguate di riconoscimento e di rappresentanza presso il Tavolo Verde e gli altri tavoli di concertazione promossi dalla Giunta provinciale in modo tale da assumere un ruolo di primo piano nel confronto istituzionale sulle politiche agricole.

La seconda richiesta è il potenziamento dell’Ufficio per le Produzioni Biologiche della Provincia autonoma di Trento: è necessario innanzitutto potenziare una struttura che rappresenta uno snodo fondamentale dello sviluppo del biologico e che in futuro non potrà più funzionare semplicemente come ufficio ispettivo, ma dovrà assumere a tutti gli effetti un ruolo di supporto e di raccordo per l’intero sistema. Questo significa dotare l’Ufficio per le Produzioni Biologiche di personale aggiuntivo e motivato, in grado di svolgere funzioni di accompagnamento delle imprese e di interfaccia con le aziende private e cooperative così come con i Biodistretti e le organizzazioni del biologico nel lavoro di semplificazione, sburocratizzazione. Analogamente l’Ufficio dovrebbe servire come terminale di comunicazione e divulgazione presso le aziende per tutto quanto concerne le politiche agricole e ambientali promosse dall’Unione europea e che tanto condizioneranno i rapporti futuri fra agricoltura, consumatori e ambiente.

Il terzo punto è relativo al potenziamento dell’Unità agricoltura biologica della Fondazione Mach: il confronto sulla composizione del CdA della Fondazione Mach e più in generale sulla funzione della ricerca, della sperimentazione, del trasferimento tecnologico e della didattica non può ridursi ad una semplice selezione di personalità più o meno adeguate alle funzioni di rappresentanza del mondo agricolo. La FEM deve corrispondere in maniera organica ad un settore, come il biologico, che rappresenta il futuro di questa terra sia dal punto di vista della sostenibilità economica, sia sociale ed ambientale investendo e valorizzando l’Unità incaricata dell’accompagnamento tecnico delle imprese bio.

Quarto punto, la sburocratizzazione: diventa fondamentale per mantenere alta la capacità di competere delle imprese agricole la possibilità di semplificare e ridurre il fardello burocratico (per esempio adottando il quaderno di campagna informatico dove possibile).

Nel quinto punto viene chiesta una nuova Politica Agricola Comune e un nuovo Piano di Sviluppo Rurale e Green Deal: nel periodo di transizione che ci accompagna verso la nuova programmazione europea è necessario definire finalità e mezzi attraverso i quali la Giunta provinciale intende operare per lo sviluppo del settore biologico. La Commissione europea, tramite le Strategie “Biodiversità 2030” e il progetto “Farm to fork – dal produttore al consumatore”, ha sollecitato i paesi membri all’approntamento di Piani strategici che vedano protagonista l’agricoltura biologica nella definizione, entro il 2050, di un modello di sviluppo circolare e sostenibile. In questo periodo di definizione del nuovo PSR è necessario pertanto attivare tutti gli strumenti riferiti alla Misura 11 sull’agricoltura biologica e intercettare tutte le possibili risorse previste nei piani di finanziamento europeo (Green Deal) con particolare attenzione alle giovani imprese e allo sviluppo imprenditoriale in ambito ambientale.

Al sesto punto ecco le strategie sul biologico e la promozione territoriale dove il ruolo di Trentino Marketing è a centro: i rappresentanti dei Biodistretti dei produttori del Trentino hanno espresso la convinzione che il biologico rappresenti il migliore investimento nella promozione turistica e nel marketing territoriale di questa provincia. Ogni iniziativa promozionale del Trentino e dei suoi prodotti attesta infatti la qualità ambientale dei nostri territori e le caratteristiche di tipicità, tracciabilità e salubrità delle nostre eccellenze nei confronti dell’acquirente e del consumatore. Da qui la necessità di puntare con convinzione sulle produzioni biologiche anche attraverso la proposta di sviluppo di progetti speciali in capo a Trentino Marketing volti alla valorizzazione di questo settore attraverso promozioni mirate ed un’azione di sensibilizzazione rivolta al cittadino, ai consumatori e ai turisti sulle buone pratiche ambientali, sul turismo green, sul consumo critico per incentivare, anche dal punto di vista culturale ed educativo, il passaggio verso una riconversione ecologica dell’economia.

Il settimo punto ma non meno importante dei precedenti riguarda la Formazione e informazione: il biologico rappresenta un progetto culturale di lungo respiro. Per questo ha bisogno di essere supportato da adeguate strutture e programmi formativi, educativi, di divulgazione e informazione. Su questi temi, che riguardano sia la formazione tecnica degli addetti, sia il rapporto tra il mondo produttivo, le reti distributive e i diritti dei cittadini ad un ambiente pulito e a una sana alimentazione, è necessario promuove un tavolo di lavoro specifico attivando tutte le risorse e le potenzialità presenti in provincia di Trento sul versante della formazione professionale, dell’educazione, della didattica e del sistema dell’informazione al fine di elevare la qualità complessiva del nostro modello di sviluppo.

Attorno a questi punti i Biodistretti dei produttori hanno avviato un serio confronto sul futuro del settore anche con l’Assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli.

L’Assessore, hanno spiegato i portavoce dei Biodistretti, ha manifestato la propria disponibilità nel sostenere le ragioni dei produttori pur non nascondendo le difficoltà sia di bilancio sia a livello tecnico-amministrativo.

In recenti incontri la responsabile dell’Assessorato provinciale all’agricoltura ha confermato la piena disponibilità a prendere in seria considerazione le richieste dei Biodistretti anche in relazione alla volontà, condivisa da entrambe le parti, di individuare azioni compatibili e sostenibili con le esigenze di tutto il settore agricolo trentino. Fra i primi risultati del confronto avviato già nel 2020 ricordiamo la decisione dell’Assessore Zanotelli di riconfermare il finanziamento delle certificazioni biologiche per l’intera filiera anche per l’anno 2021 e la disponibilità a prendere in considerazione e valutare con attenzione le richieste dei Biodistretti relative al riconoscimento giuridico all’interno della nuova legge provinciale sul biologico, nonché la partecipazione di un rappresentante dei Biodistretti al Tavolo Verde.

Su queste richieste il confronto è aperto, ed è chiara l’intenzione dei Biodistretti di aprire una fase nuova a livello istituzionale nel segno della collaborazione al fine di promuovere una politica dedicata allo sviluppo del biologico che passi dalle enunciazioni ai fatti concreti.

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