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Politica

Fratelli d’Italia Trentino dice no a gruppi estremisti dentro il movimento

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Fratelli d’Italia in Trentino dopo gli ottimi risultati raggiunti alle elezioni comunali di Trento continua la sua ristrutturazione sul territorio attraverso nuove adesioni e la costruzione di un nuovo programma politico in vista del prossimo appuntamento elettorale del 2023.

Il partito dopo essere stato preso in mano dal senatore Andrea De Bertoldi ha cominciato a volare cavalcando l’onda nazionale del suo leader Giorgia Meloni. Alle comunali ha quintuplicato i voti e da pochi giorni è nato il gruppo consiliare in consiglio provinciale dove attraverso la voce del consigliere Claudio Cia potrà presentare istanze, interrogazioni, disegni si legge e quant’altro.

Oggi, e questa è una certezza, Fratelli d’Italia è una realtà oltre che nazionale, anche provinciale, dopo il periodo buoi della conduzione di Marika Poletti.

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Svilupparsi sul territorio, aumentare i consensi ed essere presenti nella vita politica del paese significa anche modulare per il bene della società la propria struttura, ma non certo i propri valori.

In questi giorni dentro il partito c’è un forte dibattito in corso circa l’ammissione o meno di persone che rivendicano la propria vicinanza al nazismo o ideologie similari. I nomi che girano sono i soliti, vecchie conoscenze che hanno militato in molti partiti e che non sono mai riusciti a trovare la propria casa ideologica. Stupisce però che fra di loro ci sia una figura femminile con tanto di tessera del partito che in passato ha militato in forze politiche moderate.

In poche parole Fratelli d’Italia, nonostante sia un partito di destra, intende bloccare i soggetti legati ideologicamente ad idee estremiste che intendono ritagliarsi degli spazi all’interno del movimento.

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«Ci è giunta poi notizia da persone del territorio che nella stessa formazione politica in Trentino Alto Adige sia in corso un aggressivo tentativo di scalata interna, attraverso il tesseramento, da parte di noti gruppi di estremisti trentini, i quali hanno già in passato tentato di ritagliarsi uno spazio in altri partiti del Centrodestra» la denuncia arriva dal Dottor Eyal Mizrahi (foto)– Presidente Associazione Amici di Israele (ADI) e da Davide Romano – Segretario nazionale ADI e Presidente Centro Studi Brigata Ebraica.

E ancora: «La vicinanza a posizioni suprematiste, talvolta addirittura del nazismo, l’adulazione dei suoi protagonisti, la celebrazione delle ricorrenze, nonché l’apologia dell’antisemitismo, così come le offese allo Stato d’Israele, sono atteggiamenti perpetrati negli anni da quest’ultimi nel corso della loro attività politica di gruppo, il tutto è ben documentato dalle loro  esternazioni sui social.»

«Sappiamo che i vertici locali del partito, di concerto con quelli nazionali – aggiungono Mizrahi  e Romano – stanno fronteggiando la situazione con decisione cercando di scongiurare l’opa sul partito da parte di questi gruppi di estremisti. Questa determinazione non può che rincuorarci, quello invece che desta ancora preoccupazione, è che un partito che sta raccogliendo sempre più consensi, abbia purtroppo ancora al suo interno una minoranza tra i suoi dirigenti che sia a livello nazionale che locale (come nel caso del Trentino per una nota dirigente locale che ha sollecitato l’adesione di questo gruppo) intende dare cittadinanza agli estremisti. Sollecitiamo con forza una netta presa di posizione da parte dei vertici locali e nazionali del partito, a partire da Giorgia Meloni, affinché si faccia definitivamente chiarezza su quale sia la posizione del suo movimento.  La vicinanza a Israele dimostrata anche di recente non può che rincuorarci a tal proposito, nonché sul positivo esito di questa spiacevole vicenda.»

 

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